Intervista con Clotilde Sabatino, tra gli interpreti della serie evento “L’amica geniale – Storia del nuovo cognome”: “Un’attrice deve sempre mettersi in gioco e non smettere mai di studiare”

Tra gli interpreti della serie evento di grandissimo successo “L’amica geniale – Storia del nuovo cognome”, in onda il lunedì sera su Rai 1, tratta dal romanzo di Elena Ferrante e diretta da Saverio Costanzo, c’è Clotilde Sabatino, eccellente attrice di cinema, fiction e teatro, che interpreta il ruolo della professoressa Galiani, che insegna italiano al liceo e sarà una figura importante nella formazione scolastica e umana di Elena.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Clotilde Sabatino, ecco cosa ci ha raccontato.

Clotilde, nella serie “L’amica geniale – Storia del nuovo cognome” interpreti la Professoressa Galiani. Cosa puoi raccontarci a riguardo?

“Ha un ruolo fondamentale perchè istruisce Elena e la indirizza verso una formazione artistico-letteraria e anche politica di un certo tipo, riesce a incuriosirla, a interessarla, è un po’ un modello femminile per lei. La professoressa Galiani è acculturata, è schierata politicamente a sinistra e rappresenta l’evoluzione delle donne in quegli anni. Sono davvero contenta di interpretare questo personaggio”.

Come ti sei trovata sul set della serie?

“Mi sono trovata benissimo, il set è pazzesco, Saverio Costanzo è un regista geniale, le due protagoniste, Gaia Girace e Margherita Mazzucco, sono fantastiche, semplici, bravissime. In generale ho trovato un livello molto alto di professionalità in tutti i reparti, è stata una bellissima esperienza”.

Una serie che affronta tematiche come l’emancipazione delle donne ma anche la violenza nei loro confronti che sono di stretta attualità. Quanto la televisione oggi, attraverso queste storie, può essere utile per mandare messaggi sociali?

“Penso che sia molto utile, anche se per quanto riguarda la violenza sulle donne è un problema complesso su cui discutere e riflettere. Sicuramente ci sono degli strumenti piu’ importanti rispetto a una serie tv da mettere in campo, penso alle leggi, all’insegnamento nelle scuole, all’educazione dei ragazzi. Indubbiamente però una fiction può dare comunque l’idea del punto in cui eravamo e di quello a cui siamo arrivati per quanto riguarda l’emancipazione femminile. In generale sono temi delicati a cui non si può dare risalto soltanto attraverso la tv”.

La professoressa Galiani dà ad Elena una serie di libri da leggere durante le vacanze. C’è un libro che è stato particolarmente importante per te?

“Ultimamente sto rileggendo con una consapevolezza diversa “Il lavoro dell’attore di Stanislavskij”. Questo libro mi ha riportato a trenta anni fa, mi ha rinnovato uno spirito, una freschezza, un entusiasmo che col tempo si era un po’ perso. Secondo me è giusto riprendere i libri della formazione, è un esperimento che tutti dovrebbero fare per vedere cosa ti restituiscono dopo tanti anni”.

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credit foto Fabio Lovino – Sosia&Pistoia

C’è un professore che è stato fondamentale per la tua formazione come il tuo personaggio lo è stato per Elena?

“Ho conosciuto qualche mese fa Michael Margotta, un maestro americano, per una serie di coincidenze astrali ho potuto seguire il suo corso e mi ha cambiato la vita e il modo di recitare. E’ il maestro che cercavo da anni, è di altissimo livello e ha rinnovato in me l’entusiasmo, la voglia di ricerca, di sperimentare strade diverse da quelle che seguo quando lavoro abitualmente”.

Professionalmente quale obiettivo vorresti raggiungere?

“Il mio obiettivo è arrivare ad essere soddisfatta di quello che faccio e di come lo faccio. Mi piace recitare e vorrei essere sempre piu’ contenta e consapevole dei mezzi che utilizzo. Un’attrice, secondo me, deve mettersi in gioco e non smettere mai di studiare. L’umiltà non è una dote che può essere utilizzata soltanto perchè ti fa apparire carina agli occhi degli altri, ma è la molla che ti spinge a migliorarti, è quello il vero valore, non sentirti mai arrivata. Essere troppo convinta di te stessa ti fa rimanere ferma”.

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Recentemente ti abbiamo vista anche nella serie di Netflix “Baby 2”. Che esperienza è stata?

“E’ stata divertente, anche in questo caso sul set c’era una qualità attoriale molto alta, dei registi fantastici come Andrea De Sica e Letizia Lamartire. Il mio personaggio era la mamma di Brando (Mirko Trovato) e moglie di Roberto, interpretato da un attore bravissimo come Max Tortora. E’ una serie che è ispirata allo scandalo delle baby squillo dei Parioli accaduto qualche anno fa, quindi tratta un argomento delicato su cui bisognerebbe discutere tanto”.

Ti rivedremo a breve anche nella soap di Rai 3 “Un posto al sole” nei panni del commissario Giovanna Landolfi?

“Posso dire che mi vedrete a breve nella soap per qualche puntata, poi non si sa cosa accadrà”.

Prossimi progetti?

“Ho fatto dei provini interessanti ma per motivi legati alla mia napoletanità, sono molto scaramantica, non posso ancora svelare nulla”.

di Francesca Monti

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