BIENNALE MILANO: Ouverture in grande stile per la terza edizione. Ospiti Francesco Alberoni, Massimo Giletti, Jo Squillo, Dalila Di Lazzaro, Alviero Martini, Silvana Giacobini, Morgan e Paolo Liguori

Ouverture in grande stile per la terza edizione della Biennale di Milano che dall’11 e fino al 14 ottobre terrà in esposizione, presso il Brera site (Via delle Erbe,2), le opere di oltre duecento artisti contemporanei provenienti da oltre 40 Paesi nel mondo. La rassegna, organizzata e ideata da Salvo Nugnes e presentata da Vittorio Sgarbi, si pone l’obiettivo di valorizzare la democrazia nell’arte- questo il tema scelto per l’edizione 2019- per dare l’opportunità a quanti più artisti possibile di farsi conoscere attraverso il proprio talento.

«A Milano una Biennale è necessaria per intercettare il mondo di creatività variopinta che in quella stessa città si muove» -ha dichiarato Vittorio Sgarbi.

La mostra sarà aperta gratuitamente al pubblico tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 20:00. «In tutte le grandi città artistiche del mondo c’è una biennale d’arte – ha spiegato il curatore Salvo Nugnes -. È l’occasione per mettere in mostra l’arte che viene prodotta in quella città. Non ho mai capito perché solo Milano, con la sua storia e la sua tradizione legata all’arte, non avesse un appuntamento di questo tipo». A tagliare il nastro dell’esposizione sono intervenuti, tra gli altri, Francesco Alberoni, Massimo Giletti, Jo Squillo, Dalila Di Lazzaro, Alviero Martini, Silvana Giacobini, Morgan e Paolo Liguori che ha detto: «Oggi è necessario comunicare l’arte per conoscerla, si pensi ai grandi classici e se non fossero stati comunicati. La stessa comunicazione è un’arte. È meraviglioso vedere tutte queste opere esposte e soprattutto quelle di molte donne. È un messaggio importante quello che parte oggi da qua per la città di Milano: una città veloce, a ritmi frenetici, ha bisogno di fermarsi e ammirare l’arte».

Jo Squillo- Paolo Liguori-Morgan- Salvo Nugnes

«L’arte riempie tutto lo spazio dell’attualità, dell’uomo stesso. Tutto quello che vediamo è un prodotto artistico -ha commentato Morgan-. Esiste un’educazione al canto e alla parola. E l’arte va rispettata, così come l’artista vivente non quello già morto, compresa la sua casa, che a me è stata tolta. Nessun luogo sarà mai come la mia casa costruita con il mio ingegno. È errato togliere il luogo di lavoro all’artista, se è capitato a me può capitare a tutti. L’arretratezza dell’Italia ha prodotto questo».

La provocazione lanciata dal palco della Biennale Milano è stata una futura produzione musicale di Morgan con i testi scritti dal sociologo Alberoni che ha spiegato: «un tempo la canzone era poesia fatta di metrica, adesso si sta perdendo la poesia a favore dei testi delle canzoni che i giovani conoscono tutte. Sarebbe bello e auspicabile il ritorno alla poesia. Tutti gli artisti protagonisti a questa Biennale non avrebbero altro modo per potersi esprimere, per questo è democratica».

«L’arte è un linguaggio insito nell’essere umano- ha commentato Giacobini-. Siamo felici di vivere, abbiamo paura della morte e l’arte coniuga questi due opposti dell’esistenza nella libertà».

«Ho sentito un Ministro dire che con la cultura non si mangia- ha detto Giletti-. È evidente che alla politica di ogni tempo non interessa il grande patrimonio artistico italiano. Non riesco a capire come mai non riescono a trasformare tutto questo nella carta vincente per il nostro Paese ed è un peccato».

«L’arte è fondamentale per esprimersi -ha concluso Alviero Martini- e un Paese come l’Italia necessiterebbe di almeno tre ministri della cultura».

Sabato il programma vedrà protagonista alle ore 18:00 Edoardo Bennato che ha firmato anche delle opere in mostra.

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