“My Name Is Michael Holbrook” è il nuovo disco di Mika, il quinto in studio della sua carriera, in uscita il 4 ottobre.
A fare da apripista all’album, in cui l’artista apre le porte del suo cuore e della sua vita, sono state la hit estiva Ice Cream, e i brani Tiny Love, Sanremo, Dear Jealousy e Tomorrow.
Frutto di due anni di scrittura tra Miami, Londra e la campagna toscana, My Name Is Michael Holbrook è un viaggio alla scoperta dell’essenza dell’identità di Mika, a partire dal suo nome anagrafico, passando per i rapporti familiari e un bagaglio di piccole e grandi esperienze. Tra le tracce troviamo Paloma, dedicata alla sorella sopravvissuta a un terribile incidente, la ballata Ready To Call This Love in duetto con Jack Savoretti, l’intimissima Blue, e poi Cry, Platform Ballerinas, I Went To Hell Lastnight,e Stay High. Tutte le canzoni sono scritte da Mika in collaborazione con David Sneddon, Amy Wadge, George Moore, Dan Black, Paul Fyfe Dickson, Dave Gibson, Mark Crew, Dan Priddy; Jodi Marr.
La produzione è a cura di Mark Crew, Dan Priddy e Mika con collaborazioni di Dan Black, Jonathan Quarmby e George Moore. Nel disco fanno un’apparizione anche la madre Joannie Penniman (a cui è dedicato l’album) e la sorella Paloma Penniman.

“Questo disco è servito per risolvere il conflitto tra Mika e Michael. Il titolo è una specie di provocazione nei confronti di me stesso. A quattro anni di distanza dall’ultimo lavoro sentivo la necessità di fare qualcosa che mi rappresentasse veramente e che mi definisse come artista“, ha raccontato Mika alla stampa. “Subito dopo la nascita mia mamma ha cominciato a chiamarmi Mika e così è sempre stato, ho odiato il mio nome perché è lo stesso di mio padre, che è sempre stato presente e mi ha difeso perchè da piccolo ero dislessico e una professoressa mi stava rovinando la vita, ma allo stesso tempo è qualcuno a cui non volevo assomigliare. Sentivo il bisogno di fare pace con il mio nome e affrontare la distanza che ho creato dodici anni fa tra Michael e Mika. Ho anche fatto un lungo viaggio in macchina guidando da Miami fino a Savannah, in Georgia, per cercare le radici della famiglia di mio padre. Mi è servito per liberarmi da tante cose e quando sono tornato a casa ho scritto Tiny Love. Nella canzone canto My Name is Michael Holbrook, è stato un punto di partenza. La mattina in cui stavo chiudendo il brano mi è arrivata una telefonata in cui mi avvisavano che mia madre stava male e doveva essere operata ad Abu Dhabi. Mi sono detto: cavolo, sto finalmente finendo un brano che parla della mia famiglia e mia mamma sta male. Poi mi sono reso conto che era una coincidenza della vita, sono tornato al pianoforte e ho ricominciato a comporre. Nei due anni successivi ho continuato a chiedermi chi fossi per capire chi potessi diventare“.
Tra i brani presenti nella tracklist c’è Sanremo: “E’ il primo posto in cui sono stato in Italia, con la mia grande famiglia, con mia madre, mia nonna, mia zia e cinque bambini. Mi tornava spesso alla mente il ricordo di quel viaggio, di quel ragazzo di quattordici anni che guardava i ragazzi italiani della sua età e si sentiva diverso, meno cool. Io ero lì con le mie sorelle, con la camicia bianca, e mentre mangiavo il gelato mi dicevo che non sarei mai stato come loro. Ho voluto mettere questa cartolina in una canzone. Ho raccontato questa storia ad un regista e lui ha ideato questo video partendo dall’idea di Sanremo come qualcosa a cui vorresti arrivare ma non sai come, qualcosa che vorresti essere ma hai paura di non essere. Ha parlato dell’omosessualità negli anni cinquanta attraverso un video in bianco e nero che è una vera poesia, mettendo un contrasto sopra un altro e ispirandosi a Pasolini”.

