“IL MONDO SULLE SPALLE” – Intervista con Sara Zanier: “E’ un film drammatico che vuole raccontare anche una storia di coraggio e insegnarci che i sogni si possono realizzare”

Martedì 19 febbraio in prima serata su Rai 1 va in onda il film tv “Il mondo sulle spalle”, per la regia di Nicola Campiotti, ispirato alla storia di Enzo Muscia, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. A dare anima e volto al protagonista è Giuseppe Fiorello e al suo fianco, nei panni della moglie Carla, c’è Sara Zanier, affascinante e talentuosa attrice entrata nei cuori dei telespettatori dopo aver preso parte alla soap “Centovetrine” e a serie di successo come “Il Capitano”, “Le tre rose di Eva”, “Un passo dal cielo”, “Don Matteo” e “Non dirlo al mio capo”.

Marco perde il lavoro perché la sua fabbrica viene chiusa per una logica di finanza internazionale che non guarda in faccia nessuno, neppure le trenta famiglie che lascia sulla strada. Contemporaneamente si trova ad affrontare un’altra prova durissima: suo figlio nasce prematuro e gli viene diagnosticata una malformazione cardiaca. Quasi attingendo energia dalla battaglia disperata che suo figlio sta combattendo in ospedale, Marco si carica sulle spalle il destino suo e dei suoi compagni di lavoro; rischia in proprio il tutto per tutto, rileva la fabbrica in prima persona, coprendosi di debiti con le banche e dando la casa in garanzia e rimette in moto la fabbrica.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Sara Zanier, parlando de “Il mondo sulle spalle”, di come si è preparata per interpretare Carla e dei prossimi progetti.

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“Il mondo sulle spalle” è un film tv che ha come tema principale il lavoro e racconta la vera storia di Enzo Muscia, simbolo di un’Italia che non si rassegna ma si rialza…

“Il tema principale è quello del lavoro, della piccola-media impresa che chiude dall’oggi al domani, un fatto che purtroppo succede di frequente. Attraverso questa storia si parla anche di famiglie che si ritrovano all’improvviso a non avere stipendi, certezze, sicurezze. E’ un film che nel dramma vuole raccontare anche una storia di coraggio e insegnarci che i sogni si possono realizzare. Il messaggio che si vuole trasmettere è quello di non arrendersi, di far gruppo, di contare sui legami importanti come la famiglia e i colleghi. In “Il mondo sulle spalle”, infatti, viene narrata anche la bellissima intesa che si crea tra Marco e i suoi colleghi che sono diventati una seconda famiglia per lui”.

Nel film interpreti Carla, la moglie di Marco…

“Al centro del film c’è la storia di questa coppia formata da Marco e Carla, il personaggio che interpreto, una donna forte, che supporta il marito. Insieme supereranno moltissime difficoltà legate ai sacrifici che si celano dietro ogni atto di coraggio. Infatti quando Marco, interpretato da Beppe Fiorello, decide di attuare un piano così folle come quello di rilevare l’azienda che lo ha licenziato, questa scelta si ripercuote non solo su di lui ma anche sulle persone che gli stanno intorno. A cominciare da Carla che lo accompagnerà sostenendolo e affrontando tante cose insieme, come la nascita prematura del loro bambino che ha anche un problema legato alla valvola aortica del cuore. Sarà una grande prova per tutta la famiglia”.

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Per interpretare il personaggio di Carla come ti sei preparata? Hai incontrato la  moglie di Enzo Muscia?

“Avrei voluto ma non c’è stata occasione. Ci siamo incontrati con Enzo un paio di volte, gli ho chiesto alcune cose, ma quando vai a interpretare un personaggio reale l’attenzione è sempre maggiore, tendi ad avere una sensibilità piu’ forte. Di fatto ho creato Carla da zero. Ci sono state molte scene girate in ospedale legate a questo bambino che nasce prematuro, che lotta tra la vita e la morte. Io ho una bimba di sei anni ed è stata una prova molto forte a livello emozionale. Ho chiesto a una mia carissima amica che ha vissuto una situazione simile di raccontarmi com’è stata quell’esperienza. Lei mi ha parlato dei primi giorni in ospedale, dei mesi successivi, e mi sono rimaste impresse le sue emozioni, le sue parole, quando sei lì di notte e guardi quel corpicino che respira, senti il bip dei macchinari con l’ansia che il cuore possa smettere di battere. Tutto ciò mi è servito molto per interpretare Carla e darle un’emotività forte”.

E’ un film che, in un periodo come quello attuale, trasmette anche un messaggio di speranza… 

“Si propone proprio di fare questo, sarà che io sono un’inguaribile ottimista e cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose… Lo stesso Enzo Muscia continuamente dice “da un ostacolo può arrivare un’opportunità, purtroppo nella vita a tutti accadono cose difficili da affrontare, sta a noi come affrontarle”. Sicuramente passa un messaggio di speranza, l’idea di non aspettare il lavoro ma di andarselo a cercare, so che non è facile perchè non tutte le situazioni sono uguali… Enzo viene definito un eroe dei nostri tempi, io sono d’accordo perchè non tutti abbiamo quella scintilla che ci fa fare cose così importanti. Ben vengano queste persone, ben vengano il cinema e la tv che riescono a rappresentare queste storie. Speriamo che ispiri qualcuno che magari si trova nella stessa situazione e gli infonda il coraggio per tenere duro e andare avanti”.

Come ti sei trovata a lavorare con Beppe Fiorello?

“Benissimo, io lo conoscevo solo artisticamente. Sul set ho scoperto una persona stupenda, un’anima bella e complessa, poi è un attore delicato, generoso, si è messo fin da subito a disposizione perchè ha lavorato con Nicola su questo progetto per un anno e mezzo e sapeva benissimo la storia, i dettagli, aveva parlato con Enzo. Così mi ha raccontato diverse cose per rendermi partecipe, come se il progetto fosse anche un po’ mio, diventasse un po’ un mio bimbo. Beppe è stato bravissimo a trasmettermi queste sensazioni, è minuzioso, attento alle battute, ai significati, è un artista completo e merita tutto il successo che ha”.

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In quali progetti ti vedremo prossimamente?

“Ci sono dei progetti in cantiere ma non essendo ancora sicuri non posso parlarne. Nel frattempo sto cercando di scrivere qualcosa per il teatro, devo ancora capire se sarà un monologo o uno spettacolo con altre donne. Mi piacerebbe molto raccontare storie reali come fa Beppe Fiorello, ma legate al mondo femminile. Del resto quando interpreti un personaggio reale vivi un’emozione diversa rispetto a un ruolo inventato”.

di Francesca Monti

foto tratte dalla pagina Facebook di Sara Zanier

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