PRESENTATO IL PRIMO FESTIVAL DELLA CULTURA PARALIMPICA

E’ stato presentato presso la sede Rai di Viale Mazzini il primo Festival della Cultura Paralimpica. Saranno quattro giorni, dal 20 al 23 novembre, di dibattiti, mostre, film, libri, storytelling, spettacoli, dedicati allo sport paralimpico e alla sua capacità di contagiare virtuosamente il costume e la società italiana. Uno sguardo a 360 gradi sul tema ‘sport e disabilità’ partendo dagli atleti e le loro storie, un’occasione per conoscere meglio i protagonisti di un movimento che ha saputo conquistare, negli anni, gli onori delle cronache e l’attenzione dell’opinione pubblica.
A promuovere l’iniziativa è il Comitato Italiano Paralimpico, con il patrocinio della RAI e il sostegno e la collaborazione di INAIL, Ferrovie dello Stato Italiane, Grandi Stazioni Retail e il contributo di Mediobanca, ENI, Toyota, Fondazione Terzo Pilastro Internazionale.
L’evento si terrà alla stazione Tiburtina di Roma, luogo crocevia di tante storie di vita e metafora di un movimento in cammino verso nuove e affascinanti sfide. Non a caso il payoff scelto è ‘Disabilità in movimento’.
La presentazione del Festival è stata l’occasione per il nuovo Amministratore delegato, Fabrizio Salini, alla sua prima uscita  pubblica , di sottolineare l’importanza di una partnership, quella tra la Rai ed il Comitato Paralimpico, che va ben oltre il contratto di servizio, e che ha portato la Rai, dalle Paralimpiadi invernali di Vancouver 2010 ad oggi, ad utilizzare lo stesso identico modello produttivo nel racconto di Olimpiadi e Paralimpiadi: “Sono convinto  – ha dichiarato Salini – che una della funzioni più tipiche del servizio pubblico sia promuovere la coesione sociale; se dobbiamo concorrere ad evitare che le differenze diventino disuguaglianze, se dobbiamo saper raccontare la ricchezza delle diversità, allora il test dello sport paralimpico è per noi un test decisivo. Adottare per le Paralimpiadi lo stesso modello produttivo delle Olimpiadi, dispiegare le stesse forze, assicurare le stesse ore di trasmissione è il modo in cui il servizio pubblico ha ormai interiorizzato il concetto di pari dignità: se i diritti sono gli stessi, se gli atleti paralimpici meritano la stessa considerazione, questo si deve vedere anche dal palinsesto, dallo spazio assegnato da reti e testate. Le immagini degli atleti – ha continuato – con la loro forza emotiva, possono cambiare il sentire diffuso di un Paese, possono farci fare, tutti insieme, un passo avanti sulla strada dell’inclusione e del rispetto dei diritti. E possono essere anche un potentissimo stimolo per chi, disabile, trova nello sport una motivazione forte di reazione e di inserimento sociale”.
La Rai presenterà nella giornata inaugurale, il 20 novembre alle ore 17, un documentario, a cura della Direzione CREII, sulla storia del movimento italiano paralimpico con immagini e interviste inedite, uno dei tanti contributi offerti dal Servizio Pubblico al Festival: “Chi rappresenta lo sport paralimpico  – ha concluso Salini – deve sentire, io credo, la Rai come casa sua, ben oltre il protocollo d’intesa che con cadenza triennale regola i nostri rapporti e che cerchiamo di onorare al meglio. Come faremo anche nei giorni del Festival, al quale la Rai fornisce non solo il patrocinio ma un cospicuo apporto di uomini e donne. Orgogliosi di un rapporto che sulle maglie degli atleti paralimpici trova la sua espressione migliore: il logo Rai con il quale gareggiano è per l’azienda di servizio pubblico una delle promozioni più belle.”

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