Addio al Maestro Andrea Camilleri, gigante della letteratura italiana e papà del Commissario Montalbano

Si è spento questa mattina a 93 anni all’ospedale Santo Spirito di Roma dov’era ricoverato da un mese in seguito a un arresto cardiaco il maestro Andrea Camilleri, gigante della letteratura italiana e papà del Commissario Montalbano.

Nato a Porto Empedocle (Ag) il 6 settembre nel 1925, ha vissuto a Roma dal dopoguerra in avanti, iniziando la sua carriera come regista teatrale e insegnando per molti anni all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Come funzionario Rai delegato alla produzione e sceneggiatore è ricordato per famose produzioni poliziesche con protagonisti il tenente Sheridan e il commissario Maigret. Autore di racconti e poesie fin dalla giovinezza, il primo libro pubblicato da Camilleri risale al 1978 dal titolo “Il corso delle cose”, nel 1980 esce per Garzanti “Un filo di fumo”, in cui compare per la prima volta la città immaginaria di Vigàta ma il successo arriva nel 1992 con “La stagione della caccia” (Sellerio) e “Il birraio di Preston”.

La nascita del Commissario Montalbano risale al 1994 con “La forma dell’acqua”, primo libro della collana, da cui nel 1998 è stata tratta l’amatissima serie televisiva interpretata da Luca Zingaretti, nei panni del commissario siciliano coadiuvato nella risoluzione dei casi piu’ intricati dai colleghi Augello, Fazio, Catarella.

Il maestro Camilleri ha scritto oltre 100 libri vendendo centinaia di milioni di copie in tutto il mondo ed è tra i pochissimi scrittori che oltre ad aver fatto breccia nel cuore del pubblico con le sue opere si è fatto amare anche come persona, esprimendo le proprie idee in merito alle tematiche sociali e cercando di trasmettere quei valori come la dignità, la solidarietà e l’uguaglianza che oggi sembrano essere quasi scomparsi.

Con la sua scrittura appassionante, con le sue storie intriganti e con quel dialetto siciliano da lui reinventato, ci ha fatto amare la lettura, ci ha fatto entrare nel meraviglioso mondo dei suoi personaggi e di una terra ricca di storia e cultura quale la Sicilia, ci ha permesso di imparare un po’ di siciliano con parole come “cabasisi” che sono entrate nel gergo comune.

Negli ultimi anni il Maestro Camilleri avevo perso la vista ma il suo amore per la scrittura e per il teatro non erano mai diminuiti. Nel 2018 ha portato in scena al Teatro Greco di Siracusa un indimenticabile monologo ispirato alla figura del veggente cieco Tiresia e si sarebbe dovuto esibire alle Terme di Caracalla con uno spettacolo su Caino.

“Che cosa straordinaria possono essere i libri. Ti fanno vedere posti in cui agli uomini succedono cose meravigliose. Allora la testa ti parte per un altro verso, gli occhi scoprono prospettive fino a quel momento inedite. E cominci a farti parecchie domande”, diceva il Maestro Camilleri e noi possiamo solo ringraziarlo e continuare a leggere i suoi libri, che ci fanno riflettere, sognare, sorridere e commuovere,

F.M.

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