Intervista con Anna Masullo, regista dello spettacolo “Delitto perfetto”, in scena al Teatro Ciak di Roma dal 14 dicembre al 6 gennaio

Al Teatro Ciak a partire dal 14 dicembre fino al 6 gennaio con una serata davvero speciale a Capodanno, sarà in scena un cult del genere Noir proposto dallo Stabile del Giallo, che terrà il pubblico col fiato sospeso dall’inizio alla fine: “Delitto perfetto”, con la regia di Anna Masullo.

Dal capolavoro di Alfred Hitchcock, Delitto Perfetto di Frederick Knott, traduzione di Maria Teresa Petruzzi, vedrà nel ruolo di protagonista l’attore Massimo Reale, noto al pubblico televisivo per le sue partecipazioni a numerose fiction di successo come Rocco Schiavone al fianco di Marco Giallini, affiancato da veri e propri veterani del Teatro Giallo: Linda Manganelli, Ruben Rigillo, Fabrizio Bordignon e Antonio Palumbo.

Delitto Perfetto è la visione di un assassino narcisista e carismatico che, come un teatrante geniale, è convinto di poter manipolare la realtà, di poter piegare eventi, persone e cose ai suoi interessi, con lucidità e perizia maniacale. Ma anche il più sofisticato dei piani può incepparsi per un granello che scivola in una macchina di morte elaborata e costruita per lungo tempo.

Abbiamo realizzato un’intervista con la regista Anna Masullo, ecco cosa ci ha raccontato.

da sin Bordignon Reale Manganelli Rigillo Capuano

Dal 14 dicembre sarà in scena al Teatro Ciak di Roma “Delitto Perfetto”. Come mai ha scelto questo testo?

“Direi che è “Delitto Perfetto” a farsi scegliere. È una delle trasposizioni cinematografiche di Alfred Hitchcock diventata tra le più famose. Aveva fiuto il Maestro del brivido! Frederick Knott, l’autore, scrisse solo tre testi teatrali tra cui Dial M for Murder (Delitto Perfetto appunto) la cui trama, ingegnosamente complessa, non poteva non solleticare la lungimiranza di Hitchcock e farne uno dei suoi capolavori”.

Quali sono le differenze e i punti di contatto dello spettacolo da lei diretto con il film capolavoro di Hitchcock e il thriller di Knott?

“Un punto di contatto con il film che rimane sempre e comunque una firma unica e inimitabile, è quello di evidenziare a mia volta la “finzione” usata dal protagonista Tony Wendice che come un teatrante geniale, cerca di manipolare la realtà e piegare eventi e persone al suo diabolico disegno. La differenza invece consiste nell’aspetto glamour ed edulcorato che ho spento per far vivere atmosfere più noir riguardo l’intreccio e i personaggi esplorando più in profondità le loro sfere emotive e relazionali. Aspetti che emergono maggiormente nel testo di Knott”.

Come ha scelto il cast?

“Conosco da tempo ed ho già lavorato con quasi tutto il cast, a partire da Antonio Palumbo, Fabrizio Bordignon, Massimo Reale e Linda Manganelli. Per la prima volta invece ho il piacere di lavorare con Ruben Rigillo. Una gran bella compagnia di bravissimi attori”.

Nello spettacolo viene affrontata anche una tematica attuale come quella della violenza psicologica e del tentativo di femminicidio…

“Sì, è la prima cosa che ho pensato leggendo tra le righe del testo e che mi ha spinto appunto ad andare verso una direzione che sottolineasse lo stato di subordinazione in cui vive Margot, la moglie di Tony, rispetto al marito. Ci troviamo di fronte ad un manipolatore assassino narcisista che pretende un controllo totale nel suo rapporto con la moglie e quando questo rischia di venire meno per l’entrata in scena di un altro uomo di cui Margot si innamora, aziona la macchina mortale con l’intento di portare la donna al patibolo. Parliamo poi di un periodo (gli anni ’50) in cui la donna doveva sentirsi felice nell’assicurare al proprio coniuge uno stato di serenità domestica in quanto un dovere però. Il nostro protagonista, è sicuramente un soggetto borderline in cui convivono l’immagine gentile insieme a quella perversa che favoriscono l’attuazione di un controllo esercitato con il plagio e la menzogna”.

Sta lavorando a nuovi progetti?

“Sì, subito dopo il debutto di Delitto Perfetto (dal 14 dicembre fino al 6 gennaio), comincerò le prove di Scala a Chiocciola che debutterà l’8 febbraio sempre al Teatro Ciak. Lì le atmosfere (nonostante si racconti la storia di un serial-killer) sfioreranno immagini più fiabesche ed oniriche. Vi aspettiamo!”.

di Francesca Monti

 

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