Lucia Poli torna sul piccolo palco del Teatro Gerolamo il 22 marzo con lo spettacolo ANIMALESSE, in prima milanese

Lucia Poli, che torna sul palco del Teatro Gerolamo con il suo spettacolo Animalesse in prima milanese, offre al pubblico, in forma di affabulazione o di monologo diretto, alcune storie curiose nelle quali il protagonista è sempre un animale, in particolare un animale femmina. Si tratta di un vero e proprio laboratorio della fantasia dove galline, scarafaggette, gatte e topone parlano allegramente e si raccontano.

È un intrattenimento divertente e giocoso che attraversa il linguaggio di scrittori diversi, tutti appartenenti a vari momenti del Novecento, tutti variamente raffinati, potenti e originali.

La parola di Stefano Benni apre e chiude lo spettacolo: all’inizio ci sono alcune sue brevi poesie fulminanti e alla fine un lungo monologo teatrale dove l’autore propone il suo mondo surreale, esilarante, attualissimo e così strano che più niente alla fine sembra strano.

C’è poi la zampata beffarda di un grande autore toscano come Aldo Palazzeschi che ha dedicato tante novelle e poesie agli animali domestici, descrivendoli, alla maniera dei classici, dotati di vizi e di virtù non troppo dissimili da quelli umani.

Segue l’inquietante scrittura di Patricia Highsmith, una giallista di razza che, in alcuni racconti, si mette dal punto di vista dell’animale che osserva l’uomo e crea così uno spiazzamento capace di donare qualche brivido e di suscitare qualche dubbio.

Leonora Carrington, con un breve racconto in cui la lotta al conformismo diventa eccesso fantastico, fa piombare l’atmosfera nel vero e proprio noir. Senza dimenticare, però, il suo femminile sguardo di velluto.

Rita Tumminia, con il suo organetto, accompagna e commenta molte di queste narrazioni. Offre anche momenti di intermezzo, in assoluta autonomia, con l’interpretazione e l’arrangiamento di canzoni famose che ci ricordano qualche bestiaccia o qualche bestiolina.

L’impianto visivo dello spettacolo è affidato al pittore, scenografo e visual-artist Giuseppe Ragazzini che ha elaborato disegni e animazioni originali.

Per Lucia Poli è una consuetudine, una passione, quella di scandagliare l’universo in rosa e nelle sue pieghe comiche ma anche nelle meno scontate e zuccherose (…). In un atto unico Lucia Poli rimbalza dai toni sussurrati al grottesco fragoroso, dalla satira all’introspezione, in una fattoria dove galline, asini, scarafaggi, gatte e topastre si raccontano. Sempre allegramente, ma con criterio. In stile Poli. (Natalia Distefano – Corriere della sera)

Faccende di gatte, pantegane e scarafaggette, tutte femmine, molto divertenti, smorfiose, aggraziate, ironiche, timide e audaci che l’attrice racconta con grande semplicità (…). A portarle in scena necessitano di una gran brava interprete che, come la Poli, sappia cosa tirar fuori dai racconti, con quali tempi, ritmi, gesti, scatti, pause, sussurri, tutto un armamentario tecnico della scena che non diventa mai esagerazione o guitteria. Sofisticato artigianato teatrale per intenditori ma rivolto anche a chi non se ne intende. (Marcantonio Lucidi – Teatro.it)

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