Terzo appuntamento, domenica 17 marzo alle 24.10 su Rai3, con “Sopravvissute”, il programma ideato e condotto da Matilde D’Errico

Terzo appuntamento, domenica 17 marzo alle 24.10 su Rai3, con “Sopravvissute”, il programma ideato e condotto da Matilde D’Errico che mette al centro le donne che si sono salvate e liberate da relazioni pericolose, tossiche e nocive. Donne che hanno vissuto storie diverse, caratterizzate alcune da violenza psicologica, altre da stalking, altre ancora da dipendenza affettiva. Eppure tutte, all’inizio, credevano di aver trovato l’uomo giusto, l’uomo che sapeva leggere la loro anima, l’uomo che sapeva dare attenzioni. Nessuna di loro sospettava che dietro i complimenti, le premure, i gesti affettuosi si nascondesse in realtà un narcisista, un uomo anaffettivo, privo di empatia, incapace di amare e concentrato solo sui propri bisogni.
La storia della terza puntata. A 21 anni Lucia lavora in una pasticceria a Napoli e ha tanti sogni nel cassetto. Sicuramente anche quello di incontrare il grande amore. Così quando un amico le presenta un suo amico, resta colpita da quell’uomo più grande.
Lui la corteggia e lei si lascia affascinare, ma pian piano questa relazione la allontana dalla famiglia e dagli amici. Iniziano le violenze: calci, schiaffi, pugni. A scatenarle, un motivo banale come un ritardo o una discussione. Eppure, dopo le scuse, Lucia perdona il compagno, pensa che sia stressato, che non succederà più.  Lui le chiede di raggiungerlo in una città del Nord per iniziare una convivenza, lei è titubante. Finché Lucia scopre di aspettare un bambino. Raggiunge il compagno ma i rapporti diventano subito difficili; le liti sono frequenti, tanto da allertare i vicini, che sentono urla e pianti.  Finché il 13 febbraio 2013 – secondo il racconto di Lucia – l’uomo la prende a pugni e calci nonostante la donna incinta al quarto mese. Lei scappa e torna a Napoli. Dopo un mese, durante l’ecografia morfologica, l’uomo si presenta in ospedale e aggredisce verbalmente i genitori di Lucia. A quel punto, finalmente, la donna lo denuncia, raccontando agli inquirenti le violenze subite.

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