Sabato 23 marzo in prima serata su Sky Arte va in onda la seconda puntata di “Roberto Bolle – Questa notte mi ha aperto gli occhi”

Sabato 23 marzo in prima serata su Sky Arte va in onda la seconda puntata di “Roberto Bolle – Questa notte mi ha aperto gli occhi”, un documentario in quattro puntate, ideato dall’étoile dei due Mondi che qui si mostra in una versione completamente inedita portando lo spettatore nel ventre dei grandi teatri delle città in cui si esibisce: Londra, New York, Tokyo e Milano, raccontando quello che non sta sotto i riflettori. Prove, pause, riflessioni, racconti, gioie e dolori, suoi e dei grandi artisti con cui collabora, da Alessandra Ferri a Zenaida Yanowsky, da Darcey Bussell a Mizuka Ueno fino a Svetlana Zakharova.

È la notte il momento centrale di questi racconti. Dopo lo spettacolo, Bolle passeggia per le strade delle metropoli che pochi minuti prima lo hanno acclamato, si immerge nella loro vita, riflette, osserva.

In questa atmosfera intima, l’Étoile incontra uno scrittore di fama che vive o ha vissuto in quella città: Jonathan Coe per Londra, David Pearce per Tokyo, Michele Serra a Milano e Roberto Saviano a New York. Un’occasione unica per parlare di dove si trovano, scoprire storie e segreti, ma anche per raccontare e raccontarsi, mettere a confronto percorsi diversi e paralleli, vite dedicate all’arte.

“L’incontro con gli altri artisti è importante come arricchimento personale. Assorbo energie, profondità, vibrazioni. Porto in palcoscenico la somma di tutto questo. Il mio modo di ballare deriva da tutte le esperienze vissute”, racconta Roberto Bolle.

Il secondo episodio comincia con le prove di Onegin. Riccardo Bolle introduce poi i temi della puntata: la responsabilità dell’artista nei confronti del pubblico, parlando della sua crescita personale e professionale, e l’importanza artistica dei lavori sperimentali. Roberto balla con la partner del cuore, Alessandra Ferri. Sempre insieme ad Alessandra, Roberto fa una passeggiata per le strade di New York, ricordando quando, nel 2007, venne invitato per la prima volta al Metropolitan Opera House di New York proprio da Alessandra, e il grande successo che li accolse. Quei 30 minuti di applausi, una standing ovation e le recensioni entusiastiche della stampa segnarono un cambio di passo nella carriera internazionale di Roberto.
Dopo aver salutato Alessandra Ferri, Roberto prosegue la sua passeggiata in solitudine e introduce Roberto Saviano. Insieme parlano di come le scelte di un artista possano influenzare la sua vita e quella degli altri. Roberto chiede a Saviano come la sua ricerca letteraria lo abbia condotto a quel particolare tipo di arte che riesce ad essere popolare e sperimentale allo stesso tempo, e spiegherà come lui stesso abbia provato a ottenere lo stesso risultato nella danza

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