“Helium” è il nuovo singolo della cantautrice veronese Normal, un brano che parla della voglia di emergere e di spiccare il volo, che deriva dalla sensazione di claustrofobia che si prova quando la tua routine, la tua città e la tua casa iniziano a starti strette.
Come nel testo vi è la contrapposizione tra la rassegnazione della prima strofa e la promessa di riscatto nel ritornello, nello stesso modo il cantato segue una lenta e malinconica linea melodica, per poi aumentare d’intensità, fino ad esplodere. Nell’inciso la scala ascendente delle armonizzazioni sottolinea l’idea di salita che si esplicita anche con la frase “I will rise”, ripetuta diverse volte come se fosse un auto incitamento. Un brano che è un invito a non mollare mai e a ricercare la propria felicità.
Classe 1992, Normal (vero nome Jessica Passilongo) ha iniziato a 10 anni un lungo percorso di formazione approcciandosi inizialmente alla chitarra, per poi orientarsi definitivamente al canto e alla tecnica vocale conseguendo la certificazione all’insegnamento presso l’Accademia Superiore di Canto di Verona diretta da Karin Mensah. Durante il lungo e intenso percorso di studi, che sostiene parallelamente a quelli che la porteranno nel 2016 al conseguimento della laurea magistrale in Neuroscienze e Riabilitazione Neuropsicologica, consolida la propensione alla composizione dando vita, fin dagli inizi, ad alcuni brani originali in italiano e in inglese. Da sempre alla ricerca della propria personale espressione musicale, in veste di turnista e di compositrice svolge frequenti sessioni di registrazione a servizio di djs e produttori, unitamente a numerose esperienze live che la vedono sia in qualità di protagonista con un proprio progetto orientato al pubblico dei clubs e di molte manifestazioni locali, sia in veste di corista in un bellissimo tour della cantante inglese Teni Tinks, al fianco di alcuni musicisti di eccellenza del panorama italiano (Phil Mer, Gianluca Mosole, Mattia Dalla Pozza, Sam Lorenzini). Sentendo il bisogno di esprimere, sempre di più, la propria e matura personalità artistica, in cui la sonorità della propria voce solista si intreccia spesso e volentieri alla pari con le armonizzazioni e gli arrangiamenti vocali che lei stessa sovraincide, dà vita a Normal, realizzando alcuni inediti fra cui Uranio, che è il singolo d’esordio del suo progetto.

Jessica, è uscito il tuo nuovo singolo “Helium” che parla del bisogno di stravolgere la propria vita e di sentirsi liberi. Ci racconti com’è nato questo brano?
“Ho scritto questo brano per esprimere la mia voglia di emergere e spiccare il volo: è un auto incitamento a non mollare, ad inseguire i propri sogni ed è la promessa che ho fatto a me stessa di farcela. Ho scelto infatti di chiamare questa canzone “Helium” perché l’elio è l’emblema della leggerezza, essendo addirittura più leggero dell’aria e rendeva perfettamente l’idea di libertà e salita verso l’alto che volevo esprimere. Volevo che gli ascoltatori, già dal titolo, pensassero a un qualcosa, come un palloncino, che si stacca da terra per spiccare il volo. Inoltre, mi piaceva l’idea che in greco antico fosse il nome del Sole, il simbolo di qualcosa che continua a rinascere all’infinito. Credo che molte persone sperimentino nella propria vita i miei stessi sentimenti e spero di riuscire, nel mio piccolo, a far arrivare loro tutta la carica e la determinazione che ho cercato di mettere in “Helium””.
Cosa nella tua vita ti regala questa sensazione di libertà?
“Credo che la vera libertà sia molto difficile da raggiungere, ma la musica possa portartici veramente vicino. Quando creo qualcosa che mi rispecchia e mi riempie di emozione, quando canto davanti alle persone e trasmetto tutti i miei sentimenti senza paura di sembrare fragile mi sento libera di essere me stessa. Non c’è miglior sensazione di spogliarsi di tutte le insicurezze e corazze mostrandosi per quel che si è realmente attraverso la propria musica”.
Il singolo è accompagnato da un video ufficiale. Dove è stato realizzato?
“Il videoclip è stato realizzato in due giornate: durante la prima abbiamo girato in esterna, al Ballon Festival di Ferrara, il festival delle mongolfiere. L’idea di fare le riprese all’aperto vuole sottolineare la sensazione di libertà espressa anche dalle mongolfiere, che si staccano da terra e si alzano verso il cielo, come se l’unico limite fosse l’orizzonte. Queste riprese infatti sono state usate prevalentemente per il ritornello. Durante la seconda giornata invece abbiamo girato al Clockwood Studio di Roverchiara (VR). Qui il focus era sulla mente, oggetto d’introspezione, e sulla sensazione di claustrofobia e di inquietudine. Abbiamo cercato di ricreare queste emozioni con l’immagine della testa intrappolata dentro una bolla di vetro in cui si urla tutto il proprio disagio che però non può essere sentito da “chi sta fuori”, ovvero dal mondo. Anche le scene riprese dall’alto, dove la persona sembra schiacciata a terra, sottolineano il senso di pesantezza e malessere. I palloncini lasciano però presagire che vi sarà una liberazione: anche se ancora ancorati a terra, stanno già volando, e danno l’idea che si possano staccare e librare da un momento all’altro”.
Come mai hai scelto Normal come nome d’arte?
“Ho pensato a lungo al mio nome d’arte e non è stato facile trovarlo. Non trovavo nulla che sentissi mio e che mi rappresentasse veramente. Capire chi si è non è facile. Un giorno, parlando di questi dubbi con un mio caro amico, è uscito questo nome. Mi ha detto: “Perchè non Normal? Tu sei normale, una ragazza con una passione, come tante, ma sei anche un’artista e gli artisti non lo sono per definizione. E poi cos’è normale al giorno d’oggi? Non è facile definirlo.” Questa conversazione è stata una rivelazione, ho sentito il nome subito mio, e sapevo di aver trovato quello giusto finalmente”.

Quali sono gli artisti a cui ti ispiri?
“Una delle mie maggiori fonti d’ispirazione, anche dal punto di vista compositivo, è Sia. Adoro inoltre la vocalità di Beyoncè e Ariana Grande e ammiro molto anche Billie Eilish per l’innovazione e la freschezza dei suoi brani. Per quanto riguarda il panorama italiano invece, sono cresciuta ascoltando Elisa e Giorgia”.
Hai preso parte in qualità di corista al tour della cantante inglese Teni Tinks. Che esperienza è stata?
“Stare sul palco a fianco di un’artista di quel calibro è stata un’esperienza magnifica che mi ha insegnato tantissimo e mi ha arricchita dal punto di vista artistico. Oltre alle sue capacità tecniche e alla perfezione della sua voce in ogni momento, ciò che mi ha colpita è stato il suo amore per la musica che si traduce in una grandissima professionalità. Lei vive e respira musica davvero in ogni momento: vedere come si comporta una vera professionista e vivere quell’esperienza è stato per me un trampolino di lancio mentale che mi ha spinto a dare il massimo e a credere, anche grazie alle sue parole, nelle mie capacità”.
Questo singolo andrà a far parte di un disco?
“L’obiettivo è quello di pubblicare un album in futuro, ma credo che per ora pubblicherò degli altri singoli che poi saranno raccolti in un EP. Ora come ora credo infatti che il mezzo più adatto per fare arrivare la mia musica al pubblico sia il singolo, pubblicato sulle piattaforme digitali, supportato da videoclip”.
di Francesca Monti
