E’ stato presentato a Venezia 76, in anteprima mondiale, all’interno della cornice suggestiva della rassegna Isola Edipo, il corto “L’avventura”, omaggio allo scrittore veneziano Alberto Ongaro, una composizione evocativa a cura dell’autrice veneziana Silvia Jop, e della montatrice e regista, già David di Donatello, Esmeralda Calabria, accompagnata dalle musiche dal vivo di Andrea Satta e Angelo Pelini dei Tetes Des Bois con Giorgio Maria Condemi.
Il cortometraggio è stato realizzato a partire dal ritrovamento di una bobina 16mm che raccoglie un blocco di appunti visivi sopravvissuti a più di mezzo secolo, realizzati dall’avventuriero scrittore veneziano e dall’illustratore Ivo Pavone quando, nel 1954, dopo aver lasciato l’Argentina dove avevano vissuto con Hugo Pratt e Mario Faustinelli per dar vita alle radici epiche della storia del fumetto internazionale, avevano deciso di raggiungere la Terra del Fuoco per realizzare un documentario sugli ultimi cercatori d’Oro. La proiezione è stata introdotta dal giornalista Nanni Delbecchi con l’illustratore Ivo Pavone.
Silvia, com’è nata l’idea di realizzare il corto “L’avventura”?
“Un anno e mezzo fa ho scoperto, al funerale di Alberto Ungaro che è anche il mio prozio, parlando con Ivo Pavone che sapevo essere stato un suo amico di infanzia, che avevano fatto nel 1954 un viaggio nella Terra del Fuoco alla ricerca degli ultimi cercatori d’oro, dopo aver letto un articolo sulla rivista Epoca. In precedenza avevano vissuto in Argentina diversi anni assieme a Hugo Pratt e Mario Faustinelli. Sono andati nella Terra del fuoco per realizzare un documentario, hanno comprato una telecamera e sono stati in viaggio per un mese. Quando ho sentito questa storia ho pensato che desideravo vedere assolutamente queste riprese, queste immagini. Dopo un anno sono tornata da Ivo e gli ho chiesto di visionarle. Lui con grande generosità me le ha mostrate e ho sentito che bisognava restituire ossigeno a quello sguardo che era rimasto custodito in questi 16mm”.
Come si è sviluppata la collaborazione con Esmeralda Calabria?
“In questi anni mi sono trovata a lavorare con la montatrice Esmeralda Calabria, che è anche una regista innovativa, così le ho chiesto se volesse condividere con me questo progetto. A quel punto abbiamo iniziato a fare una reinterpretazione delle immagini in un momento in cui ognuno di noi non ha un orizzonte davanti a sè perchè la Siberia si scioglie, l’Amazzonia brucia. E’ come se, vedendo l’orizzonte che avevano davanti loro, ci venisse restituita la possibilità di avere un orizzonte e quindi ci siamo immerse in questa piccola avventura, senza aggiungere materiale, facendo un lavoro con un particolare tipo di montaggio e dai 40 minuti iniziali della bobina abbiamo realizzato un corto da 15 minuti e abbiamo lavorato sul suono con la collaborazione di Valerio Camporini Faggioni che è un musicista molto bravo, e ha contribuito con sonorizzazioni particolari a questo lavoro e soprattutto con Andrea Satta, cantante e Angelo Pelini, tastierista dei Tetes Des Bois, con Giorgio Maria Condemi, chitarrista che hanno accettato di musicare live la proiezione. In autunno registreremo anche le musiche ma volevamo che l’anteprima fosse muta con incursioni della voce di Alberto Ongaro provenienti da altre avventure narrative”.
L’anteprima è andata in scena nella suggestiva cornice della rassegna Isola Edipo a Venezia…
“L’anteprima è stata straordinariamente viva grazie ai Tetes De Bois. La voce di Alberto mentre guarda l’orizzonte della Terra del Fuoco parla di Venezia e durante la proiezione c’era proprio Venezia oltre lo schermo, con la laguna, San Marco sullo sfondo e San Lazzaro dall’altro lato. Uno spettacolo meraviglioso. Porteremo questo piccolo lavoro a cui teniamo tanto anche in altri contesti”.
A quali progetti sta lavorando?
“Con Riccardo Biadene di Kama Productions abbiamo prodotto un altro corto che abbiamo presentato alle Giornate degli Autori, si chiama Il prigioniero con la regia di Federico Olivetti, con cast e crew provenienti dal territorio veneto. I protagonisti sono Paolo Musio, Sabrina Impacciatore, Franco Ravera”.
di Francesca Monti
