E’ uscito “Il futuro in bilico”, interessante saggio di Elisabetta Di Minico sul mondo distopico.
Il futuro in bilico, edito da Meltemi, riflette sulla distopia, ossia sul “luogo cattivo”, tanto nella finzione letteraria, fumettistica e cinematografica, quanto nei percorsi storici e socio-politici degli ultimi 150 anni. Attraverso lo studio di opere fondamentali come 1984, Il mondo nuovo, Fahrenheit 451, Kallocaina, Il racconto dell’ancella e V per Vendetta, il testo “sfrutta” la distopia e la fantascienza per svelare provocatoriamente i sistemi di violenza e controllo e i processi di manipolazione e repressione che caratterizzano la società contemporanea, sia in contesti totalitari/autoritari, sia in realtà democratiche. L’analisi comprende un’indagine sulle ragioni della violenza psico-fisica a cui l’autorità distopica sottopone i suoi cittadini, sull’uso del linguaggio, della cultura e dell’informazione come strumento di condizionamento, sui processi di sacralizzazione della politica e sulla trasformazione dello spazio in un mezzo di propaganda o intimidazione.
Elisabetta Di Minico ha studiato Letteratura e Storia Contemporanea presso la Sapienza Università di Roma e ha conseguito Cum Laude un dottorato in Storia Contemporanea presso l’Università di Barcellona. Fa attualmente parte del gruppo di ricerca HISTOPIA, coordinato dall’Università Autonoma di Madrid. Si occupa prevalentemente di distopia, controllo e violenza. I suoi studi hanno originato alcuni capitoli e articoli accademici e sono stati presentati in diverse conferenze presso università e istituti italiani e stranieri (Harvard University, University of Cambridge, University College Cork, etc.).
