SANREMO 2020 NUOVE PROPOSTE: intervista con Gabriella Martinelli e Lula, in gara con “Il Gigante d’acciaio”: “Con questo brano vogliamo mettere in luce anche la problematica dell’inquinamento e della sicurezza sul lavoro”

Gabriella Martinelli e Lula, vincitrici di Area Sanremo, saranno in gara al Festival di Sanremo 2020 tra le Nuove Proposte con “Il gigante d’acciaio”, prodotto da Brando/Go Wild per Warner Music Italia.

Il brano, dai forti temi sociali, unisce il rock cantautorale di Gabriella, voce e chitarra, al rap di Lula, anche batterista. “Il gigante d’acciaio” fa riferimento all’ex Ilva, la più grande acciaieria d’Italia finita negli ultimi mesi alla ribalta della cronaca, ma è anche la storia di chi vive di sacrifici e si trova costretto a scegliere se vivere o lavorare.

Gabriella Martinelli è una cantautrice e polistrumentista pugliese, ha girato l’Europa da busker e vanta numerosi anni di gavetta suonando nei club, nei festival e nei teatri. Vincitrice di molti importanti premi legati alla canzone italiana d’autore, fra cui Musicultura nel 2014 e il Premio Bindi nel 2015, ha partecipato a The Voice of Italy 2013 e ha pubblicato due dischi, “Ricordati di essere felice” per l’etichetta Toto Sound Records nel 2015 e “La pancia è un cervello col buco” nel 2018 da indipendente.

Lula, nome d’arte di Lucrezia Di Fiandra, romana, classe 1995, respira sin da bambina la passione per la musica per via del fratello maggiore, bassista. Frequenta la “Percentomusica” di Roma dove studia batteria e pianoforte. Poco dopo intraprende lo studio del canto e arricchisce la sua esperienza musicale suonando in diverse formazioni come polistrumentista. Inizia a comporre le prime canzoni all’età di 20 anni, canzoni che sono il risultato dei suoi ascolti variegati: dal pop al rock, passando per il rap e la musica d’autore. Lula è impegnata nella costruzione del suo progetto musicale accanto a Gabriella e ai suoi musicisti di fiducia.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Gabriella Martinelli e Lula, ecco cosa ci hanno raccontato.

Gabriella e Lula, quali sono le vostre sensazioni a pochi giorni dall’inizio del Festival di Sanremo?

“Siamo emozionatissime, abbiamo fatto la prima prova con l’orchestra sul palco dell’Ariston ed è stato pazzesco. Siamo concentrate, cariche e non vediamo l’ora di cantare. L’obiettivo è fare una bella performance, ovviamente con il sogno di andare avanti e poter raccontare la nostra canzone piu’ di una sera. In questo momento la classifica non è il nostro primo pensiero, vogliamo goderci al massimo questa opportunità”.

Porterete in gara “Il gigante d’acciaio”, un brano dai forti temi sociali. Cosa ci raccontate a riguardo? 

Gabriella Martinelli: “Io sono originaria di un paese in provincia di Taranto, Montemesola e ho scritto questo brano lo scorso agosto perchè avevo voglia di raccontare la storia della gente del mio posto. Ti svelo un aneddoto: quando è nata la canzone ero sull’autobus che da Taranto mi avrebbe riportato a Roma, la città in cui vivo da un po’ di anni. Questo autobus parte dal porto mercantile, a due passi dal Gigante d’acciaio che sprigiona una polvere rossiccia, un composto di metalli pesanti che si deposita dappertutto e si trova a due passi dal quartiere Tamburi, definito appunto il quartiere rosso. Ho iniziato a scrivere qualche verso su questo grande mostro che al Sud è conosciuto come un elemento che fa paura perchè quando c’è vento forte non si esce di casa, i bambini non vanno a scuola e ne risentono anche i paesi limitrofi. Non è quindi un problema solo della città di Taranto. Io sono cresciuta a Montemesola e ho frequentato il liceo e studiato al Conservatorio di Taranto. Quindi sento questo problema fortemente e volevo che non rimanesse un argomento di pochi. Così ho deciso di coinvolgere Lula che non è pugliese ma romana e ha abbracciato con grande sensibilità questo argomento scrivendo anche lo special”.

Lula: “Il gigante d’acciaio vuole trasmettere un messaggio che va oltre il caso dell’ex Ilva, infatti racconta anche la storia di chi fa sacrifici e si trova a combattere dei muri  culturali e fatica a trovare un futuro davanti a sè. Sono felicissima di essere stata coinvolta da Gabriella in questa esperienza”.

Quanto oggi la musica e le arti in generale possono avere la capacità di smuovere le coscienze delle persone?

“Pensiamo che chi fa arte e cultura abbia delle responsabilità nei confronti della gente, intanto deve avere voglia di dire qualcosa di intelligente e ci piace pensare che la musica possa smuovere un po’ le coscienze. Con “Il gigante d’acciaio” c’è il desiderio di evidenziare anche la problematica dell’inquinamento, della sicurezza sul lavoro. Di giganti d’acciaio come l’Ilva in Italia ce ne sono tanti. Ci piaceva l’idea di portare alta la bandiera femminile, siamo tante donne nel mondo della musica e siamo grintose, abbiamo voglia di suonare fortissimo, rockissimo, dicendo cose importanti”.

Avete vinto Area Sanremo, che esperienza è stata?

“E’ stata un’esperienza lunga e assolutamente piena di soddisfazioni, ci siamo confrontate con artisti molto bravi, la qualità era veramente alta e abbiamo avuto la possibilità di esibirci di fronte a una commissione pazzesca formata da Andy dei Bluvertigo, Petra Magoni, Teresa De Sio, Vittorio De Scalzi, Gianni Testa, tutti professionisti grandiosi. E’ stata anche un’enorme soddisfazione ricevere la votazione piu’ alta”.

Gabriella, sei tra le voci italiane del Come to my home, un progetto nato in Africa…

“E’ un’esperienza tra le piu’ belle che abbia mai vissuto, è nato tutto per caso, suonavo in un piccolo teatro di Roma quando si è avvicinato Badara Seck, artista marocchino e direttore artistico di Come to my home, che unisce cantanti e musicisti da tutto il mondo di estrazione musicale e culturale differenti e mi ha proposto di tuffarmi in questo viaggio portando me stessa. Da lì è nata la mia partecipazione a questo progetto che si basa sull’improvvisazione totale, infatti vengono lanciati continuamente input da artisti diversi, uno suona la chitarra, un altro il gimbri ed escono cose pazzesche. Ho imparato tantissimo, ho conosciuto il vero senso di libertà abbattendo ogni muro culturale”.

Tornando al Festival di Sanremo c’è una canzone tra quelle delle passate edizioni a cui siete piu’ legate?

“Piu’ che a una singola canzone a un artista, Domenico Modugno, una leggenda della canzone italiana”.

A quali progetti state lavorando?

Gabriella Martinelli: “Dopo due dischi da indipendente ho firmato con la Warner Music Italia e sto lavorando al mio terzo album con la produzione di Brando/GoWild. Sto seguendo anche la produzione artistica del nuovo disco di Lucrezia, che uscirà a breve, insieme a Paolo Mazziotti e ai suoi musicisti di fiducia”.

di Francesca Monti

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