Intervista con il Cantaviatore Enrico Giaretta: il disco “Alphabet”, la campagna Intersos “La scuola salva la vita”, il sogno di scrivere una colonna sonora per un film e le lettere d’amore portate con l’aereo

“Alphabet” è il nuovo progetto discografico del pianista e cantautore Enrico Giaretta, noto come il “Cantaviatore”, in quanto è anche un pilota di aerei.

Protagonista del disco pubblicato su etichetta Universal Music è un pianoforte di quasi 100 anni utilizzato dall’artista per comporre i brani, che sono frutto di una registrazione istantanea, senza correzioni.

“Alphabet” è stato anticipato oltre che dall’omonimo singolo anche dal progetto dell’organizzazione umanitaria Intersos “La scuola salva la vita”, di cui Enrico Giaretta si fa portavoce e attivo sostenitore, con l’importante obiettivo di far crescere il tasso di alfabetizzazione e di accesso all’educazione nei Paesi che vivono emergenze umanitarie. Per ogni donazione effettuata, si riceverà in regalo una bagatelle, breve componimento musicale di 20 secondi corrispondente all’iniziale del proprio nome e creato ed eseguito dal talentuoso compositore (per contribuire https://www.intersos.org/la-scuola-salva-la-vita/ ).

La campagna Intersos “La scuola salva la vita” è stata raccontata attraverso un video realizzato in collaborazione con Vincenzo Mollica, che presta la sua inconfondibile voce a questa nobile causa.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Enrico Giaretta, parlando non solo del nuovo disco “Alphabet” ma anche del progetto Intersos e del suo lavoro come pilota degli aerei Poste Air Cargo che portano la posta e le lettere d’amore a milioni di persone.

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Enrico, ci racconti com’è nato il tuo nuovo disco “Alphabet”?

“Vivevo a Milano in quel periodo e avevo deciso di acquistare un pianoforte, così sono entrato in un negozio e mi sono appassionato a questo pianoforte che aveva quasi 100 anni, era un po’ malandato ma ben intonato, l’ho comprato e ogni mattina ho iniziato a fare improvvisazioni. Vedevo che suonando rimanevano in sottofondo dei rumori e ho voluto raccontare totalmente questo strumento dalla A alla Z, non solo le note ma anche l’anima. Avevo l’impressione di fare qualcosa di moderno, la tecnologia ci ha portato a livelli in cui chiunque può cantare, suonare, invece volevo fare un passo indietro di 100 anni e lasciare anche i miei errori. Siccome le improvvisazioni duravano 10-12 minuti abbiamo deciso di farlo diventare un triplo album, questo è il primo dalla A alla E, il secondo andrà dalla F alla O e il terzo dalla P alla Z”.

E’ molto originale e anche controcorrente questa idea di lasciare anche gli errori e di registrare istantaneamente i brani, visto che solitamente a livello musicale e non solo si cerca la perfezione…

“Mi farebbe piacere ascoltare anche gli errori dei grandi musicisti che conosco. Come dice Paolo Conte in una canzone “si sbagliava da professionisti”, quindi mi chiedo perchè debba suonare qualcosa di non realistico nel senso che è stato magari rifatto 16 volte finchè non si raggiunge la perfezione o sistemato in fase di post-produzione”.

A proposito di Paolo Conte, su di te ha espresso un giudizio lusinghiero dicendo “Finalmente ho trovato un allievo”…

“Abbiamo condiviso lo stesso produttore, Lilli Greco. Una volta Paolo Conte si appassionò a un brano che avevo scritto e disse: finalmente ho trovato un allievo. Credo si sia pentito di questa affermazione dopo dieci minuti ma ormai l’avevo già detto a tutti e si è sparsa la voce (ride)”.

Com’è nata la collaborazione con Intersos per l’importante campagna “La scuola salva la vita”?

“In quel periodo mi occupavo di relazioni etiche e musica presso la Pizzardi Editore che sosteneva tra le varie campagne quella di Intersos e stava partendo l’iniziativa La scuola salva la vita, io avevo appena terminato di scrivere il mio disco Alphabet e abbiamo deciso di collaborare. Umilmente dico sempre che sono un piccolo artista con una nicchia di appassionati alla mia musica però da pianista e cantautore ma soprattutto da padre per me è importante fare qualcosa per aiutare questi bambini che non riescono neanche ad avere accesso all’istruzione e sento quindi il bisogno di sostenerli. Credo che la collaborazione proseguirà anche con i prossimi due dischi e con altri progetti”.

Tra le tracce di “Alphabet” ce n’è una a cui sei piu’ legato?

“Enamorarse, la traccia numero 5, perchè è nata casualmente per un film di Francesco Patierno, “Diva!”, con la partecipazione di Carolina Crescentini, Isabella Ferrari, Michele Riondino, Barbara Babulova, Anita Caprioli, Silvia D’Amico, Anna Foglietta, Carlotta Natoli, Greta Scarano, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia due anni fa, che raccontava la vita della grande attrice italiana Valentina Cortese, recentemente scomparsa. Questo brano è anche presente nei titoli di coda del film, quindi ho un legame particolare con Enamorarse. Ho sempre sognato di far parte del mondo del cinema con le mie note. Sono stato invitato anche alla Mostra del Cinema di Venezia in occasione della presentazione del film ed è stato molto emozionante”.

Quindi tra i tuoi sogni nel cassetto c’è anche quello di scrivere una colonna sonora per un film o una serie tv?

“Assolutamente sì, penso di essere molto portato a descrivere immagini fotografiche attraverso la musica, in fondo vedo ogni canzone come un piccolo film sia nel testo che nelle note. Quindi sarebbe un sogno. In realtà ora sto lavorando a una piccola colonna sonora per un nuovo film ma non posso ancora parlarne”.

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Ti vedremo live prossimamente?

“Il 21 ottobre aprirò uno spettacolo di Piero Angela all’Auditorium Parco della Musica di Roma mentre il 18 ottobre nella stessa location prenderò parte a un evento legato alla scolarizzazione per la Festa del Cinema di Roma e poi farò un tour nei teatri d’Italia”.

Sei anche un pilota di linea, riesci a conciliare le due professioni?

“Assolutamente sì, sono passato dai passeggeri di Alitalia alla posta di Poste Italiane. Viaggio di notte pilotando l’aereo delle Poste Air Cargo, mi piace molto, ha quell’atmosfera poetica perchè riempio un aereo di posta e mi immagino siano tutte lettere d’amore. Oggi con la tecnologia si è persa la bellezza dello scrivere su carta e penna una lettera alla persona che si ama e dell’attesa della consegna da parte del postino”.

di Francesca Monti

 

 

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