INTERVISTA CON IL CANTAUTORE ANDREA AMATI: “BAGAGLIO A MANO E’ UN INVITO A TORNARE ALL’ESSENZA DELLE COSE”

Si intitola “Bagaglio a mano” il nuovo singolo del cantautore romagnolo Andrea Amati, estratto dall’omonimo album uscito lo scorso 2 marzo per Borsi Records e prodotto da Massimo Marches.

Ispirato dal libro “Solo bagaglio a mano” di Gabriele Romagnoli, il brano racconta quel momento in cui nella vita sentiamo il bisogno di alleggerirci dal superfluo per ricominciare o anche solo per capire cosa sia davvero importante e di cosa possiamo fare a meno.

Il disco contiene 9 inediti tutti scritti e arrangiati dallo stesso Andrea Amati e una cover (La ballata della moda di Luigi Tenco), con nuove sonorità e un nuovo approccio alla scrittura.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Andrea Amati, ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Andrea, è uscito il tuo nuovo disco Bagaglio a mano. Come hai lavorato a questo progetto?

“E’ un disco in cui sono io al centro, ho scelto di raccontare questa storia per viaggiare mentalmente più leggeri, anche il mondo della musica a tutti i livelli tende a rinchiuderti in uno schema, in una cella, magari hai determinate caratteristiche o attitudini e devi necessariamente corrispondere in tutto quello che fai a queste ultime. Io venivo dal primo disco legato a una certa canzone di tipo cantautorale anni Settanta perché è il mio imprinting ma con il nuovo lavoro ho voluto fortemente giocare con le possibilità che oggi la musica offre, mettermi alla prova e slegarmi da quel modo di scrivere canzoni, non perché non mi ci riconosca ma per collegare le radici forti con una maniera moderna e orecchiabile di fare musica”.

Parlando invece del singolo Bagaglio a mano, è un invito a liberarsi dalle cose superflue e a riappropriarsi di quello che è fondamentale…

“E’ un invito a tornare all’essenza, faccio un singolo o un disco in modo libero, come viene, senza pensare troppo a certi meccanismi. La canzone è nata da un libro in cui mi sono imbattuto per puro caso, Solo bagaglio a mano di Gabriele Romagnoli, quando l’ho letto mi ha colpito molto e fatto riflettere ed è stato un punto di svolta perché poco dopo ho scritto il pezzo ed è diventato un modo di vedere il disco in generale, tanto da alimentarne il titolo. Il libro parte dalla necessità di viaggiare più leggeri perchè è più comodo, questo ti costringe anche a scegliere cosa sia veramente importante, cosa si adatti meglio agli spostamenti, e quindi porta a galla le priorità. Questa metafora mi ha colpito molto, mi ci sono ritrovato, ho sentito l’esigenza di fare una cosa simile anche musicalmente”.

Tra le tracce ce ne sono due in particolare, Carmen e Salvo, che parlano di due dipendenze diverse…

“Possono essere due pezzi agli antipodi. Salvo è un brano nato qualche anno fa prima dell’album di debutto, non l’avevo mai registrato, l’ho finito insieme a Daniele Maggioli che è un cantautore riminese che conosco bene e stimo tanto, ed è una storia cruda, parla di un disagio, di un vuoto che questo ragazzo sente e da cui cerca di scappare rifugiandosi nella droga. Carmen racconta un altro tipo di dipendenza che riguarda tutti, me compreso, quella dai social e dall’apparire, dal cercare il consenso degli altri.  Abbiamo giocato con la musica della Carmen di Bizet ed è uscito un brano interessante. Carmen può essere un esempio della voglia di lasciarsi andare, musicalmente parlando, e di fare una cosa libera, che il pubblico non si aspetterebbe da un cantautore, cioè giocare così tanto con l’uso del classico mischiato all’elettronica”.

Quindi possiamo dire che in questo nuovo album ti sei preso maggiore libertà di sperimentare…

“Sì, mi sono preso più libertà prendendomi anche meno sul serio, il primo disco è fatto di belle canzoni ma in generale è un po’ serioso, io invece anche sul palco cerco di essere piu’ mattatore e quindi Bagaglio a mano rispecchia molto anche il mio approccio alla musica. L’arte deve essere qualcosa di libero, spontaneo e naturale”.

Nel disco c’è anche una cover di Tenco…

“E’ un brano che faccio da tempo nei live, ormai fa parte della mia scaletta, ho scritto e portato in scena per qualche anno lo spettacolo Io sono uno, dedicato a Tenco, e quindi ho questa vicinanza con l’artista ed è uno dei pezzi che riarrangiato in questo modo stava bene all’interno del disco, sia come sonorità sia come tematica. Infatti parla di omologazione ed è anche molto attuale. Ricordare un artista come Tenco poi non fa mai male”.

Attualmente sei in giro per l’Italia con Bagaglio a Mano Tour ma sei anche opening act dei Nomadi…

“Sono in giro per l’Italia sia con il mio tour sia con i Nomadi che festeggiano 55 anni di carriera ed è una tournée particolarmente sentita. Sono molto contento. In autunno  ripartirò con i live nei club con la mia band. Il palco è la dimensione che preferisco ed è lì che voglio continuare a fare musica”.

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Questi gli appuntamenti del “Bagaglio a mano tour”: il 26 Luglio a Riccione – RN (Palazzo del Turismo), il 28 luglio a Savignano sul Rubicone – FC (Piazza del Torricino), il 5 agosto a Rimini  (Cet Amour – concerto all’alba – Terrazza del Nettuno), l’11 agosto a Santarcangelo di Romagna – RN (Calici di Stelle), il 29 agosto a Ragone di Ravenna – RA (Piazza). Nei live Andrea Amati sarà accompagnato da Federico Mecozzi (violino) e Massimo Marches (chitarre) e in alcune date si aggiungeranno anche gli altri membri della band Marco Montebelli (batteria), Francesco Preziosi (basso), Stefano Zambardino (tastiere) e Gianluca Morelli (programmazioni).

Queste le date del tour con i Nomadi: l’8 agosto a Castel D’Aiano (BO), il 9 agosto a Tribano (PD), il 16 agosto a Sirolo (AN), il 25 agosto a Castagnole Lanze (AT), l’8 settembre a Mira (VE) e il 28 settembre a Bressanvido (VI).

Nei live Andrea Amati sarà accompagnato da Federico Mecozzi (violino) e Massimo Marches (chitarre) e in alcune date si aggiungeranno anche gli altri membri della band Marco Montebelli (batteria), Francesco Preziosi (basso), Stefano Zambardino (tastiere) e Gianluca Morelli (programmazioni).

di Francesca Monti

 

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