Intervista con Paolo Pierobon che nella serie “1994” ha dato il volto a Silvio Berlusconi: “Ho cercato la persona senza chiavi parodistiche per restituirlo meno scontato e convenzionale”

In “1994”, la serie di grande successo andata in onda su Sky Atlantic e su Sky Cinema Uno, l’ultimo capitolo della trilogia che racconta gli anni che hanno cambiato il Paese fra la Prima e la Seconda Repubblica attraverso gli occhi e le storie di persone comuni, la cui vita si intreccia con quelle dei protagonisti del terremoto politico, civile e di costume che segnò la prima metà degli Anni ’90, Paolo Pierobon ha dato il volto a Silvio Berlusconi.

Il camaleontico attore veneto, che ha lavorato in teatro con registi del calibro di Luca Ronconi, Elio De Capitani, Eimutas Nekrošius e Stefano Massini, e che ha recitato in celebri fiction come  “Squadra antimafia”, è riuscito in “1994”, attraverso il suo talento attoriale, a restituire un Berlusconi autentico e non parodistico, mettendo in luce non solo il personaggio e la sua ascesa politica ma anche l’uomo e le sue fragilità.

pierobon

Paolo, nella serie “1994” dai il volto a Silvio Berlusconi, interpretandolo in modo magistrale, credibile e non caricaturale. Come hai lavorato per entrare nel personaggio?

“Ho approcciato Silvio Berlusconi come personaggio da interpretare, ho cercato la persona senza chiavi parodistiche per restituirlo meno scontato e convenzionale”.

Qual è stata la difficoltà maggiore?

“Le difficoltà maggiori erano le convocazioni sul set! Avevo tre ore e 45 minuti di trucco e arrivavo prima dell’alba con gli eroici reparti di trucco e parrucco”.

1994

Cosa ti ha piu’ affascinato di questo ruolo?

“La determinazione e l’entusiasmo fuori norma di Berlusconi, il suo avere sempre il sole in tasca…lavorare sulle zone d’ombra di tutto questo mi ha coinvolto molto”.

Qual è la tua opinione su Berlusconi come politico e cosa ne pensi dell’attuale situazione del nostro Paese?

“Non ho piu’ opinioni né sui politici né sui governi, ormai ho pensato tutto e il contrario di tutto, mi piacerebbe solo che al termine “eletto” corrispondesse una persona e un professionista superiore ai suoi elettori, culturalmente e umanamente. Poi mi dico: “svegliati!”. La situazione attuale è molto confusa e gridata, ma di veri “eletti” non ne vedo in giro”.

PIEROBON PAOLO 1

Nella tua carriera hai preso parte a film, serie tv e spettacoli teatrali di successo. C’è un ruolo che ti è rimasto maggiormente nel cuore e uno che ti piacerebbe interpretare in futuro?

“Li porto tutti nel mio cuore soprattutto i meno popolari o visibili. I prossimi ruoli che farò saranno quelli che mi piacerà interpretare”.

A quali progetti stai lavorando?

“Porterò in scena una riscrittura di Zio Vanja realizzata dalla regista ungherese Kristza Szerskij per il teatro Stabile di Torino”.

di Francesca Monti

Rispondi