I The Cranberries raccontano “In the end”, l’ultimo album della loro trentennale carriera: “Dolores sarebbe stata felicissima di sapere che il disco è stato terminato e che i nostri fan lo potranno ascoltare”

“In The End” è l’ottavo e ultimo disco dei The Cranberries, in uscita il 26 aprile per BMG, che chiude la carriera trentennale della band di Limerick.

Prodotto da Stephen Street, contiene 11 brani inediti, tra cui il singolo All over now, e può essere definito come una celebrazione e una potente testimonianza della vita e del lavoro creativo di Dolores e dei suoi fratelli in musica Noel, Mike e Fergal.

La genesi di “In The End” è iniziata a maggio 2017 mentre la band era in tour. Il 15 gennaio 2018 Dolores O’Riordan se n’è andata all’improvviso e la band, con il supporto della famiglia della cantante, ha voluto onorarla completando il disco.

Voce unica e inimitabile, capace di unire il folk irlandese al rock, alternando dolcezza ed energia, Dolores, insieme ai The Cranberries, in questi trenta anni di carriera ha lasciato un segno indelebile nella musica degli anni Novanta e Duemila, facendo da colonna sonora alle giornate degli adolescenti di quel periodo e non solo. Brani come “Zombie”, in cui Dolores cantava l’orrore della guerra in Irlanda, lo stesso orrore che vediamo oggi in tante parti del mondo, ma anche la dolcezza e l’amore per la famiglia di “Ode to my family”, o il monito contro la droga di “Salvation”, passando per la spensieratezza di “Just my imagination”, per l’intima “No need to argue”, per l’energica “Promises” o per “Animal Instinct”, la mia canzone preferita, che parla dell’istinto materno di una mamma che fa di tutto per stare con i propri figli.

“In the end” è un forte addio della band ai fan, un tributo a Dolores e una raccolta di canzoni potenti in cui ognuno può identificarsi.

Abbiamo incontrato i The Cranberries a Milano, ecco cosa ci hanno raccontato.

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In the end è l’ottavo e ultimo disco della vostra carriera. Quando avete iniziato a lavorare alle canzoni?

“Nel 2017 eravamo in tour con il nostro ultimo album Something Else, una serie di versioni acustiche delle nostre hit e durante le prove parlavamo di creare qualcosa di nuovo, senza continuare a riproporre le vecchie canzoni, anche perchè il nostro ultimo lavoro di inediti risaliva al 2012. Così durante il tour abbiamo iniziato a scrivere, da giugno a dicembre 2017 e abbiamo creato quello che sarebbe stato il nucleo di “In the end”. Purtroppo però a gennaio del 2018 Dolores ci ha lasciato ed è stato quello il momento in cui abbiamo iniziato a passare in rassegna il materiale che avevamo composto per cercare di capire se avessimo abbastanza brani su cui lavorare e se la qualità sia del suono che della voce fosse adatta per la pubblicazione. Non avevamo un’idea chiara sulla mole di brani che lei ci aveva lasciato, ne abbiamo parlato con l’etichetta. C’era stata data la possibilità di lavorare sia che ci fosse stato tanto materiale sia poco. Siamo stati fortunati ad avere 11 brani che abbiamo prodotto e il demo è piaciuto a tutti”.

In che modo la famiglia di Dolores è stata coinvolta nel nuovo disco?

“Abbiamo parlato con la famiglia di Dolores, con sua mamma e i suoi fratelli, che si sono detti felici della possibilità di pubblicare il disco perchè sapevano quanto lei tenesse a questo nuovo progetto, e con Stephen, il nostro produttore, che ci ha spinto ad entrare subito in studio senza indugiare perchè si trattava di un periodo carico, emotivamente parlando. E’ stato un lavoro anche terapeutico. Nel momento in cui siamo entrati in studio erano passati solo tre mesi dalla dipartita di Dolores e le emozioni sono state tante. Ci è sembrato il momento giusto per farlo senza voler aspettare ulteriormente e questo è il risultato. Continuiamo ad essere in contatto con la famiglia di Dolores e quando sua mamma ha ascoltato il cd ha detto che le canzoni erano forse troppo cariche dal punto di vista emotivo mentre ai fratelli sono piaciute e hanno affermato che anche lei sarebbe stata orgogliosa di questo lavoro”.

Com’è avvenuta la scelta del titolo?

“La canzone omonima è stata l’ultima registrata in studio e in un secondo momento abbiamo pensato che fosse la scelta adatta per il titolo perchè rappresenta la fine di un’era, non proporremo piu’ tour o materiale nuovo. Dal punto di vista dei testi chiaramente la maggior parte della gente penserà che trattino di un momento tragico che avrebbe poi portato alla morte di Dolores, in realtà non è così, ha piu’ a che fare con un cambiamento in quel periodo specifico della vita di Dolores, che si era lasciata alle spalle dei mesi difficili in cui aveva affrontato il divorzio, dei problemi psicologici. Sono dei testi che parlano del poter andare avanti e lasciare dietro di sè un momento infelice, aprendo la propria vita alla possibilità di affrontare le cose in modo diverso e piu’ rilassato. Sono pezzi forti che parlano dei tre anni che ha vissuto, e in cui si potranno ritrovare gli ascoltatori che hanno avuto le stesse esperienze, come se le canzoni fossero state scritte per loro.”

