
Tommaso, come ti sei trovato sul set della serie “Volevo fare la rockstar”?
“Gli attori sul set sono stati tutti molto simpatici e gentili con me e anche il regista Matteo è stato straordinario. Soprattutto con le attrici che interpretano le gemelle Emma e Viola si è creato un bel rapporto d’amicizia che dura ancor oggi a riprese terminate. Le giornate sul campo da rugby sono state molto divertenti e ho potuto conoscere uno sport che finora conoscevo poco”.
Com’è stato interpretare Maurizietto?
“Interpretare vari ruoli è la cosa più affascinante della recitazione. Mi piace la sfida di dovermi calare nel personaggio che hanno scelto per me. In questa nuova fiction è stato particolarmente bello il ruolo di Maurizietto perchè mi assomiglia molto. Nella vita reale mi ritrovo a fare un po’ lo sfacciato, il prepotente, ma in fondo sono un animo sensibile e buono. Questo personaggio mi è piaciuto ancora di più rispetto a quello interpretato in Sacrificio D’amore in cui ero il figlio ubbidiente e di buona famiglia dei due protagonisti (Francesca Valtorta e Giorgio Lupano)”.
C’è qualcuno della tua famiglia che ti aiuta a studiare i copioni?
“I copioni normalmente li studio da solo e poi una volta memorizzati i miei genitori e mia sorella mi danno le battute”.

Cosa dicono i tuoi compagni di classe riguardo la tua notorietà?
“I miei compagni nuovi non sanno ancora che faccio l’attore, è difficile che parli spontaneamente delle mie interpretazioni perchè non amo vantarmi. I miei precedenti compagni mi elencavano invece i lavori in cui mi vedevano, spot, moda, serie tv, ed io mi limitavo a sorridere perchè alla fine per me erano sempre le stesse cose”.
Dopo queste importanti esperienze vorresti continuare a fare l’attore anche nei prossimi anni oppure ti piacerebbe fare qualche altro mestiere?
“Al momento mi piace molto recitare, tanto che ho scelto per le superiori una scuola con indirizzo artistico/multimediale nella speranza di poter arricchire il mio talento artistico e magari continuerò a fare l’attore anche nei prossimi anni”.
di Francesca Monti
credit foto famiglia De Tuddo

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