Francesco De Gregori e Mimmo Paladino insieme per “Anema e core”, una canzone e una xilografia numerate e firmate in uscita il 26 ottobre: “È un esperimento che nessuno ha mai fatto, abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo”

Un’opera d’arte, che unisce musica e cultura, e che vede per la prima volta insieme due grandi personaggi italiani, Mimmo Paladino e Francesco De Gregori: si tratta di “Anema e core”, disponibile da venerdì 26 Ottobre, in esclusiva sui siti IBS.it e LAFELTRINELLI.it.

Una xilografia originale di Mimmo Paladino unita ad un vinile 10” con due versioni (acustica ed orchestrale) di una delle più belle canzoni napoletane di tutti i tempi, “Anema e core”, reinterpretata per l’occasione da Francesco De Gregori e da sua moglie Chicca e registrata a Bath nei Real World Studios di Peter Gabriel.

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credit foto Daniele Barraco

Io e Chicca abbiamo avuto coraggio, perché la canzone napoletana è il punto d’arrivo più desiderato da chi canta. Cinque anni fa mi hanno chiesto di interpretare un brano in napoletano ma ho sempre risposto che prima dovevo conoscere bene la lingua. Mi sono contraddetto. Ho studiato, ho analizzato la canzone, ho chiesto aiuto agli amici di Napoli. Non siamo arrivati alla perfetta pronuncia delle parole, ma i napoletani che la ascolteranno ci perdoneranno perchè sono persone cortesi e ameranno anche la nostra versione di Anema e core“, ha detto Francesco De Gregori.

La musica per un pittore ha la forma dell’acqua, fluida e mutevole, eterea e geometrica. Con Francesco abbiamo giocato all’antico e molto serio gioco dell’arte: pagine variopinte, colle e torchi, alchimie di appunti poetici e voci cantanti forse di una notte a Capri. E’ uscita un’opera innovativa, in un mondo super digitalizzato abbiamo avuto la possibilità di lavorare in un laboratorio e di unire la musica e l’arte“, ha detto Mimmo Paladino.

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credit foto FM

Anema e core è quindi l’incontro fra due artisti curiosi e disposti alla sperimentazione, al gioco e alla sfida, dove le immagini di Paladino (in copertina l’enigma di due volti affiancati, a comunicare il mistero e la meraviglia di un’unione) si incontrano con le voci di Chicca e Francesco che raccontano in una canzone senza tempo il respiro e la passione dell’amore.

È un esperimento che nessuno ha mai fatto prima e credo che sperimentare faccia bene a entrambi e soprattutto faccia bene sia al mondo dell’arte che a quello della musica, che per me è un’arte. Ed è interessante per chi fa un mestiere come il mio basato sulla prevedibilità come garanzia di successo. Abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo e siamo felici del risultato”, ha affermato De Gregori.

Un progetto nato da un’amicizia di lunga data tra i due artisti: “Io e Mimmo siamo amici da tanto tempo e quando abbiamo pensato di realizzare qualcosa insieme abbiamo capito che non bastava fare soltanto una copertina, quindi abbiamo creato un’opera in 99 esemplari che è l’involucro contenente un’altra opera d’arte. Mi raccontava una volta Mimmo di quando in tempi ormai abbastanza lontani dipingeva ascoltando alla radio la musica dei cantautori e li considerava dei compagni di viaggio. Forse nasce anche da questo la motivazione o meglio la necessità di questo incontro dove si mescolano vernice, musica e parole. Quando fai un mestiere da tanti anni ti viene voglia di sporcarti le mani, far entrare nel tuo lavoro una persona che proviene da un altro campo. E’ un’iniezione di gioventu’, il lavoro di un artista vive del brivido della consapevolezza dei propri limiti e della voglia di superarli”, ha affermato De Gregori.

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La xilografia, presentata in una teca di plexiglas, è stata realizzata nella storica stamperia dei Fratelli Bulla a Roma in una tiratura di soli 99 esemplari numerati e firmati da Mimmo Paladino e da Francesco e Chicca De Gregori. A novembre uscirà una versione commerciale in 500 copie.

Nelle intenzioni dei due artisti “Anema e core” è destinata a un pubblico preciso: “Questa nostra opera ha la pretesa di arrivare a un consumatore o un collezionista o un amante dell’arte, è qualcosa che passa dalle nostre mani e va fisicamente a finire nelle mani di un altro”, ha concluso Mimmo Paladino.

di Francesca Monti

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