Grande Torino, 70 anni fa la tragedia di Superga

Il 4 maggio del 1949 alle ore 17.03 l’aereo I-Elce con a bordo l’intera squadra di calcio del Torino, l’equipaggio e tre giornalisti sportivi, di ritorno da Lisbona dopo un’amichevole contro il Benfica, precipitava sulla collina di Superga a causa della nebbia e del maltempo.

Questa immane tragedia consegnò alla leggenda il Grande Torino, gli eroi “Invincibili” e senza tempo capaci di far sognare con le loro gesta milioni di tifosi conquistando cinque scudetti consecutivi e una Coppa Italia.

Furono 31 le vittime del disastro aereo di Superga: Valerio Bacigalupo, Aldo e Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, il capitano Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti e Giulio Schubert, lo staff composto da allenatori, massaggiatori e dirigenti, l’equipaggio e i tre giornalisti sportivi Renato Casalbore, Renato Tosatti e Luigi Cavallero.

Della rosa del Grande Torino si salvarono solo in tre: il secondo portiere Renato Gandolfi che cedette il posto a Dino Ballarin, Sauro Tomà rimasto a casa per un infortunio e il giovane Luigi Gandolfi.

La stagione 1948/49 fu portata a termine dalla formazione giovanile granata che chiuse il campionato al primo posto davanti all’Inter.

Oggi nella ricorrenza dei 70 anni dalla tragedia di Superga il Grande Torino è stato ricordato con una cerimonia al Cimitero Monumentale del capoluogo piemontese, chiusa sulle note della canzone dei Sensounico “Quel giorno di pioggia”, con la Santa Messa al Duomo di Torino e con la commemorazione alla Basilica di Superga con la lettura dei nomi dei 31 eroi da parte del capitano del Torino Belotti.

Uomini, eroi, campioni senza tempo, che continuano a vivere nel cuore dei tifosi granata ma anche in quello tutti gli appassionati di calcio, indipendentemente dalla squadra per la quale si fa il tifo.

F.M.

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