Intervista con Gianni Clementi, autore e regista dello spettacolo “Romeo l’ultrà & Giulietta l’irriducibile” in scena al Teatro Ciak di Roma dal 3 ottobre

Il 3 ottobre “Romeo l’ultrà & Giulietta l’irriducibile (Storia d’amore e tifo, con tragedia finale)” scritto e diretto da Gianni Clementi inaugurerà il nuovo cartellone del Teatro Ciak di Roma, dando il via ad una ricchissima stagione. Lo spettacolo vede protagonisti  Enzo Ardone, Alessio D’Amico, Giulia Fiume, Edoardo Frullini, Federico Le Pera, Daniele Locci, Luca Paniconi, Simone Pulcini, Pietro Rebora, Luna Romani,  Kabir Tavani, Daniele Trombetti,  Gianmarco Vettori, con la partecipazione straordinaria di Stefano Ambrogi e  sarà in scena fino a domenica 13 ottobre.

L’idea di “Romeo l’Ultrà e Giulietta l’Irriducibile” nasce da una considerazione di fondo: l’uomo (ma anche l’animale), per sua natura, sviluppa fin da piccolo l’istinto “all’appartenenza”. Ma in anni come questi, di grande confusione e incertezza socio-politica, una fede ha trovato e trova a moltissime latitudini milioni di adepti, pronti a tutto pur di assaporare il trionfo: il calcio. Romeo l’Ultrà e Giulietta l’Irriducibile sono ragazzi dei nostri tempi e, come la maggior parte di loro, soffrono le incertezze proprie della giovinezza e del futuro. Anche loro sono creature delle Curve, abituati a gridare al cielo un odio preconcetto e spesso predeterminato dai vari Capipopolo. E’ possibile morire per un gioco, anche se affascinante come il calcio?

Una storia coatta, scanzonata, ma soprattutto piena d’amore e di passione. 14 attori in scena, di cui 11 ragazzi, che vogliono raccontare ai loro coetanei, in una chiave mai vista prima, la più straordinaria delle storie d’amore.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Gianni Clementi, uno degli autori piu’ apprezzati del panorama teatrale italiano, parlando di “Romeo l’ultrà & Giulietta l’irriducibile (Storia d’amore e tifo, con tragedia finale)” ma anche del mondo del calcio, e dei prossimi progetti, tra cui il desiderio di portare lo spettacolo in un teatro di Milano.

LOCANDINA

Gianni, ci racconta com’è nata l’idea di portare in scena lo spettacolo “Romeo l’ultrà & Giulietta l’irriducibile (Storia d’amore e tifo, con tragedia finale)”?

“Il tema mi girava in testa da tanto tempo, avevo il desiderio di parlare innanzitutto di questa violenza che respiriamo giornalmente per strada, in qualsiasi luogo e di coniugare le mie due grandi passioni, il calcio e il teatro. Avevo la sensazione che la storia di Romeo e Giulietta potesse chiudere il cerchio di questo mio pensiero. E’ una grande storia d’amore ma anche di odio, quindi ho pensato modestamente di riscrivere questa tragedia shakespeariana ambientando la vicenda in una borgata romana, dove Giulietta si affaccia dal balcone di una casa popolare e Romeo si arrampica sulla grondaia per raggiungerla. La vicenda è ambientata nelle curve dei tifosi della Roma e della Lazio e i capipopolo delle opposte fazioni sono uno il padre di Romeo e l’altro quello di Giulietta. Ovviamente viene esaltato l’odio delle curve. E’ una riscrittura fedele della tragedia shakespeariana e non c’è il lieto fine. In un’epoca storica come questa in cui i ragazzi vivono un momento di grande incertezza sul futuro, con la mancanza del lavoro, le curve diventano il ricettacolo di questa insicurezza, di questo spaesamento generalizzato, in quanto la politica ha delegato di fatto il ruolo di educatrice della società. I ragazzi hanno bisogno di appartenenza, se per noi questa un tempo era la politica oggi per un ragazzo è la bandiera della propria squadra del cuore con tutte le discriminazioni e la violenza che ritroviamo esaltata ed esasperata nelle curve. E’ uno spettacolo con 14 attori, di cui undici ragazzi straordinari con una forza, un’adesione al progetto, una passione che raramente si incontrano in questo ambiente. Sono fiero e orgoglioso di avere formato questa squadra”.

