Dal 7 gennaio su Rai 1 la serie “La Compagnia del Cigno” con Alessio Boni, Anna Valle, Alessandro Roja e la sigla firmata da Mika. Il regista Ivan Cotroneo: “Raccontiamo la forza della collettività”. Foto e dichiarazioni

Dal 7 gennaio in prima serata su Rai 1 andrà in onda la serie in sei puntate “La compagnia del cigno”, scritta e diretta da Ivan Cotroneo, che firma i soggetti e le sceneggiature insieme a Monica Rametta. Prodotta da Indigo Film in collaborazione con Rai Fiction, La Compagnia del Cigno racconta la storia di sette ragazzi tra i 15 e i 18 anni, diversi per temperamento, estrazione sociale, provenienza, punti di forza e fragilità, che frequentano il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Ognuno di loro è un musicista di talento ed è costretto a misurarsi con la vita, la famiglia, le regole della disciplina e con un durissimo direttore d’orchestra, Luca Marioni (Alessio Boni) che pretende da loro il massimo. I giovani protagonisti suonano strumenti diversi nell’orchestra del Conservatorio ma all’inizio ognuno è solo, concentrato nel coltivare un’ambizione individuale. Sarà proprio il Maestro Marioni a costringerli a esercitarsi insieme per aiutare uno di loro, Matteo, che viene da Amatrice e deve integrarsi nell’orchestra. la vicinanza e l’affetto che i ragazzi iniziano a sperimentare nello stare insieme li porterà a stringere un patto d’amicizia chiamato “Compagnia del Cigno”,in onore di Giuseppe Verdi,soprannominato il Cigno di Busseto e a trovare nel confronto e nella condivisione con gli altri la forza per superare le prove piu’ dure della loro vita e della loro adolescenza.

Nel cast troviamo Fotinì Peluso, Emanuele Misuraca, Leonardo Mazzarotto, Ario Sgroi, Francesco Tozzi, Hildegard De Stefano, Chiara Pia Aurora, Alessio Boni, Anna Valle, Alessandro Roja, Carlotta Natoli, Francesca Cavallin, Stefano Dionisi, Giorgio Pasotti, Marco Bocci, Rocco Tanica, Claudia Potenza, Angela Baraldi, Barbara Chichiarelli e lo straordinario ritorno in una serie tv di Giovanna Mezzogiorno.

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credit foto FM

La fiction è stata presentata all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano alla presenza del sindaco Beppe Sala che ha aperto la conferenza con queste parole: “Grazie per questo atto di fiducia nei confronti di Milano. La presentazione arriva proprio nel giorno in cui Milano e la sua provincia sono risultate al primo posto della classifica delle città piu’ vivibili d’Italia. Il merito è soprattutto dei milanesi che hanno accettato la sfida della contemporaneità, e vogliono essere protagonisti del presente ma anche del futuro”.

La parola è passata quindi al direttore di Rai Fiction Tinny Andreatta:Milano l’avevamo sfiorata diverse volte, ma non era mai stata protagonista di una serie. Per noi è una capitale internazionale, in cui poter raccontare delle storie di caratura internazionale.  La compagnia del cigno è un romanzo di formazione attraverso l’utilizzo della musica classica, è una storia sul talento, sul sacrificio e sulla disciplina. Il lavoro musicale di questa serie è molto complesso. La sigla iniziale firmata da Mika è una delle cifre principali di questo racconto, in cui vediamo i ragazzi affrontare le difficoltà di diventare grandi, il loro rapporto con la famiglia e con gli adulti. Gli adolescenti sono dei supereroi oggi, hanno delle fragilità ma allo stesso tempo hanno talento e la forza dell’amicizia. E’ una storia corale con un cast invidiabile, a cominciare da Alessio Boni e Anna Valle, passando per tutti gli altri attori di elevata bravura, che fanno da corona ai sette giovani protagonisti che nella realtà sono dei veri musicisti. Inoltre in un mondo in cui le figure parentali di riferimento sono poche è bello avere una serie con al centro un maestro come Marioni che insegna ai ragazzi a crescere“.

Francesca Cima, produttrice di Indigo Film, ha aggiunto: “La serie nasce da un percorso iniziato anni fa lavorando con Ivan Cotroneo. Abbiamo fatto un lungo viaggio nei Conservatori italiani e abbiamo visto quanto impegno ci sia per costruire un futuro. Abbiamo incontrato oltre 1800 giovani musicisti e alla fine abbiamo scelto i sette protagonisti. In contemporanea alla messa in onda della serie ci sarà un progetto discografico con Universal Music e l’uscita di otto libri, editi da Rai Libri, sette dedicati a ciascuno dei protagonisti, corredati da una sovraccoperta con l’immagine dei ragazzi che diventa un poster e un ottavo che è una sorta di romanzo finale“.

