Musica afrojazz al Festival delle Migrazioni: sabato 1° dicembre i KORA BEAT in concerto ad OULX

Sono in procinto per partire per il Senegal dove si esibiranno all’interno di tre importanti festival, ma prima di lasciare l’Italia ci tengono a dare al pubblico che li segue un anticipo di quello che sarà il nuovo lavoro discografico, che uscirà le prime settimane del 2019. Il concerto di sabato 1°Dicembre è stato voluto dal Festival delle Migrazioni – Siediti vicino a Me, evento organizzato da ACTI Teatri Indipendenti, Almateatro e Tedacà, con il sostegno di Regione Piemonte, Fondazione Piemonte dal Vivo e Compagnia di San Paolo, in collaborazione con il Comune di Oulx, l’Istituto Istruzione Superiore Des Ambrois, Casa delle Culture e Borgate dal Vivo, Festival Culturale Itinerante delle Borgate Alpine.

Parliamo di YAKAR, e parliamo ovviamente dei KORA BEAT.

Yakar: speranza.
Il titolo del nuovo lavoro discografico dei KORA BEAT non poteva che essere questo, visto che Yakar racconta e suona la speranza.

I testi delle canzoni narrano storie, storie che partono dal Senegal e dai paesi vicini, e viaggiano sino ad arrivare a noi con l’intento di trasmettere un chiaro messaggio: qualunque cosa sia successa, si può ricominciare. Insieme.
Cheikh Fall, voce dei KORA BEAT, è molto legato alle tradizioni artistiche e religiose africane, le quali risultano un fondamentale, saldo punto di partenza per sperimentare altri mondi, musicali e non. Ed è proprio dall’incontro tra culture artistiche, tra la musica tradizionale senegalese e la cultura musicale occidentale, che nascono i KORA BEAT.
Tutti questi incontri si ritrovano nei testi, che affrontano anche difficili passaggi come i viaggi della speranza dei migranti (che alcuni di loro conoscono da vicino…) e storie di dolori terribili, che però conducono sempre a un nuovo cammino.

Come la potenza della loro musica, così YAKAR è un vero e proprio grido di speranza.
Provate a gridarlo forte, funziona.

KORA BEAT è un progetto nato a Torino dall’idea di Cheikh Fall, musicista senegalese di Dakar, maestro di kora*.

Cheikh arriva in Italia nell’agosto del 2005, al termine di un tour in Belgio e Olanda con la formazione nella quale, al tempo, suonava percussioni e kora. La kora di Cheikh trova subito occasione di far sentire la propria ‘voce’ anche nel nostro paese: Cheikh infatti è tra i primi musicisti della formazione dell’Orchestra di Piazza Caricamento, band multiculturale nata a Genova e divenuta simbolo artistico della convivenza e della non violenza, della creatività e della metamorfosi culturale. Con loro Cheikh realizza tre album – il primo dei quali, “Babel Sound”, ha ottenuto il riconoscimento di Amnesty International per l’impegno sui diritti umani – e numerosi concerti fra Italia, Slovenia e Croazia oltre a fitte collaborazioni artistiche con musicisti come Antonella Ruggero.
Contemporaneamente al suo impegno all’interno dell’Orchestra di Piazza Caricamento, Cheikh è attivo al fianco di Saba Anglana, cantante italoetiope per la quale ha suonato in tre album e con la quale si è trovato spesso in festival di alto livello jazz e non solo, e a dividere il palco con artisti come Niccolò Fabi.

L’idea alla base del progetto KORA BEAT, ovvero quello di portare la kora a incontrare sonorità lontane dalla musica tradizionale, per scoprire le potenzialità nascoste in tali contaminazioni, nasce alla fine del 2011, inizialmente dall’incontro tra Cheikh e Samba Mbaye (anch’egli musicista senegalese), e dai loro contatti con la scena jazz/underground torinese che li porta a conoscere Gianni De Nitto e Andrea Di Marco, ai quali si aggiunge successivamente Badara Dieng: il quintetto intraprende così un viaggio artistico nel quale esplora le potenzialità della kora, qui messa al servizio di generi diversi come il jazz, il funk e i ritmi africani moderni come lo mbalax e il coupé decalé.
Il risultato è un sound sempre riconoscibile, con potenti groove generati dalla sezione ritmica, che sorreggono un dialogo continuo tra kora e sax, senza però rinunciare alla canzone, con la voce di Cheik che canta la speranza che lui e il suo popolo hanno portato in giro per il mondo, anche attraverso la musica.
Il loro viaggio, quello del loro popolo e di tutti i migranti, insieme all’esperienza che nasce dall’incontro con nuove culture, i temi sociali della convivenza e del dialogo interculturale sono i temi di cui trattano le canzoni dei KORA BEAT, temi espressi in lingua Wolof, Mandeng, Malinke, lingue che, supportate da musiche e fraseggi, sanno rendersi evocative e suggerire gli argomenti trattati.

Il gruppo, molto attivo sul fronte live, ha già suonato in Italia, in Senegal e in India, e si è esibito in contesti prestigiosi come il Piccolo Teatro di Milano, il Torino Jazz Festival, La settimana italiana a Dakar, il Bihar Diwas a Patna (India), il Tarantella Power Festival in Calabria.

Dopo il primo album “Afrique Unie” (2015), a gennaio 2019 sarà pubblicato il nuovo album “Yakar”.

*kora: strumento dei cordofoni assimibilabile all’arpa a liuto, diffuso in buona parte dell’Africa occidentale, il cui utilizzo è molto presente nella musica tradizionale dell’etnia mandinka.

I KORA BEAT sono:

Cheikh Fall Kora, voce, autore e compositore
Gianni Denitto        Alto Sax, effetti
Andrea di Marco     Basso elettrico
Badara Dieng         Percussioni
Samba Mbaye        Batteria

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