SCHERMA: Intervista con la campionessa di fioretto Elisa Di Francisca, al rientro in pedana ai Campionati Italiani di Milano 2018

Elisa Di Francisca è tornata in pedana ai Campionati Italiani Sorgenia Milano 2018 di scherma 22 mesi dopo la finale olimpica di Rio 2016 e a 11 mesi di distanza dalla nascita del piccolo Ettore (che oggi ha seguito gli assalti della mamma a bordo pedana), fermandosi ai quarti di finale, sconfitta da Valentina De Costanzo, chiudendo con un buon quinto posto.

Abbiamo scambiato qualche battuta pre-gara con Elisa Di Francisca, campionessa olimpica nel fioretto individuale e a squadre ai Giochi di Londra 2012 e argento olimpico ai Giochi di Rio 2016 nella prova individuale, solo per citare le medaglie più pregiate vinte nel corso di una straordinaria carriera.

Bentornata Elisa, quali sono state le tue emozioni tornando in pedana dopo 22 mesi?

“Era come se fosse la prima gara, mi sono sentita come una bambina, ieri sera, questa mattina c’era il classico nervosismo pre-gara. Poi dopo i primi assalti ero più tranquilla. Vedremo se riuscirò a reggere tutta la gara perchè a livello fisico è impegnativa però è importante per ricominciare e per rompere il ghiaccio soprattutto a livello mentale. Nell’ultimo anno, con l’arrivo di Ettore è cambiato tutto. Pensavo di non riuscire a fare sia la mamma che l’atleta, invece è possibile. Dopo Rio avevo pensato di smettere e di dedicarmi solo alla famiglia, ma poi ho deciso di tornare perchè la scherma mi mancava”.

Quanto è stato difficile riprendere i ritmi di allenamenti e gare? 

“E’ stato un percorso graduale, ho dato le giuste pause, ho allattato e allatto ancora mio figlio, non mi sono privata di niente, anche perchè non dovevo ricominciare immediatamente, quindi mi sono presa i tempi necessari”.

Il tuo prossimo obiettivo sono i Giochi di Tokyo 2020?

“Vorrei ricominciare a fare le gare di Coppa del Mondo a settembre con l’obiettivo di arrivare alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Voglio capire se sono ancora competitiva e se riuscirò ad arrivare alle qualificazioni. Se così dovesse essere sarebbe la chiusura perfetta della mia carriera”.

di Francesca Monti

 

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