Gli Spandau Ballet, la band esplosa negli anni ‘80, torna con una nuova formazione e arriva in Italia per tre incredibili date esclusive

25 milioni di dischi venduti nel mondo, 23 singoli in hit parade e una presenza nelle classifiche britanniche per un totale di oltre 500 settimane. Gli Spandau Ballet, la band esplosa negli anni ‘80, torna con una nuova formazione e arriva in Italia per tre incredibili date esclusive: martedì 23 ottobre 2018 a Milano al Fabrique, mercoledì 24 ottobre all’Atlantico Live di Roma e giovedì 25 ottobre al Gran Teatro Geox a Padova.

Gli Spandau Ballet nascono nel 1979, quando i fratelli Gary e Martin Kamp, il primo bassista e tastierista, il secondo chitarrista del gruppo, formano la band con i loro compagni di scuola John Keeble (batteria) Tony Hadley (voce) e Steve Norman (chitarra e sax). Da subito sono capaci di guadagnare grande attenzione e consenso nel panorama musicale londinese, all’epoca in cui il punk sta ormai tramontando, inserendosi nel filone del “New Romantic”.

“To cut a long story short” è il loro singolo di debutto, il primo di dieci brani finiti nella Top 10 del Regno Unito, che subito dopo l’uscita nell’autunno 1980 raggiunge la posizione #5 della classifica Inglese. Il brano è seguito dai singoli “The Freeze” e “Musclebound”, che si fanno subito strada anche in America.

L’anno successivo la band pubblica il suo primo disco registrato in studio “Journeys to Glory”; seguono poco dopo il singolo “Chant n-1”, che entra nelle classifiche degli Stati Uniti con il suo ritmo funky e pieno di energia, e il secondo album “Diamond”. Il grande successo di pubblico e critica continua per il gruppo che, dopo un decisivo restyling e un sound più morbido ispirato al pop sofisticato degli ultimi Roxy Music, vola in testa alle classifiche europee con la ballata “True” e il singolo “Gold”, che entrano presto anche nella Top 10 US.

Nel 1984, al culmine della loro popolarità, ricevono il Brit Award per l’eccellenza tecnica. L’anno successivo, la band viene invitata al Live Aid e nel 1986, dopo una fortunatissima raccolta di singoli, pubblicano il disco “Through The Barricades”, con cui si allontano dai tipici suoni spiccatamente pop, lasciando più spazio alla chitarra e alle sfumature rock anche grazie alla produzione di Gary Langan. Il disco è accolto benissimo in Europa, ma non riceve lo stesso successo dei precedenti negli Stati Uniti. In aggiunta a questo, dopo “Heart Like a Sky” del 1988, dispute interne alla band e i cambiamenti di gusto del pubblico contribuiscono allo scioglimento improvviso degli Spandau Ballet.

Dopo la separazione, i fratelli Gary e Martin Kemp si dedicano al cinema e interpretano i famigerati mafiosi inglesi Krays, nell’omonimo film del 1990. Gary Kemp prosegue la sua carriera cinematografica e appare in The Bodyguard con Whitney Huston, The Larry Sanders Show di HBO e Embrace of the Vampire con Alyssa Milano. Nel frattempo, Tony Hadley si dedica alla carriera musicale da solista e nel 1993 pubblica l’album “State of Play”.

Solo vent’anni più tardi, nel 2009, arriva la tanto attesa reunion con un annuncio fatto sulla HMS Belfast, una nave della Seconda guerra mondiale ormeggiata a Londra, dove il gruppo aveva già tenuto un concerto negli anni Ottanta. Alla notizia seguono un best di inediti, “Once More” e un tour che li porta in giro per il mondo fino al 2014, anno in cui esce il film documentario a loro dedicato “Soul Boys of the Western World”, l’opera firmata dal regista George Hencken presentato al Festival di Cannes e al Festival internazionale del film di Roma, che racconta la storia della band, un gruppo di ragazzi della classe operaia di Londra che è stato capace di creare un impero musicale globale.

Nell’ottobre dello stesso anno gli Spandau Ballet tornano con il doppio album “The very best of Spandau Ballet: The Story”, una raccolta dei migliori successi del gruppo con tre inediti, ma nel luglio 2017 la band affronta un nuovo duro colpo, quando Tony Hadley (voce), annuncia l’uscita dalla formazione.

È così che la storia degli Spandau Ballet riparte con un nuovo cantante, che ha debuttato il 6 giugno nel live di Londra al Subterania club. Si tratta di Ross William Wild, 30 anni, la cui potenza vocale gli ha già permesso di interpretare Elvis Presley in un musical del West End londinese, spettacolo in cui interpretare il discografico Sam Philips era proprio Martin Kemp. Ha studiato musica e teatro all’accademia di Glasgow e al suo attivo vanta un album intitolato “Wild Traks”.

Non perdete l’occasione di assistere dal vivo alle tre date evento che vedranno la nuova formazione degli Spandau Ballet protagonista dei live di martedì 23 ottobre 2018 a Milano al Fabrique, mercoledì 24 ottobre all’Atlantico Live di Roma e giovedì 25 ottobre al Gran Teatro Geox a Padova.

Giovedì 14 giugno, ore 17.30, al Chiostro Nina Vinchi, si terrà la presentazione del libro Miti senza dei. Teatro senza dio di Lina Prosa (ed. Editoria & Spettacolo).
Insieme all’autrice interverranno Livia Pomodoro, Anna Beltrametti e Sotera Fornaro.
L’ingresso è gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili, con prenotazione su http://www.piccoloteatro.org .

 

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