Romaeuropa: dal 25 al 30 settembre Sharon Eyal, Agrupación Señor Serrano, None Collective, Caroline Nguien e Omar Rajeh

Prosegue il percorso tra i mondi che anima la 33esima edizione di Romaeuropa festival il cui titolo è, non a caso, Between Worlds.

Dopo due appuntamenti dedicati interamente all’Africa –“Kirina” di Coulibaly e il concerto dell’ambasciatrice della musica maliana Oumou Sangarè – il 25 e 26 settembre al Festival è in programma un grande ritorno: al Teatro Argentina arriva una delle icone della nuova danza mondiale, l’israeliana Sharon Eyal che insieme a Gai Behar, con cui guida la compagnia L-E-V, presenterà il suo seducente “Love Chapter II”, nuovo exploit sul tema dell’amore articolato come danza potente ed espressiva, capace di trasmettere un’energia dirompente e di fondere con eleganza musica elettronica, rigore coreografico e venature glamour.

Negli stessi giorni all’Auditorium Parco della Musica dopo “Birdie”, presentato al REf17, arriva il teatro “documentato” degli spagnoli Agrupación Señor Serrano che con “Kingdom” affronteranno il tema del capitalismo affiancandolo ironicamente alla figura di King Kong: un cocktail irriverente che mescola banane, consumismo, coreografie virili, pubblicità, punk rock, supermarket, multinazionali, bestialità e musica trap per suggerire l’identificazione fra il modello capitalista e patriarcale e il celebre mostro partorito da Hollywood.

Il 27 settembre, alla fine dello spettacolo, la compagnia incontra il pubblico per il ciclo Postit moderato da Renato Fontana, esperto e docente di comunicazione e linguaggi visivi.

Il 27 settembre alla Sala Santa Rita il collettivo artistico NONE che da sempre si muove sul confine tra arte, design e ricerca tecnologica con la creazione di opere immersive in ambito internazionale presenta alla Sala Santa Rita “Genesi” più che un’installazione un rito collettivo, uno stimolo alla ricerca della connessione tra l’individuo e la propria spiritualità. Le più svariate e antiche pratiche di meditazione si mescolano per creare un crescendo sonoro che insieme all’utilizzo della luce mette alla prova lo spettatore trasformandolo in un performer inconsapevole. L’opera è in mostra fino al 7 ottobre, ingresso gratuito.

Il 29 e 30 ottobre all’Auditorium Parco della Musica in collaborazione con La Francia in Scena è la volta dei việt kiều raccontati dall’acclamata regista della scena francese Caroline Guiela Nguien  che nel suo “Saigon” indaga con poesia e delicatezza l’identità post-coloniale con uno spettacolo toccante e intenso ambientato in un ristorante vietnamita, ponte d’incontro tra il Vietnam degli anni Cinquanta e la Francia di oggi. 11 attori in scena incarnano le voci di uomini e donne segnati dalla storia e dalla geografia. Ogni incontro è utile a condividere paesaggi, volti, canzoni e lingue che non esistono più da nessuna parte se non nella loro memoria e nel luogo che hanno costruito per renderla viva.

Il 29 Settembre, prima dello spettacolo, la regista incontrerà il pubblico per il ciclo di Talk di Robinson – La Repubblica insieme alla giornalista Katia Ippaso alle ore 19.15 in Sala Petrassi.

Sempre il 29 e 30 settembre al Teatro Argentina il Libanese Omar Rajeh in “#minaret” s’interrogherà sul nostro ruolo dinanzi a episodi di distruzione, come quello che ha raso al suolo Aleppo e la sua storia. Un atto di resistenza contro la demolizione di una delle città più antiche del mondo attraverso una coreografia per droni, danzatori e musicisti. Un incontro tra coreografia, arti visive e musica eseguita dal vivo e ispirata all’eredità sonora di Aleppo capace di trasportarci nel cuore della città e di farci riflettere sul nostro ruolo e sulla nostra posizione rispetto a questo terribile atto di barbarie.

Il 30 Settembre per i Talk di Robinson – La Repubblica Omar Rajeh incontra il pubblico alla fine dello spettacolo in Sala Squarzina insieme all’archeologo e accademico Paolo Matthiae. Modera la giornalista Raffaella De Santis.

Dall’alto a sinistra: “Love Chapter II” di Sharon Eyal,  “#minaret” di Omar Rajeh,”Kingdom” di Agrupación Señor Serrano, “Genesi” di NONE COLLECTIVE e “Saigon” di Caroline Guiela Nguien

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