E’ possibile ed accettabile che nel 2018 una persona gravemente malata venga prima aggredita e poi trasferita in degenza in una stanza che è a tutti gli effetti un ufficio? A quanto pare sì, visto quello che è accaduto a Vincenza Sicari, 39 anni, ex maratoneta azzurra, ventinovesima alle Olimpiadi di Pechino 2008, che sta vivendo un dramma senza fine e che negli ultimi quattro anni ha girato oltre 30 ospedali italiani, paralizzata dal tronco in giù per una malattia degenerativa neuromuscolare mai diagnosticata. Quattro anni passati da un nosocomio all’altro, sballottata in un assurdo giro d’Italia, e nessun medico specialista che abbia messo nero su bianco una diagnosi precisa per la malattia da cui è affetta.
Dopo essere stata a Verona, Vincenza è stata trasferita all’ospedale di Padova con un provvedimento giudiziario in cui c’è scritto che deve essere sottoposta a tutti gli esami necessari per appurare la natura della sua malattia e per capire se il linfoma che le è stato diagnosticato possa essere la causa della stessa. Ma nulla di tutto ciò è stato fatto.

foto tratta dal profilo Facebook di Vincenza Sicari
Come se non bastasse, e questo è ancora piu’ allucinante, due giorni fa è anche stata aggredita da un presunto poliziotto chiamato dal nosocomio padovano, dopo che i medici avevano minacciato di trasferire l’ex maratoneta in un altro reparto di geriatria e se non avesse accettato l’avrebbero sottoposta a un tso, come scrive la stessa Vincenza Sicari in un post su Facebook: “Purtroppo come sapete sono ricoverata a Padova dove il primario Corbetta nonostante il provvedimento del giudice tutelare si è rifiutato di effettuare gli esami per scoprire la mia malattia perché deve nascondere le cose gravi già fatte nel 2016. Vista la situazione siamo stati costretti a formalizzare denuncia penale contro di lui e contro l’ospedale e chiedere un nuovo trasferimento a Milano dove stanno facendo problemi. In questi mesi oltre al fatto di avermi lasciato marcire in un letto a piangere per i dolori ha sempre fatto di tutto per crearmi problemi con minacce continue di dimissioni e tso nonostante ci sia un decreto del giudice tutelare che gli impone di non dimettermi ma di trasferirmi. Naturalmente i miei avvocati hanno proceduto con tutte le azioni legali necessarie per fare eseguire il mio trasferimento. Ieri è stato notificato dal mio avvocato un provvedimento del presidente del tar dove fissava udienza il primo agosto e dove ordinava a Padova di non dimettermi. Oggi è tornato il primario insieme a una sfilza di medici a minacciarmi che volevano trasferirmi in un altro reparto di geriatria e se io non accettavo mi faceva un tso. Naturalmente io ho detto che non mi sarei mossa da lì perché c’era un ordine del giudice. Mentre i miei avvocati chiedevano l’intervento dei carabinieri loro hanno chiamato la polizia dicendo che avevano un ordine del giudice, cosa non vera. Premetto che mentre succedeva tutto questo uno dei miei avvocati al telefono ascoltava tutto quello che stava succedendo. Arrivata questa persona che si è rifiutata di identificarsi dicendo che era un poliziotto, mi ha mostrato da lontano un tesserino e ha iniziato ad aggredirmi. Quando ha visto che io ero al telefono voleva costringermi ad attaccare per far sì che il mio avvocato non sentisse. Io gli ho chiesto se lui avesse un ordine del giudice o della procura per prendermi con la forza contro la mia volontà e lui continuava ad aggredirmi. Ho mostrato l’ordine del giudice e mentre succedeva tutto questo, di una gravità inaudita da parte di un poliziotto, il mio avvocato in vivavoce gli spiegava che non potevano farlo. Quando gli ho detto che lo avrei denunciato lui mi ha aggredito strappandomi con la forza il cellulare e mi ha fatto quelle abrasioni che vedete. Naturalmente non la passerà liscia e ne risponderà in tutte le sedi giudiziarie perché presenterò regolare denuncia. E’ inconcepibile che un tutore dell’ordine aggredisca un malato tra le altre cose senza un’ordinanza di un giudice e nonostante sia io che il mio avvocato gli avessimo spiegato quello che stava succedendo e gli avessi mostrato un ordine del giudice proprio ieri. Spero che condividerete tutti questo post e che tutti gli organi competenti prendano provvedimenti nei confronti di questo pseudo poliziotto“.
Possono in un ospedale accadere queste cose? Ma non finisce qui purtroppo perché il giorno seguente Vincenza è stata addirittura trasferita in un ufficio che sicuramente non è adatto ad ospitare una persona malata. E tanto meno una paziente che versa nelle condizioni dell’ex maratoneta, che ha lanciato un drammatico appello a tutti gli amici che la supportano chiedendo aiuto affinché il Ministro della Salute Giulia Grillo venga a conoscenza di questa assurda situazione e intervenga: “Carissimi amici ormai dall’ospedale di Padova ci si può aspettare di tutto. Oggi mi hanno messo da sola in una stanza che è un ufficio come potete vedere dalle foto. Adesso ditemi se è normale che un malato venga messo in degenza in un ufficio???????? Spero tanto che tutti i media ci aiutino a fare venire fuori tutto lo schifo che sta facendo l’ospedale di Padova che tra le altre cose è un istituto di ricerca che prende migliaia di fondi dallo stato e tratta i malati in questo modo, piuttosto di ammettere le proprie incapacità. Spero tanto che le istituzioni e il ministro della sanità che è stato messo al corrente di quello che sta succedendo intervengano prima che ci scappi il morto. La cosa che mi rammarica tanto è che io non sono l’unica e non sarò l’ultima a subire tutto questo“, ha scritto Vincenza sempre su Facebook.
La stanza-ufficio in cui si trova ora Vincenza Sicari (foto tratte dal suo profilo Facebook)
La vita è sacra e i medici dovrebbero fare del loro meglio per fornire le cure adeguate a chi ne ha bisogno. Perchè nel caso di Vincenza Sicari la Sanità italiana sembra invece comportarsi esattamente all’opposto, in modo disumano e poco professionale? Perchè nel corso di questi quattro anni nessuna istituzione è intervenuta concretamente? Penso che di fronte a queste immagini non si possa e non si debba voltare la testa dall’altra parte ma sia necessario chiedere tutti insieme una soluzione a questa situazione insostenibile. Non è ammissibile né pensabile trattare una persona in questo modo, è mancanza di quel valore fondamentale chiamato umanità.
Qualche mese fa sono andata a trovare personalmente Vincenza Sicari e vi posso dire che è una ragazza con una forza e un coraggio straordinari, che non finge e non è pazza come la vogliono far passare per coprire le nefandezze e gli errori medici fatti, ma che nonostante l’immane sofferenza fisica sta affrontando questo dramma con grande dignità. Quella stessa dignità che non le viene riservata dalla sanità nazionale, perché è palese quanto questo sia un caso di malasanità. Per intervenire bisogna aspettare che la situazione peggiori ancora di piu’?
Noi continuiamo e continueremo sempre a sostenere Vincenza Sicari in quella che è la sua maratona più lunga e difficile da vincere, nella speranza che si possa arrivare il piu’ presto possibile a una soluzione e che non debba subire altre minacce e umiliazioni.
di Francesca Monti