Terminato il Tiny Love Tiny Tour, un tour tra teatri e club nel Nord America con date sold out a New York, Los Angeles, San Francisco, Montreal e Città del Messico, Mika sta iniziando la produzione di un nuovo spettacolo: “Il mio mercato principale per quanto riguarda le vendite è la Francia, il paese in cui sono cresciuto, il mercato editoriale piu’ forte è quello del Nord America, mentre quello maggiormente in crescita è l’Asia. L’Italia è un mercato diverso, non voglio e non posso far parte della categoria degli artisti italiani perchè sono straniero, ma va benissimo così perchè questo paese mi ha dato tante possibilità e mi ha arricchito umanamente e professionalmente“.
Le esperienza televisive che lo hanno visto giudice e conduttore hanno influenzato il modo di affrontare il pubblico da parte dell’artista: “Parlare in tv davanti alla gente mi ha aiutato tantissimo. Ho fatto per sei anni il giudice a The Voice Francia, c’è stata l’esperienza di X Factor in Italia e poi è arrivato Stasera CasaMika che era un progetto poetico e romantico. Ero sicuramente piu’ forte sulla performance e sugli sketch rispetto alle interviste. Non sono un giornalista, avevo paura di diventare ridondante, ma è stata un’esperienza molto formativa“.
E su un nuovo progetto televisivo Mika ha spiegato: “Mi piacerebbe in futuro tornare in tv ma con un programma nuovo, ho un’idea, non sarei da solo, vorrei fare uno show con una persona imprevedibile di cui però non posso svelare il nome. Dalla Spagna mi è arrivata la proposta per otto puntate di CasaMika per una grande emittente. Sapevo che avrei dovuto scegliere tra fare tv per i prossimi due anni o pubblicare un album, ho scelto questa seconda strada“.
L’artista ha ricordato il legame speciale che aveva con il maestro Dario Fo: “L‘ho incontrato la prima volta a Napoli ed è nata subito una grande amicizia. Ogni giovedì andavo a trovarlo a casa sua, è stato un privilegio poter condividere del tempo con lui, mi ha insegnato tantissime cose. Avrei voluto portare a teatro insieme a Dario Fo lo spettacolo La fine del mondo, eravamo in un letto di un grande magazzino come La Rinascente e parlavamo in attesa della fine del mondo. Da lì è nata l’idea di Stasera CasaMika“.

Mika porterà le nuove canzoni e i suoi straordinari successi in Europa con il Revelation Tour che comincia a Londra il 10 novembre, per proseguire in Spagna, Francia, Italia (dal 24 novembre), Svizzera, Olanda, Belgio e Lussemburgo: “Il titolo del tour si collega alla ricerca della mia identità. Sarà uno degli show più importanti della mia carriera, con tante sorprese e un rapporto piu’ diretto con il pubblico, mettendo la musica al centro. Per la prima volta potrò cantare le canzoni del disco senza ansia, perchè sono essenzialmente forti. E’ un momento complicato della mia vita, ho perso cinque persone molto vicine a me, tra cui mia nonna, mia zia, la donna spagnola che mi ha cresciuto, mentre la salute di mia madre è peggiorata. Con questa turbolenza nella mia vita quando salgo sul palco, sentendo le voci di mia madre e mia sorella pre-registrate, ho la sensazione di cantare qualcosa di attuale. Se alla fine del concerto sarò riuscito a cantare anche un solo brano a cappella potrò dire che sarà stato un successo. La scenografia è spettacolare, è ispirata al mio mondo con installazioni che rappresentano i momenti della mia vita e ci sarà anche un piano “magico”. Sarà bellissimo portare la mia musica in tutta Italia“.
Il tour italiano promosso da Barley Arts si articolerà in 12 tappe nelle grandi arene di altrettante città, un record per un artista internazionale di grosso calibro: 24 novembre TORINO (Pala Alpitour); 26 novembre ANCONA (PalaPrometeo); 27 novembre ROMA (Palazzo dello Sport); 29 novembre CASALECCHIO DI RENO, BOLOGNA, (Unipol Arena); 30 novembre MONTICHIARI, BRESCIA (PalaGeorge); 2 Dicembre, LIVORNO (Modigliani Forum); 3 dicembre ASSAGO, MILANO (Mediolanum Forum); 1 Febbraio PADOVA (Kioene Arena); 2 febbraio BOLZANO (PalaOnda); 5 febbraio NAPOLI (Teatro PalaPartenope); 7 febbraio BARI (Palaflorio); 8 febbraio REGGIO CALABRIA (Palacalafiore).
Il tour proseguirà nella primavera del 2020 negli Stati Uniti, in Canada, Sud America, Giappone, Cina e Korea. Le prevendite al pubblico di ogni data del tour italiano sono aperte sui tre circuiti Vivaticket, Ticketmaster e Ticketone.
di Francesca Monti
