Intervista con Marco Di Noia e Stefano Cucchi che ci presentano il loro innovativo progetto artistico “Elettro Acqua 3D”

Un progetto artistico innovativo e originale, disponibile con download gratuito su App Store (iOS – Apple) e Google Play (Android): si tratta di “Elettro Acqua 3D”, ideato e prodotto dal cantautore Marco Di Noia e dal compositore di musica elettronica Stefano Cucchi.

Realizzato in collaborazione con il fonico ed esperto di sintetizzatori analogici Andrea Messieri, è il primo concept album creato con la tecnologia del 3D audio oltre che il primo app-album italiano in assoluto, è composto da 22 tracce (11 “interludi” e 11 brani), ed è stato pensato appositamente per la fruizione su dispositivi mobile, tramite cuffie e auricolari. L’app-album presenta un’interfaccia che offre contenuti di approfondimento, immagini, video del “making of” e “mini-mondi” realizzati ad hoc per ogni brano dal visual-artist delle miniature Cristian Musella. Gli “interludi” 3D, che dipingono le ambientazioni geografiche ed emotive in cui si muovono le tematiche sociali, letterarie ed esistenzialiste delle canzoni, rendono l’album un viaggio musicale dove l’acqua è ilfilo conduttore.

Con nove ospiti provenienti da cinque nazioni differenti (Italia, Francia, Germania, Belgio e Kenya), tra cui Dan Lacksman (Telex, Deep Forest, Hooverphonic ecc.), Thomas Bloch (Radiohead, Gorillaz, Daft Punk ecc.) e il concertista trautonista Peter Pichler, “Elettro Acqua 3D” è stato realizzato con più di quaranta strumenti per la musica elettronica, una fitta gear-list che comprende i più ricercati sintetizzatori analogici, tra cui l’Arp2600 e il VCS3, e i primi rari e storici strumenti elettroacustici, come il mixture trautonium e le ondes martenot.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Marco Di Noia e Stefano Cucchi per parlare in modo piu’ approfondito di Elettro Acqua 3D. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Cover_Elettro Acqua 3D_Cristian Musella

Ci raccontate com’è nato “Elettro Acqua 3D, il vostro innovativo progetto?

Marco Di Noia: “Il progetto nasce da un lavoro di tre anni dove abbiamo inserito tanta sperimentazione, studio e passione. Per il nostro disco volevamo avere anche dei contenuti extra per spiegare agli utenti quello che abbiamo fatto. L’app era l’ideale perché ti permette di avere dei pulsanti con le informazioni sul progetto e con dei link. All’inizio di questo lavoro inoltre avevamo cominciato un percorso parallelo che era quello del 3D audio, ci piaceva l’idea di dar vita a questo viaggio tridimensionale influenzato dalla musica di Stefano che è piu’ accademica, che è tridimensionale a livello stereofonico e negli interludi binaurale. Il discorso dell’app con contributi extra unito al 3D ci faceva comodo perché nell’epoca in cui la musica viene sentita e non ascoltata, fruita in sottofondo abbiamo realizzato un progetto che ha bisogno di tempo e di ascolto da parte dell’ascoltatore. Il pubblico che poteva essere interessato maggiormente era quello dei viaggiatori, perché una persona che affronta un viaggio per lavoro o per piacere da una tappa all’altra ha tempo per ascoltare la musica, in particolare chi viaggia sui mezzi pubblici deve usare gli auricolari per non disturbare i vicini. Noi siamo cresciuti con le musicassette, i cd, eravamo ancorati a questo modello romantico del brano in radio, del disco nei negozi, abbiamo pensato che i tempi sono cambiati, quindi perché non sfruttare il web al posto di vederlo sempre come un nemico che ha distrutto la musica di un certo tipo”.

Nel disco gli undici interludi collegano ognuno degli undici brani cantati realizzati con diverse tecniche sonore…

Stefano Cucchi: “Gli interludi sono sia dei brani di collegamento tra una canzone e l’altra, sia a se stanti e utilizzano innanzitutto varie tecniche di sintesi sonora, con suoni campionati ma anche costruiti da zero con un software di musica elettronica. All’interno di questi interludi è stato fatto un uso massiccio del missaggio binaurale, una tecnica che permette di ricostruire attraverso l’uso delle cuffie l’ambiente sonoro circostante, perché le cuffie estraniano dalla situazione in cui sei e l’altoparlante simula un ambiente, quindi senti suoni vicini e lontani e c’è un mix tra suoni veri, che per esempio Marco ha registrato nei suoi viaggi, e costruiti elettronicamente”.