A livello di sound questo disco ricorda i vostri primi album…

“Sì, ci fa pensare ai nostri primi due album anche perchè la voce di Dolores è piu’ dolce e morbida in queste canzoni, c’è un ritorno alla direzione piu’ rilassata e meno rock degli albori”.

Tra le tracce del disco c’è una canzone che a Dolores piaceva di piu’?

“All over now è tra le prime canzoni scritte per questo disco. Quando a Dolores veniva in mente un’idea la scriveva e te la mandava subito da ascoltare, avevamo la sensazione che se lei ci avesse lavorato troppo sopra non avrebbe funzionato. Questa è la canzone che le piaceva di piu'”.

A proposito di All Over Now com’è nata l’idea del video?

“Abbiamo preferito non comparire e non utilizzare vecchi video o registrazioni dove c’era anche Dolores perchè si tratta di canzoni nuove. Ne abbiamo parlato anche con BMG che ci ha proposto l’idea dell’animazione, abbiamo guardato i primi 30 secondi della proposta e abbiamo accettato. Per il secondo video Wake me when it’s over abbiamo invece collaborato con la scuola di design grafico di Limerick, la nostra città”.

Cosa ci raccontate invece riguardo la cover?

“Questa è stata l’idea del ragazzo con cui abbiamo lavorato alla produzione di altri tre cd, ci ha proposto di seguire la parte grafica e abbiamo accettato con piacere. Sarebbe stato triste e limitante avere sulla copertina solo noi tre o solo Dolores, allora ci ha proposto di mettere un’immagine con dei bambini e ci è sembrata la cosa migliore. Ogni bambino ha una certa relazione con ognuno di noi, ma non sono nè i nostri figli nè siamo noi da piccoli”.

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credit foto FM

Come siete riusciti a far convivere il dolore per la scomparsa di Dolores e la gioia per questo nuovo lavoro che arriva a distanza di sette anni dal precedente disco di inediti?

“Non è stato semplice, da un lato c’è la gioia per la pubblicazione di questo nuovo disco, dall’altro c’è la tristezza che ci accompagna da un anno, perchè la perdita di Dolores è qualcosa che va al di là della nostra attività come gruppo musicale, era un’amica, ci manca e ci dispiace che lei non abbia la possibilità di ascoltare questo disco finito, che rappresenta la fine della nostra carriera trentennale. Cerchiamo di concentrarci su tutte le cose belle che abbiamo vissuto insieme. Dolores sarebbe stata felicissima di sapere che il disco è stato terminato e che i nostri fan lo potranno ascoltare. E’ un ultimo omaggio alla sua memoria”.

Qual è il ricordo piu’ bello della vostra carriera trentennale?

“Sicuramente i primi anni sono stati i migliori: il primo album, la prima demo, il primo tour, la prima volta che abbiamo viaggiato per il mondo per suonare, tutto quel periodo che è andato dalla prima produzione fino all’uscita del secondo album che è stato il nostro piu’ grande successo. Eravamo soltanto noi quattro, un altro paio di amici che ci aiutavano e cercavano di farci conoscere in tutto il mondo. Questi sono i ricordi piu’ belli che abbiamo. Poi è arrivato il successo, siamo diventati parte della macchina infernale  che ne consegue ma le cose piu’ divertenti che ci vengono in mente sono quegli anni in cui registravamo in uno studio minuscolo, con strumenti che non erano il massimo, ma sono i momenti che portiamo nel cuore”.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

“Un nuovo disco di solito presuppone anche un tour, ma in questo caso non ci sarà, non sarebbe possibile, per quanto triste possa essere è la scelta piu’ giusta. Quando abbiamo suonato il disco abbiamo capito che sarebbe stata la prima e unica volta. Per quanto riguarda i progetti non ci abbiamo ancora pensato, sono stati mesi molto concitati, in cui siamo stati presi con la registrazione e con la promozione, si è trattato di un periodo fortemente emotivo, quindi la prima cosa che faremo sarà prenderci una pausa, una vacanza in estate e poi vedremo. Sicuramente continueremo a lavorare nel mondo della musica”.

 La tracklist di In The End: 

1. All Over Now
2. Lost
3. Wake Me When It’s Over
4. A Place I Know
5. Catch Me If You Can
6. Got It
7. Illusion
8. Crazy Heart
9. Summer Song
10. The Pressure
11. In The End

di Francesca Monti

 

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