INTERVISTA CON GLI AEROSTATION: “Questo disco è un viaggio alla scoperta di nuovi mondi al di fuori e al di dentro di noi”

Il 5 ottobre uscirà “AEROSTATION”, il primo disco d’inediti degli AEROSTATION (Immaginifica / Aereostella / distribuzione Pirames International), che è stato anticipato dal singolo “Straight to the sun” e conterrà 11 brani, 8 cantati in lingua inglese e 3 strumentali. Un disco dal sound rock, internazionale e cosmopolita, che affronta tematiche diverse, dalle relazioni umane allo spazio, dal tempo alla libertà.

Aerostation è un progetto di Gigi Cavalli Cocchi ed Alex Carpani. Il duo è accompagnato al basso da Jacopo Rossi, talentuoso bassista della scena metal internazionale e membro di band di livello internazionale come Dark Lunacy, Antropofagus, Nerve. Aerostation è un power trio, ma senza chitarre, che suona un rock moderno e attuale, potente e suggestivo, cantato in inglese, dove si fondono alternative rock, crossover prog, hard rock, elettronica e pop. L’idea di questo progetto è nata nell’autunno 2015, mentre Gigi Cavalli Cocchi aveva appena concluso l’esperienza del Campovolo 3 con Ligabue davanti a 150.000 persone ed Alex Carpani stava ultimando a Milano le registrazioni e il mixaggio del suo ultimo album So Close. So Far, il disco della svolta a livello artistico.  Alla fine del 2016 Alex e Gigi decidono di essere un duo, con la collaborazione esterna di Jacopo Rossi al basso. L’incontro con la manager e discografica Iaia De Capitani (Aerostella, D&D Concerti, management di PFM) ha dato l’impulso necessario per la pubblicazione dell’album. Da aprile a settembre 2018 Aerostation ha presentato in Italia e all’estero (Francia, Canada) alcune anteprime live del disco, prima ancora della sua pubblicazione, riscuotendo molti consensi da parte del pubblico e degli addetti ai lavori.

Qui la nostra video intervista con gli Aerostation:

Ci raccontate com’è nato questo disco che affronta tante tematiche differenti? 

Alex: “E’ nato dall’idea di fare qualcosa insieme alla fine del 2015, ci siamo presi il tempo necessario, e abbiamo dato vita a questo disco che è rock e cosmopolita perché si rivolge a un pubblico internazionale, non solo perché si canta in inglese ma anche a livello di sound. Sono canzoni rock con momenti anche piu’ intimistici e riflessivi, con un concept sull’esplorazione e sulla conoscenza interna ed esterna. Tutto l’apparato grafico e iconografico consente all’ascoltatore di vedere prima che di ascoltare e chiudiamo il disco con il brano Kepler 186-F, un mondo immaginario, perché anche se gli scienziati non conoscono ancora la massa del pianeta sanno che potrebbe essere abitabile”.

Gigi: “Aerostation nasce dalla necessità di fare qualcosa che non abbiamo fatto prima. Io e Alex ci conosciamo da diversi anni ma volevamo fare qualcosa di diverso e il tempo che è servito per concretizzare un suono con un’identità precisa, ricercata inseguendo il nostro bisogno ha fatto sì che alla fine il progetto sia stato affiancato da un grande lavoro di ricerca a livello di scrittura e suoni, perché questo disco doveva rappresentare chi siamo”.

Chi siete oggi?

Gigi: “Siamo due persone che non hanno paura di rischiare, che sono appagati dalla propria creatività, da quello che riescono a mettere in musica, l’obiettivo di questo viaggio è arrivare a un pubblico che apprezzi quello che abbiamo fatto. Noi oggi abbiamo un progetto che si chiama Aerostation che ha connotati rock ma al suo interno ha anche elettronica, suoni e messaggi molto forti”.

Prima dell’uscita del disco avete già fatto dei live, andando un po’ in controtendenza…

Alex: “Abbiamo ribaltato le cose, abbiamo già iniziato a fare live prima dell’uscita del disco, con date oltreoceano in Canada e Francia, l’hanno preso a scatola chiusa ma c’è stato un ottimo riscontro sia dal pubblico che dagli addetti ai lavori, per cui siamo pronti per partire in tour. Crediamo che questa musica, essendo visionaria, si sposi benissimo con i visual che accompagneranno lo spettatore in un’esperienza multisensoriale”.

Il nuovo singolo Straight to the sun lancia un messaggio positivo, quello di andare verso il sole e superare le paure… 

Alex: “Straight to the sun è un abbandonare la catene, avere il coraggio di superare le proprie paure essendo consapevoli che si soffre di piu’ a stare fermi e a continuare a subire il proprio dolore, è un invito a superare le difficoltà, buttandosi, andando verso il sole che è una cosa calda, che splende e quindi non fa male. E poi c’è la bellissima canzone degli anni trenta che parla di vivere col sole in fronte, ho trovato sempre bellissimi questi versi, molto leggeri ma allo stesso tempo profondi e incisivi”.

Cosa ci raccontate invece riguardo il brano The ghost bride?

Alex: “Questo disco parla dell’esplorazione e tutto ciò che può essere la scoperta di qualcosa di nuovo che sulla Terra non conosciamo, ma anche la scoperta di sé, degli altri e del mondo in cui viviamo e in cui interagiamo in maniera diversa. In altri brani del disco di parla dell’incontro nella metropolitana tra persone che non si conoscono o in One billion steps si parla di una stazione in cui migliaia di persone camminano ogni giorno senza lasciare traccia. The ghost bride è la donna immaginata da un pendolare che fa lo stesso tragitto centinaia di volte l’anno, ha la visione di una donna che sembra umana, sicuramente lo è ma è anche una trasposizione della sua mente che è diventata visionaria, quasi come una seconda realtà ed è il pericolo che corriamo quando non distinguiamo piu’ la vita reale da quella virtuale che ci tiene costantemente legati a noi stessi e agli altri”.

Un progetto molto curato anche nella grafica…

Gigi: “Una cosa curiosa del mio essere musicista è che ho sempre avuto il privilegio di veder nascere un disco molto prima della sua veste grafica, quindi poter vivere dal dentro lo sviluppo dei brani prima in sede privata per poi arrivare allo studio di registrazione e questo mi ha premesso di farmi un’idea su quello che secondo me potesse essere la grafica o la cover che esprimesse appieno il contenuto del disco. Il nome del gruppo che è evocativo per molti aspetti mi ha trascinato insieme al concept dell’album in un immaginifico che ha a che fare con il cielo, le sconfinate galassie dell’interiorità, la navigazione, il viaggio alla scoperta di nuovi mondi al di fuori o al di dentro di noi. La manifestazione massima della tecnologia per quello che riguarda il viaggio è data dallo spazio, e io da quel mondo ho attinto, trasformando, manipolando, riarrangiando quelle immagini che secondo me erano le icone perfette per raccontare il disco. Mi piace l’idea che un ascoltatore si lasci emozionare dalle due cose, la musica e la grafica, che non perda di vista anche l’aspetto visivo, in un viaggio a 360 gradi”.

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Questa la tracklist di Aerostation:

01 Voices

02 Wide Eyes And Wonder

03 Straight To The Sun

04 Fourteen Days Of Lightness

05 Coldness

06 Long Distances

07 The Arrow

08 The Ghost Bride

09 From Day To Night

10 One Billion Steps

11 Kepler 186-F

di Francesca Monti

 

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