Intervista con Francesco Maccarinelli, protagonista de “Il Paradiso delle Signore 3” nel ruolo di Luca Spinelli: “La mia passione per la recitazione è nata grazie a mia nonna e ad Eduardo De Filippo”

Tra i personaggi piu’ amati dal pubblico che dal lunedì al venerdì segue su Rai 1 “Il Paradiso delle Signore 3” c’è sicuramente Luca Spinelli, interpretato da Francesco Maccarinelli, vera rivelazione della serie. Trenta anni, nato ad Agropoli ma cresciuto a Brescia, Francesco è tra i giovani talenti piu’ interessanti del panorama attoriale italiano. Ha esordito nel mondo dello spettacolo con il cortometraggio Fatum di Fabrizio Azzellini, ha preso poi parte alle serie Anima Nera e Colpo di scena, e ha recitato nel film Il colore verde della vita diretto da Pier Luigi Sposato.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Francesco Maccarinelli, parlando di Luca Spinelli, un uomo forte ma fragile allo stesso tempo, che ha visto la sua vita cambiare irrimediabilmente a 14 anni quando è stato deportato nei campi di concentramento di Dachau, e ora è tornato a Milano per vendicarsi di Umberto Guarnieri, colui che nel 1943 lo ha denunciato assieme a tutta la famiglia e si è appropriato della Villa Fonseca.

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Francesco, in “Il Paradiso delle Signore 3” interpreti Luca Spinelli, un uomo d’affari molto tosto che ha un passato drammatico e che è tornato a Milano per ottenere giustizia. Cosa puoi raccontarci riguardo il tuo personaggio?

“Quando mi avvicino a un ruolo che devo interpretare è come se dipingessi una tela bianca, su cui scrivo il nome del personaggio e da lì parte il disegno. Mi sento molto legato a Luca Spinelli, anche se le nostre vite naturalmente sono molto diverse. Lui vive un dramma del Novecento, lo sterminio, i campi di concentramento. Quando l’ho preparato ho cercato con tanta umiltà di immergermi in quel dolore. I nazisti avevano un compito: far perdere la dignità agli ebrei e ai deportati. Luca Spinelli parte da questo. Io non sono per la vendetta perché nuoce a chi la fa, non a chi la riceve, su questo sono molto lontano da lui, però è un uomo che è cresciuto troppo presto, che a 14 anni si è visto portare via tutto e la sua vita è cambiata improvvisamente, anche se non aveva responsabilità per quello che è accaduto, come altri milioni di ebrei. Senza analizzare il percorso storico aberrante, tutti siamo stati abituati a scuola a sentire i racconti relativi a quel dramma però lo vediamo come qualcosa di molto distante da noi, anche se in realtà non è così. Luca Spinelli torna a Milano e vuole solo riprendersi la dignità e l’unico modo che ha per fare questo è colpire la persona che ha causato tutto (Umberto Guarnieri, ndr). Il mio personaggio in fondo è un uomo buono, solo che essendo cresciuto in fretta gli mancano dei tasselli, come il rapporto con il padre e con la madre che non lo riconosce piu’, con la sorella, con la famiglia, è solo ma per questo è forte, non vuole dimenticare, a volte vorrebbe fermarsi e fare un passo indietro soprattutto quando comincia il rapporto con Marta, ma non ce la fa, vuole vendicare la sua solitudine, il suo vuoto, è quello che lo rende ostinato. Quando hai 14 anni e ti portano via tutto smetti di sognare e se un uomo smette di sognare è un morto che cammina”.

Penso che per un attore interpretare un personaggio con così tante sfaccettature sia entusiasmante…

“Io sono orgoglioso e fiero di interpretare questo personaggio che può avere una miriade di sfaccettature, una partitura di colori che mi sta permettendo di dargli un sacco di toni e sfumature e questo per un attore è straordinario, è un sogno. Mi piace vedere un personaggio un po’ come un’arpa, non la suoni con vigore, la pizzichi e cambi melodia e io pizzico Luca Spinelli nelle sue sensibilità, nelle sue paure, perché non vuol dire che una persona così determinata non abbia delle fragilità”.

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Come ti trovi sul set?

“Abbiamo creato una famiglia, con i colleghi, la parte artistica, tecnica, gli organizzatori, le maestranze  e questo è straordinario, siamo 16 attori protagonisti presenti nella storia e siamo come fratelli. La mattina hai la sveglia presto ma sai che avrai un bel momento sul posto di lavoro quindi vai sul set con entusiasmo. Trovare un gruppo così unito è unico. Ci capiamo al volo, sappiamo quando dobbiamo andare in aiuto di un collega. Sono rimasto affascinato da tutto questo. Si stanno creando rapporti di amicizia vera. E lo confermano le persone che ci seguono da casa e le decine di messaggi di affetto che ogni giorno riceviamo. I ritmi sono serrati, ci sono momenti di stanchezza, ma siamo fortunati perché facciamo il lavoro piu’ bello del mondo, perché l’abbiamo scelto noi. Mia madre faceva sempre una battuta: quando sei stanco pensa che non te l’ha ordinato il medico. Non c’è cosa piu’ bella che alzarsi la mattina e andare a lavorare, quando fai quello che ami di piu’. Molte volte le situazioni della vita ti portano a dover scegliere altri percorsi, io mi sento molto fortunato”.

Ho letto che già in terza elementare in un tema avevi scritto che da grande avesti fatto l’attore. Le idee erano ben chiare già da bambino…

“Io non sapevo come e quando ma solo che avrei fatto l’attore. Vengo da una piccola realtà di provincia, quando andavo a scuola,  frequentavo l’istituto chimico, e mi chiedevano cosa volessi fare da grande rispondevo l’attore e gli altri ridevano. A Brescia il lavoro artistico non era contemplato, c’è il Teatro Sociale ma non ci sono le compagnie e le possibilità che ci sono a Milano o Roma. Non ho scelto di fare questo lavoro a un certo punto della mia vita, da sempre è quello che mi rappresenta, che tira fuori la mia anima e il mio estro, che mi fa stare bene”.

Questo amore per la recitazione è nato dopo aver visto un film o perché ti piaceva un attore o un’attrice in particolare?

“Ho sempre guardato qualsiasi genere di film. Ho un ricordo stupendo legato a mia nonna, che è di Napoli, quando ero piccolo e non riusciva a tenermi perchè volevo giocare, mi metteva davanti alla tv con la vhs di Natale in Casa Cupiello di Eduardo De Filippo. Così guardavo in continuazione questa pellicola ma anche Questi fantasmi e le altre commedie, tanto che a 13 anni conoscevo tutte le battute a memoria. Avevo un’ammirazione e un amore sconfinato per Eduardo, mi ha aperto un mondo, e quindi devo dire grazie a mia nonna”.

Oltre a Il Paradiso delle Signore 3 sei attualmente impegnato in altri progetti lavorativi?

“Fino allo scorso anno ero in tour con degli spettacoli teatrali, a ottobre dovevo debuttare con Pensaci Giacomino insieme a Leo Gullotta ma poi c’è stata questa grandissima possibilità de Il Paradiso delle Signore 3 e quindi mi sono concentrato su questo lavoro, lasciando al momento in stand by alcuni progetti. Mi piace fare poche cose ma bene, dando il massimo”.

di Francesca Monti

foto tratte dai social di Francesco Maccarinelli

 

 

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