Il Clavicembalo ben temperato è oggetto di un paradosso: opera fondamentale della storia della musica, fatica a essere seguito dal pubblico nella sua integralità. Ramin Bahrami ha sempre pensato che il Clavicembalo ben temperato non fosse solo un’opera didattica, un monolite inviolabile che deve essere eseguito e fruito integralmente.
In realtà in questo capolavoro convive un progetto affettivo e l’approccio corretto per un interprete e anche per chi ascolta è quello di basarsi sull’Affektenlehre, ossia la dottrina degli affetti musicali. “Sentimenti adeguati da esprimere ogni volta a seconda di uno stato d’animo ben preciso” dichiara Bahrami “ad esempio alternando Gioia – Serenità – Tristezza – Dolore e così va. Nel Settecento, come illustrano bene anche i trattati di retorica, gli affetti musicali richiedevano anche un’adeguata interpretazione”.
Infatti all’epoca di Bach l’esecuzione era assolutamente libera e l’opera non era necessariamente suonata integralmente: le prime esecuzioni complete risalgono con molta probabilità all’epoca beethoveniana.
Grazie alla selezione operata da Ramin Bahrami, “The Colours of Bach” indica il percorso dei “sentimenti” presenti in questo capolavoro attraverso i Preludi e le Fughe che più evidenziano questo aspetto. Un approccio diverso, anticonvenzionale, che svela il carattere più umano dell’immenso genio di Bach.