Quindi è stato proiettato un video con Mika che ha raccontato come è stato coinvolto nella serie: “Sono molto felice di far parte di questo progetto molto importante per me. Al centro ci sono sette ragazzi che fanno musica ma che hanno fatto anche dei sacrifici per realizzare il loro sogno. Spesso non si parla della disciplina, in questa serie invece si spiega quanto sia speciale studiare in un Conservatorio, dove anch’io ho studiato, a Londra, dagli otto ai ventuno anni, poi sono uscito per fare il mio primo disco perchè ho capito che la musica classica non era la mia strada. Ho scritto la sigla pensando a questi ragazzi ma anche a me stesso, è una canzone che parla d’amore non solo tra due persone ma anche per la musica. Il brano si intitola “Sound of an orchestra”, il rumore della musica”.

Il regista Ivan Cotroneo ha sottolineato un aspetto importante:I sette ragazzi protagonisti si trovano ad affrontare delle difficoltà e da soli non ce la fanno. Con Monica abbiamo deciso di raccontare la forza della collettività e del fare gruppo. Inoltre volevo mostrare come un maestro possa cambiare la vita dei ragazzi, un maestro non paternalistico o accondiscendente ma capace di dare la chiave a questi giovani per accedere alla vita. Devo ringraziare Alessio Boni che si è impegnato tanto per rendere al meglio questo personaggio”.

Protagonista nel ruolo del maestro Marioni è Alessio Boni: Quando Ivan mi ha proposto questo personaggio ho accettato con entusiasmo perché la musica esprime il meglio di noi. Raramente si sente la musica classica in tv. Mia nonna mi diceva che una volta in paese veniva selezionato il maestro piu’ severo perchè era quello che avrebbe cresciuto meglio i ragazzi. La musica, la dedizione, il talento sono temi di cui si parla poco. Oggi i giovani vengono spesso additati come degli sdraiati, degli svogliati, ma non è così. I ragazzi hanno bisogno di sentirsi dire dei no per rafforzare il proprio carattere e la propria voglia di lottare per realizzare un sogno. Questi sette giovani attori ci hanno messo l’anima, e mi sono trovato benissimo a lavorare con loro, sono stati bravissimi. Loro sono il quadro, io e gli altri colleghi siamo la cornice. Ricordatevi una cosa: Amate l’arte perché tra tutte le menzogne della vita è quella che mente meno”.

Anna Valle interpreta invece Irene, la moglie del maestro Luca Marioni:Mi sono avvicinata a questo progetto dopo una lunga chiacchierata al telefono con Ivan. Quando mi ha raccontato di Irene, del suo progetto, della musica, dei ragazzi, me ne sono innamorata. Ivan è stato una guida importante. Per me è stata un’esperienza bellissima, grandiosa, Alessio è un compagno di lavoro straordinario. In tutte le scene che abbiamo girato insieme c’era sempre molta carne al fuoco, so come scrivono Ivan e Monica perchè ho lavorato con loro in “Sorelle”. E’ importante per i ragazzi avere dei punti di riferimento, delle guide, ed è importante anche dire dei no perchè ti fanno crescere. Questo progetto ha qualcosa di magico e speciale”.

Alessandro Roja ha dichiarato:Molti dei ragazzi non sono attori professionisti, ma veri musicisti. È stato pazzesco vedere la loro attitudine a trasportare il loro talento sul set. Spesso in Italia non si raccontano i giovani che trasmettono speranza, che sono la parte positiva della nostra società. “La Compagnia del Cigno” è invece un racconto importante, non solo di speranza, ma di realtà, di educazione all’arte e alla cultura. Questo credo si debba fare nel servizio pubblico”.

Infine Rocco Tanica ha raccontato la sua esperienza sul set:Detestavo il Conservatorio. Lavorare in questa serie mi ha permesso di fare pace con quel luogo e con le persone. E ho scoperto una grande verità: la regola rende liberi, nel senso che bisogna imparare un meccanismo per essere liberi. Ai miei tempi era impossibile parlare di qualcosa che non fosse musica classica, invece il maestro Marioni parla della continuità tra la musica classica e pop”.

I sette protagonisti hanno chiuso la conferenza spiegando chequesta serie è stata per tutti una bellissima esperienza che ha permesso di creare un gruppo di amici grazie a Ivan e ci ha fatto capire l’importanza del lavoro di squadra. Portare a termine questo progetto insieme ci ha regalato una grande soddisfazione“.

di Francesca Monti

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