Sereno Variabile Estate: Osvaldo Bevilacqua tra i colli bolognesi, con Luca Carboni e lo chef stellato Alberto Bettini

Primo appuntamento di Sereno Variabile Estate con la puntata in onda domenica 16 giugno alle 14.00 su Rai2, dedicata all’Emilia-Romagna, scenario di un interessante itinerario nel territorio dei Colli Bolognesi, con tante proposte per una vacanza all’insegna dell’enoturismo, del gusto e della cultura.

Molti gli spunti per un soggiorno fatto di relax, escursioni, sport, gastronomia, in un viaggio gradevolmente punteggiato dai brindisi con i vini prodotti nelle numerose aziende agricole presenti nella zona.

A Savigno, città del tartufo, Osvaldo visiterà una storica trattoria dove incontrerà dei turisti stranieri che si sono trasferiti in Italia e ascolterà alcune frasi in dialetto di un personaggio locale. In una fiabesca sala decorata con i coloratissimi affreschi del pittore e scenografo Gino Pellegrini, intervisterà il cantante Luca Carboni, che vive nelle campagne di Savigno. Con lui e con lo chef stellato Alberto Bettini, Osvaldo parlerà  di prodotti e sapori del territorio e di piatti a base di tartufo e funghi, di cui sino ricchi i boschi della zona.

A Tizzano, invece, si farà la conoscenza con i rappresentanti dei Salsamentari bolognesi e con un sommelier si scopriranno i migliori abbinamenti tra vini dei Colli Bolognesi e salumi tipici emiliani.

Nel suggestivo borgo di Serravalle Bevilacqua narrerà la storia del castello medievale e dei giovanissimi produttori di vino, a cui verrà consegnata la medaglia di Sereno Variabile.

La tappa successiva sarà poi l’abbazia di Monteveglio, dove vive una comunità di Fratelli di San Francesco: in un sentiero appena fuori dal borgo, affacciato sui suggestivi calanchi che disegnano l’ambiente naturale, Osvaldo intervisterà il presidente dell’Ente di gestione dei parchi dell’Emilia orientale.

A Rocca dei Bentivoglio di Bazzano, infine, ci saranno i membri della Compagnia dell’Arte dei Brentatori, un’associazione che ricorda gli antichi portatori che nel Medio Evo trasportavano sulle spalle il vino contenuto in capienti recipienti chiamati brente.

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