Sopravvissute: Secondo appuntamento alle 23,55 su Rai 3 con Matilde D’Errico

Secondo appuntamento, domenica 10 marzo in seconda serata, alle 23.55 su Rai3, con “Sopravvissute”, il programma ideato e condotto da Matilde D’Errico che mette al centro le donne che si sono salvate e liberate da relazioni pericolose, tossiche e nocive. Donne che hanno vissuto storie diverse, caratterizzate alcune da violenza psicologica, altre da stalking, altre ancora da dipendenza affettiva. Eppure tutte, all’inizio, credevano di aver trovato l’uomo giusto, l’uomo che sapeva leggere la loro anima, l’uomo che sapeva dare attenzioni. Nessuna di loro sospettava che dietro i complimenti, le premure, i gesti affettuosi si nascondesse in realtà un narcisista, un uomo anaffettivo, privo di empatia, incapace di amare e concentrato solo sui propri bisogni. La storia della seconda puntata.

Come si sopravvive alla morte della propria madre? Alfredo è un orfano di femminicidio. Di sua madre ricorda i capelli, il profumo e poco altro. Perché quando è stata uccisa da suo padre, lui aveva solo quattro anni e mezzo. Alfredo ha custodito nella memoria solo flash di quel 21 febbraio 2003: le sirene della polizia, la notte in questura. Giovanna, 25 anni, venne freddata con un colpo di pistola alla testa, all’esterno della chiesa della Beata Maria Vergine, a Foggia. Suo marito, coetaneo, non accettava la separazione che lei aveva chiesto, stanca delle botte e delle scenate di gelosia anche in pubblico. Voleva proteggere suo figlio, che amava con tutta se stessa, ed era tornata a vivere con il piccolo dai suoi genitori.

Il marito, troppo violento e possessivo, l’aveva conosciuto nella salumeria di famiglia, dove lavorava come cassiera; lui era panettiere, suo coetaneo.

Al momento dell’omicidio i due erano separati da alcuni mesi e il 16 gennaio 2003 avevano partecipato alla prima udienza per la separazione.

Appena compiuti i 18 anni, Alfredo ha deciso di assumere il cognome materno, anche per onorare i nonni che lo hanno cresciuto. Oggi è un ventenne che lavora, studia giurisprudenza e gira per l’Italia a testimoniare quanto sia assurda e ingiustificata la violenza contro le donne.

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