Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale a Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2019.
La cerimonia, condotta da Geppi Cucciari, è stata aperta dalla proiezione di un video a cura di Rai Cultura a cui sono seguiti l’intervento di Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi “David di Donatello”, e le testimonianze di Francesca Lo Schiavo e Dario Argento, vincitori del David Speciale 2019.
credit foto ufficio stampa Quirinale
Prima della presentazione dei candidati è intervenuto il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, e successivamente il Presidente Mattarella ha pronunciato un interessante discorso, sottolineando quanto il cinema sia fondamentale per la nostra comunità: “Il David di Donatello è una grande festa del cinema italiano, e per me è davvero gradita questa occasione di incontro, ormai una tradizione, nella sede istituzionale che rappresenta l’unità del Paese. Il cinema esprime cultura, industria, ricerca, è sogno, è magia. È parte vitale della nostra comunità: il suo legame con le vicende e con i cambiamenti sociali è molto più robusto di quanto taluno creda. Ringrazio il ministro Bonisoli e Piera Detassis per i loro interventi, approfonditi e interessanti. Ringrazio Geppy Cucciari per la sua brillante conduzione: leggere un nutrito elenco di nomi riuscendo non solo a tenere attenta la platea, ma anche a strappargli sorrisi, è un’impresa davvero degna di nota. Il David è una competizione che si svolge in una vetrina prestigiosa davanti a un vasto pubblico di spettatori e di telespettatori: ma è anche un’occasione per fare il punto sui problemi e sulle potenzialità del cinema, su ciò che va corretto e su quel che va rafforzato al fine di favorire una sempre più ricca progettualità. Viviamo un tempo di innovazioni velocissime e di connessioni globali. I linguaggi si modificano con rapidità inedita. Il linguaggio nel cinema non è soltanto uno strumento. E’ parte del contenuto artistico, espressivo degli autori. E il cinema ci aiuta a comprenderne il valore. La cultura, del resto, non è separata dalla vita, dai modelli sociali, dai valori che la comunità esprime e trasmette. Il cinema, a sua volta, non sarà mai il prodotto di una cultura separata, o di uno sguardo distaccato sul mondo. Non sarebbe così amato dal pubblico, senza le emozioni che riescono a suscitare le sue immagini, i suoi dialoghi, i suoi sogni, i quali talvolta diventano un modo per scrutare oltre le sofferenze, le gioie, le passioni che ciascuno di noi vive ogni giorno. Abbiamo, in Italia, una grande storia di cinema. Ne sentiamo l’orgoglio che ci induce a rendere omaggio a chi vi ha preceduto. In questi dodici mesi ci hanno lasciato molti protagonisti del cinema italiano: Vittorio Taviani, Paolo Ferrari, Ermanno Olmi, Carlo Vanzina, Bernardo Bertolucci, Ennio Fantastichini, Giulio Brogi, Pino Caruso. I loro film, le loro interpretazioni, costituiscono un tesoro di grande valore, che certamente sarà conservato e non andrà disperso. Quest’anno ricevono il premio speciale e il premio alla carriera due registi innovatori che hanno fatto scuola: il maestro italiano del terrore, Dario Argento, e l’abile creatore di atmosfere cupe e gotiche, Tim Burton. Un filo rosso li unisce, pur con stili e tematiche diversi: la capacità prodigiosa di tenere lo spettatore inchiodato alla poltrona. Li ringrazio per la loro presenza. Così come ringrazio l’altro premio speciale: Francesca Lo Schiavo, già vincitrice di tre Oscar per la sua attività magistrale di arredatrice di set. Il cinema non è soltanto regia e recitazione, ma una macchina complessa e un’arte corale. La musica, la fotografia, la scrittura, le scene, i costumi, il montaggio, gli effetti visivi, il trucco vantano interpreti che sono artisti autentici, compartecipi del prodotto finale e delle sue migliori qualità. La dimensione industriale del cinema, la sua valenza economica e produttiva, hanno grande importanza per il sistema-Paese. E’ una dimostrazione ulteriore di quanto valga e di quanto pesi la cultura nello sviluppo di una società moderna. Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l’economia, non è un vero economista. La nuova legge sul cinema, nata da un confronto approfondito e partecipato con gli operatori del settore, è alla prova dei fatti ed è positivo che si continui a camminare sul percorso tracciato, verificando periodicamente i risultati. La disponibilità di risorse, limitate ma tuttavia in leggera crescita, e il superamento di criteri arbitrari nella loro assegnazione può e deve spingere a nuovi investimenti, e offrire possibilità anche alle nuove leve. Occorre valorizzare il talento italiano e nel contempo costruire legami sempre più forti nel cinema europeo. Nel 2018 le presenze nelle sale sono state inferiori all’anno precedente. L’auspicio è che le nuove regole possano contribuire a rafforzare le presenze nelle sale, promuovendo una stagione estiva più ricca di uscite di film e prevedendo un congruo periodo di tempo tra la permanenza dei film in sala e l’uscita sulle piattaforme dei video on demand. Rispetto la comprensibile scaramanzia e mi guardo bene dal formulare auguri per la serata. Ma posso ben augurare al nostro Paese di avere sempre un cinema all’altezza della sua storia migliore“.
Erano presenti il Presidente dell’AGIS, Carlo Fontana, il Presidente dell’ANICA, Francesco Rutelli, esponenti della cultura, dell’arte, dello spettacolo, dell’industria e personalità rappresentative della società italiana.
