Biagio Antonacci racconta “Chiaramente visibili dallo spazio”: “Mi commuovo ogni volta che penso a quel ragazzo di Rozzano che sognava di pubblicare il primo disco”

E’ un disco molto suonato, nato dall’intenzione di fare il cantautore ed è difficile da raccontare, andrebbe ascoltato, meditato e affrontato. A differenza degli ultimi ha una sonorità minimalista con strofe che suonano molto intime e chitarre che introducono la mia voce“, con queste parole Biagio Antonacci ha raccontato alla stampa il nuovo album “Chiaramente visibili dallo spazio” (Iris/Sony Music), in uscita il 29 novembre, il quindicesimo della sua discografia. “Ogni volta che penso al mio percorso, a quel ragazzo di Rozzano che sognava di pubblicare il primo disco, mi commuovo, mai avrei pensato di farne 15“.

Un progetto prodotto da Taketo Gohara, Placido Salamone e dallo stesso Antonacci, nato dalla voglia di raccontarsi in cui l’artista ha scelto di avvalersi di un nutrito gruppo di musicisti d’eccezione come il percussionista brasiliano Mauro Refosco (David Byrne, Red Hot Chili Peppers), il bassista Spencer Zahn (Charlie Haden, Kimbra), i chitarristi Massimo Varini e Placido Salamone, oltre ad una vera e propria orchestra, l’EdoDea Ensemble.

Ho sempre pensato che Taketo Gohara avesse qualcosa di speciale e ne ho avuto la conferma. Placido è un musicista pazzesco, l’ho conosciuto quando gli ho affittato casa a Bologna“, ha detto Antonacci che ha poi spiegato la scelta del titolo “Chiaramente visibili dallo spazio”: “Sono quattro parole che mi hanno aperto un mondo. Oggi siamo controllati e visibili anche dallo spazio nel senso che ogni giorno le nostre strade sono frequentate non solo da persone, cuori e anime ma anche da telecamere e codici e lo saremo ancora di piu’ nel futuro. Proprio perchè siamo sotto controllo abbiamo la responsabilità di fare cose belle“.

biagio-antonacci

Un disco con canzoni di qualità, leggere e profonde allo stesso tempo, che alternano al racconto di sè uno sguardo sulle relazioni, sulle vite degli altri, sul mondo esterno:  ““L’amore muore” è la descrizione preoccupata della nostra società, racconta la disillusione di un uomo consapevole che se non c’è la fiducia anche l’amore può morire, “La Vanità”, “Ci siamo capiti male”, “Beata te” e “Non è così sbagliato dirsi ciao”, esplorano con sincerità e ironia il lato “chiaro” di ognuno di noi, quello che mostriamo agli altri ma che spesso non coincide con ciò che realmente siamo. Vivo una vita normale, mi sveglio presto, vado a fare colazione al bar e ascolto i commenti negativi, i malumori della gente per la situazione attuale ma anche i tentativi di gioia e di buona volontà. Tutte queste informazioni sono importanti nella vita di un uomo e di un artista“.

Nella tracklist ci sono anche “Averti”, “Ti saprò aspettare”, “Una brava persona”, “Parigi sei tu”, con la voce di Edith Piaf tratta dal suo classico “Non, je ne regrette rien”: “E’ stata una cosa strana, Placido ha provato a mettere il campione della voce di Edith Piaf in griglia e stava benissimo in quel preciso momento della canzone. E’ l’immagine di Parigi, di una donna che cerca di fare una rivoluzione nella sua vita. “Una brava persona” è dedicata invece alle persone che incontro tutte le mattine al bar, che fanno sacrifici per crescere i loro figli, che non si sentono eroi“.

Biagio Antonacci è reduce dal tour di successo negli stadi con Laura Pausini: “Io canterei sempre con lei, abbiamo fatto un tour unico in cui siamo stati bene sul palco, siamo molto amici. Dopo questa espressione massima del pop sono tornato a dedicarmi a un progetto piu’ cantautorale”.

Nel disco c’è una prefazione di Moni Ovadia:Lo conoscevo di nome poi abbiamo pranzato insieme e ho scoperto una grande persona oltre che un cantautore, regista, produttore, manager, attore, un artista a tutto tondo“.

Il singolo attualmente in radio è “Ci siamo capiti male”, accompagnato da un video che vede protagoniste le ragazze della Nazionale di nuoto sincronizzato, vice campionesse del mondo a Gwangju 2019: “Mi piaceva l’idea di portare in un video uno sport non popolarissimo fatto da ragazze che si allenano otto ore al giorno, e il ritmo dell’acqua che è primordiale e che fa parte di noi da quando siamo ancora nella pancia della mamma“.

Per quanto riguarda il tour Biagio Antonacci ha raccontato di non avere ancora un’idea precisa:Potrebbe essere un tour teatrale, in un contesto piu’ intimo. Da qualche anno mi manca stare sul palco con la chitarra, con le luci addosso e creare un dialogo con il pubblico. Il mio sogno è fare un disco chitarra e voce“.

di Francesca Monti

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