Intervista con Alessia Gennari, capitana dell’Unet Yamamay Busto Arsizio

Alessia Gennari, schiacciatrice e capitana dell’Unet Yamamay Busto Arsizio, attualmente seconda nella classifica di Serie A1 del campionato di pallavolo femminile, arriva da un 2019 eccezionale in cui ha vinto la Coppa Cev che è andata ad aggiungersi, nel suo palmares, a un campionato e una Coppa Italia, conquistati rispettivamente con il Pomi’ Casalmaggiore e la Foppapedretti Bergamo, e ha conseguito la laurea in Beni Culturali.

Ventotto anni, classe e grinta da vendere, Alessia Gennari ci ha parlato degli obiettivi stagionali con il club, delle emozioni vissute con la maglia azzurra alle Olimpiadi di Rio 2016 e di quello che si aspetta dal 2020.

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Alessia, la scorsa stagione è stata fantastica con la vittoria della Coppa Cev con l’Unet Yamamay Busto Arsizio e il conseguimento della laurea in Beni Culturali…

“La Coppa Cev per me e per tutta la squadra è stata molto significativa, dalla prima all’ultima partita abbiamo avuto come obiettivo la vittoria, dopo tanti anni siamo riuscite a riportare questo trofeo in Italia ed è stato importante per la società ma anche per tutto il movimento. Per quanto riguarda la laurea ho sempre portato avanti lo studio parallelamente alla pallavolo e laurearmi era uno dei miei obiettivi. Anche se ci ho messo piu’ tempo del previsto è stato un successo personale importante”.

La scorsa domenica è arrivata la vittoria in campionato contro il Casalmaggiore e ora siete seconde in classifica. Quali sono gli obiettivi per questa stagione?

“Gli obiettivi dichiarati a inizio stagione erano replicare la vittoria in Coppa Cev, stare tra le Big e raggiungere la Champions League, però stiamo prendendo consapevolezza del nostro valore e quindi non ci poniamo limiti”.

Come ti sei avvicinata alla pallavolo?

“Ho iniziato a giocare a pallavolo a 9 anni nel Volleyball San Martino che è la società di pallavolo del mio paese, San Martino in Rio (Re) dove vivo con i miei genitori. Da anni chiedevo a mia madre di poter praticare questo sport perchè andavo a vedere la partite di mia zia che giocava in Serie B2 a Parma e mi piaceva tanto”.

Nel 2016 hai preso parte con la Nazionale alle Olimpiadi di Rio, ci racconti le emozioni che hai vissuto?

“Arrivavo da un periodo difficile segnato da un infortunio, da un’operazione al ginocchio e avevo visto sfumare la possibilità di partecipare ai Giochi Olimpici. Dopo un’estate intensa, piena di lavoro, alla fine sono riuscita a partire per Rio con la Nazionale, anche se non ero al massimo fisicamente. A livello di risultati non è andata benissimo, ma è stata comunque la realizzazione di un sogno”.

Qual è la vittoria a cui sei piu’ legata?

“Lo scudetto con Casalmaggiore sia come valore della vittoria sia per come l’abbiamo raggiunto ha significato tanto per me, ha dato una svolta alla mia carriera. Avevo 22 anni e vincere il campionato è stata un’iniezione di fiducia e sicurezza. Ogni successo resta nel cuore, ma quello è stato davvero speciale”.

Il 2020 è ormai alle porte e tra gli appuntamenti sportivi in programma c’è anche quello con i Giochi Olimpici di Tokyo. Cosa ti aspetti dal nuovo anno?

“Potrebbe essere un 2020 molto interessante. Sono molto carica, mancano tre partite alla fine del girone di andata, siamo seconde, era tanto tempo che non stavo così in alto in classifica, dall’anno dello scudetto con la Pomì Casalmaggiore. Il 2020 potrà darci molte risposte. Avremo le qualificazioni della Coppa Italia, i playoff, la Coppa Cev, proveremo a raggiungere obiettivi su piu’ fronti.  Sarebbe bello poi rivivere il sogno olimpico a Tokyo, questa volta in maniera diversa da Rio”.

di Francesca Monti

credit foto UYBA

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