Con questo spettacolo ha in qualche modo anticipato quello che è accaduto pochi giorni fa riguardo le curve e gli ultras…

“Il mondo ultras è per certi versi affascinante. Gli ultras sono anche quelli che sono andati a portare aiuto in termini di impegno fisico e raccolta fondi per il terremoto de L’aquila, quindi non mi sento di giudicare. Io prendo però atto di questo clima di violenza, di razzismo che si respira nelle curve. Sono un amante del calcio come gioco e trovarsi nelle curve tra i buu razzisti e la violenza mi fa sentire fuori luogo, io vado allo stadio per godermi la partita e non voglio essere accomunato a certi personaggi. Questa miscela strana dovrebbe farci riflettere su quello che è diventata la nostra società”.

Rispetto a quindici-venti anni fa oggi il mondo del calcio è molto cambiato ma in senso negativo…

“Mi ricordo che da ragazzino mio padre mi portò all’Olimpico la prima volta quando avevo 7-8 anni. Salii le scalette, sentii il vociare dei tifosi, entrai, vidi questo spettacolo e mi innamorai di questa visione. Mi ricordo che andavo in curva a vedere i derby, io sono romanista e assistevo alle partita con i laziali a fianco, c’era lo sfottò ma era divertentissimo, oggi è impensabile andare con una bandiera o una maglietta di una fazione diversa in una curva “nemica”, e questo è folle, non è accettabile. Portare un figlio in un ambiente del genere diventa diseducativo”.

In passato con “Finis Terrae” aveva affrontato un altro tema attuale come quello dei migranti, ora con “Romeo l’ultrà & Giulietta l’irriducibile (Storia d’amore e tifo, con tragedia finale)” pone l’attenzione sulle curve che sono un microcosmo che rispecchia la società. Pensa quindi che il teatro oggi possa avere una funzione sociale per far riflettere lo spettatore e aprire le menti?

“Non credo a quelli che dicono che il teatro possa cambiare il mondo però dovrebbe dare degli spunti di riflessione, mettere sul piatto delle tematiche attuali, l’autore dovrebbe essere testimone del proprio tempo ed è quello che cerco di fare. Anche il sorriso paradossalmente può esaltare il tema che uno tratta, creare un rapporto di empatia con il pubblico per cercare di dire cose importanti. Uno spettatore deve uscire da teatro e portarsi a casa un’esperienza”.

A quali progetti sta lavorando?

“Ho vari progetti in programma, “Romeo l’ultrà & Giulietta l’irriducibile (Storia d’amore e tifo, con tragedia finale)” ha una particolarità, usa un linguaggio molto popolare, coatto, perchè questi ragazzi vivono nelle periferie ma è scritto tutto in versi, quartine ed endecasillabi. Siccome questa è stata un’esperienza importante sto pensando a un musical in cui potrei usare dei personaggi antropomorfi. Poi ci sarà una commedia con Corrado Tedeschi, ho dei monologhi che sto terminando di scrivere, uno dei quali su Piazza Fontana, 12 dicembre 1969, ci sarà lo spettacolo Le Signorine con Giuliana De Sio e Isa Danieli che è molto divertente e toccherà le principali città italiane. Infine mi piacerebbe tanto portare in scena “Romeo l’ultrà & Giulietta l’irriducibile (Storia d’amore e tifo, con tragedia finale)” in un teatro di Milano perchè affronta un tema che è universale”.

di Francesca Monti

 

Rispondi