Il disco è un viaggio musicale che parte da Milano con “Piccoli Navigli”, passa per il Kenya, l’India, Roma, la Bosnia, il grande Nord e ritorna nel capoluogo lombardo. Questi luoghi che racconti sono frutto di viaggi che hai fatto?

Marco Di Noia: “Io scrivo soltanto di cose che ho vissuto, quindi tutte le località citate sono quelle in cui sono stato. Il Beach Boy di Ukunda, ad esempio, parla dei venditori ambulanti della spiaggia del Kenya, e nasce dal fatto che ho iniziato a socializzare con queste persone facendo loro domande sulla loro storia e da lì ho costruito la canzone. Gli unici brani che esulano da questo discorso sono quelli dedicati alla letteratura, L’ultima marcia degli Ent, ambientata nella terra di mezzo di Tolkien piuttosto che Sette metri sotto il suolo che materializza il re topo di Hoffman e si inserisce in una composizione musicale che cita la Danza della Fata Confetto dello Schiaccianoci di Tchaikovsky, La perfetta imperfezione che è un brano visionario ambientato nell’Artico e poi Il Buddha dialoga con Shaka, che tratta tematiche indiane sul Gange ma in realtà è ispirato a un fumetto manga”.

Il concept del disco è l’acqua come simbolo di vita e infatti l’ultima traccia si chiude con la parola vivere pronunciata dalla voce di Andrea Cattaneo…

Marco Di Noia: “Nell’ultima canzone, “Sirene”, si parla di queste sirene che possono illuderti ma alla fine la parola con cui finisce è vivere, perché l’illusione non sempre porta allo smarrimento. Se uno unisce la perseveranza all’illusione magari rimane in vita, e penso anche ai mali della nostra società… Se hai un sogno devi andare sempre avanti e credere in ciò che ti fa rimanere vivo. Il disco si apre con una poesia in cui l’acqua è protagonista e vista come simbolo di vita, dove c’è acqua c’è vita, l’acqua è ovunque attorno a noi”.

Stefano Cucchi: “A livello sonoro l’album si apre con una sinusoide che è un suono puro, è il mattone con cui vengono costruiti gli altri suoni e quelli d’acqua che ci sono negli interludi sono diversi perché l’acqua a livello sonoro assume varie forme, c’è quella della goccia che cade sulle superfici, il suono leggero del ruscello, quello delle onde grandi del mare. Sono sia suoni veri registrati sia immaginati”.

Porterete il disco live?

Marco Di Noia e Stefano Cucchi: “Abbiamo intenzione di portarlo live, ed essendo un prodotto particolare ci piacerebbe presentarlo ad esempio nei teatri”.

Questa la tracklist dell’album: 3D “Acqua”, “Piccoli Navigli”, 3D “Flying to Mombasa”, “Il Beach Boy di Ukunda”, 3D “La legge della Savana”, “Il Fiume Mara”, 3D “Voci controcorrente”, “Rapsodia Tiberina”, 3D “Affogando nelle memorie della Drina”, “Il Ponte sulla Drina”, 3D “Lo specchio del Gange”, “Il Buddha dialoga con Shaka”, 3D “Regno suburbano”, “Sette metri sotto il suolo”, 3D “Pioggia sulla Foresta di Fangorn”, “L’ultima marcia degli Ent”, 3D “Arpa eolica suona tra i ghiacci”, “La perfetta imperfezione”, 3D “Ritorno a Milano”, “Il mare per chi non ce l’ha”3D “Risveglio ad occhi chiusi”, “Sirene”.

Il download di “ELETTRO ACQUA 3D” è disponibile ai seguenti link:

iOS: https://itunes.apple.com/us/app/elettro-acqua-3d/id1411416322

Android:https://play.google.com/store/apps/details?id=it.marcodinoia.elettroacqua3d

di Francesca Monti

 

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