Intervista con Donato Santoianni, che per la Festa dei Nonni pubblica il singolo “Una parola in meno”: “Mio nonno mi ha insegnato l’importanza della presenza silenziosa”

I nonni e le nonne sono delle figure fondamentali all’interno di una famiglia, sono fonte di saggezza, di memoria e di amore incondizionato verso i loro nipoti. Oggi 2 ottobre, nella giornata in cui si celebra la Festa dei Nonni arriva in radio “Una parola in meno”, brano che il giovane cantautore Donato Santoianni ha dedicato a suo nonno, un ringraziamento in musica e parole per gli insegnamenti che gli ha lasciato negli anni. Il brano è stato realizzato nel prestigioso studio Nuova Gente di Gianni Bella, prodotto e arrangiato da Adriano Pennino e sarà contenuto nell’album Fossi nato prima, in uscita prossimamente.

Questa canzone è stata presentata live in anteprima nella finale del Premio Donida su richiesta della nipote del maestro per omaggiare il grande compositore Carlo Donida. Donato Santoianni ha già calcato importanti palchi come quello del Festival Nazionale di Castrocaro Terme 2008, dei Wind Music Awards 2010 e di Musicultura 2018. La sua carriera inizia da giovanissimo quando, nel 2010, a seguito della partecipazione a Ti lascio una canzone, pubblica con Warner Music Atlantic il suo Ep “Swinging Pop” in cui reinterpreta in chiave Swing canzoni molto diverse tra loro, da Michael Jackson a Laura Pausini, passando per Renato Zero.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Donato Santoianni, ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Donato, il 2 ottobre, nella giornata della Festa dei Nonni, esce il tuo nuovo singolo “Una parola in meno”, dedicato a tuo nonno…

“Il brano Una parola in meno parla proprio di mio nonno che è stato la figura piu’ importante per me fino ad oggi, abbiamo pensato quindi di far uscire il singolo il 2 ottobre, nella giornata della Festa dei Nonni per mandare un messaggio simbolico che legasse la canzone al concetto di nonno, perché all’interno del testo non utilizzo mai questa parola, non si capisce esplicitamente ma è dedicata a  lui. E’ un brano importante per me, è intimo, perché racconta la mia vita. Onestamente faccio fatica a scrivere di cose che riguardano me direttamente o le persone che mi stanno vicino, ma dopo la scomparsa di mio nonno ho trovato il coraggio per mettere in una canzone tutto quello che per me rappresentava lui”.

Qual è il ricordo o l’insegnamento piu’ importante che ti ha dato tuo nonno?

“E’ un po’ il centro della canzone, sostituisci un piccolo sorriso a una parola in meno, dentro quelle parole c’è tutto, c’è il messaggio fondamentale che mi ha dato, cioè diventare una persona importante senza gesti eclatanti che lo dimostrino. Io sapevo che lui c’era, che era lì sul balcone, seduto sulla sua sedia… la presenza silenziosa, ho imparato che forse è quella piu’ vera, rispetto alle presenze dichiarate, urlate, condivise come si usa adesso sui social. Inoltre mio nonno mi ha insegnato che dalla storia si imparano tante cose e come tale bisogna rispettarla, e non dimenticarsi mai di quello che è accaduto”.

Cover Donato Santoianni una parola in meno

Il brano è stato registrato negli studi di Gianni Bella e vede la produzione di Adriano Pennino. Come si sono sviluppate queste collaborazioni?

“La collaborazione con Gianni Bella è iniziata qualche anno fa e parte dei brani che ci sono nel disco sono stati registrati nel suo studio. Ci siamo incontrati al Festival di Castrocaro quando ero piccolo ed è nato un rapporto di amicizia che è sfociato in una collaborazione artistica e dopo la mia esperienza in Warner, una volta libero da legami contrattuali, ho deciso di andare da lui in studio e iniziare un lavoro, anche insieme a sua figlia Chiara e al suo staff, basato sulla scrittura dei brani. Da lì nasce poi la collaborazione per Una parola in meno con Adriano Pennino,  che è un amico di Gianni e un riferimento della musica italiana quando si tratta di produzione artistica”.

Tra le esperienze che hai fatto finora ci sono i Wind Music Awards, Musicultura, ma anche nel 2010 il programma di Rai 1 Ti lascio una canzone…

“In realtà tra queste esperienze l’unica che ho fatto non per scelta mia è stata Ti lascio una canzone e lì ho imparato che quello non era il mio mondo, la televisione spesso non combacia con il concetto di musica ma a volte va a danneggiarne l’essenza piu’ profonda. Da lì c’è stato l’incontro con la Warner, i Wind Music Awards, esperienze che ho fatto volentieri e di cui vado orgoglioso ma che non rappresentavano la mia scelta. Poi è stata la volta  di Musicultura, della scelta del cantautorato e di non prendere parte ad altri programmi, quindi ho lavorato sulla scrittura. Dall’esperienza televisiva ho preso la consapevolezza di non voler fare tv, da quelle come Musicultura o artistiche con Gianni Bella ho capito l’importanza di avere delle cose da dire o almeno fare un tentativo per trasmettere dei concetti”.

Una parola in meno è il terzo singolo dopo “Voglio vivere di musica” e “Il turno infrasettimanale”. Questi tre brani saranno contenuti nel tuo disco d’esordio “Fossi nato prima”. Cosa puoi anticiparci a riguardo?

“Tutti e tre i brani saranno contenuti nel disco che si chiama Fossi nato prima perché in ogni canzone ci sono dei riferimenti al passato, l’intento non è fare un album in cui si dice si stava meglio quando si stava peggio ma è piuttosto cercare di recuperare alcuni valori fondamentali che figure come mio nonno e mio padre mi hanno trasmesso mettendoli nelle canzoni. Ci sono brani che trattano temi sociali o che parlano dell’ambiente e della terra che si ribella, c’è un concetto che lega le canzoni, quello del tempo che passa e dei valori che c’erano una volta e ora sembrano scomparsi. Sono 9 canzoni, di cui tre già pubblicate e altre inedite, anche se chi è venuto ai miei concerti magari ne ha già sentite alcune”.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

“Il bello di questo disco è che non ci sono riferimenti, abbiamo lavorato istintivamente brano su brano, non c’è una linea stilistica, non ci sono suoni campionati, è tutto suonato. Io ascolto tanta musica italiana, sia cantautorato nuovo che meno recente, Lucio Dalla, Niccolò Fabi, la musica indie, e poi metto molto di quello che sento nelle mie canzoni senza rendermene conto”.

Dopo l’uscita del disco ci saranno dei live? Proverai a partecipare al Festival di Sanremo?

“Quest’anno no perché non penso di avere un pezzo idoneo al Festival di Sanremo e quindi non mi andava di sprecare energie quando ho un disco in uscita che va curato. Per quanto riguarda i live mi auguro di suonare un po’ piu’ del solito. Inoltre usciranno insieme al disco dei video, come una sorta di documentario, registrati nello studio Nuova Gente di Gianni Bella realizzati con il regista Andrea Basile, in cui racconto alcune cose sulla mia vita, sulla mia musica, sulle mie idee, che verranno pubblicati su Youtube e credo anche su Facebook. E’  un progetto carino per dare supporto alle parole del disco”.

di Francesca Monti

 

 

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