SNOWBOARDCROSS: Michela Moioli trionfa a Veysonnaz e conquista la sua terza Coppa del Mondo

Una straordinaria Michela Moioli ha chiuso in bellezza la stagione vincendo la gara di snowboardcross in programma a Veysonnaz, in Svizzera, conquistando il successo numero 30 in carriera e la sua terza Coppa del Mondo.

La campionessa azzurra è stata autrice di un’altra prova perfetta, disegnando precise traiettorie che l’hanno portata al successo con 1300 punti di vantaggio nella classifica generale sull’australiana Belle Brockhoff.

In campo maschile secondo e terzo posto finale in Coppa del Mondo per Lorenzo Sommariva e Omar Visintin. La sfera di cristallo è andata all’austriaco Alessandro Haemmerle.

“Non potevo concludere meglio. Sapevo di avere la coppa in mano, ma ci tenevo a finire in crescendo, e vincere per tutta la mia gente. E’ stata una finale molto dura e spettacolare, sono dispiaciuta che molte atlete non fossero presenti, questa Coppa del mondo la considero come la mia terza figlia, sognata nell’intera stagione, ad ogni gara. L’intero team ha sempre lavorato al massimo, sapevo che ormai il risultato era cosa fatta ma ho voluto finire con una vittoria per legittimare la mia superiorità contro avversarie forti come Samkova, Brockhoff e Trespeuch. In finale ho fatto la differenza nella curva conclusiva verso sinistra, perchè ero un po’ in ritardo in terza posizione”, ha dichiarato Michela Moioli. “E’ un trionfo dedicato all’Italia, un bel momento da regalare al mio Paese che sta vivendo un momento di difficoltà, spero di avere portato un pizzico di serenità. Complimenti anche ai miei compagni di squadra che se la sono giocata fino alla fine in campo maschile. Il miglior momento dell’anno è stato a Cervinia, quando ho vinto davanti ai miei familiari, ai miei tifosi e amici. I giorni più difficili sono stati quelli in cui sono stata costretta a rimanere lontana dai miei affetti a causa di quanto sta succedendo e quando ho rischiato di non correre settimana scorsa a Sierra Nevada. Invito i miei connazionali a tenere duro, stavolta non mi commuovo perchè noi siamo più forti”.

Pochi giorni fa Michela Moioli con un post sui social aveva tracciato, proprio come fa con la tavola sulla neve, un intenso ritratto di suo nonno Antonio, ricoverato nella clinica Gavazzeni di Bergamo e positivo al coronavirus:

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Loro sono i miei nonni, Antonio e Andriana. Mia nonna la conoscete, perché spesso appare nelle mie storie e nei miei racconti. Il nonno non lo conoscete ed oggi vorrei raccontarlo. Antonio, classe 1935. È il tipico bergamasco DOC. Ha passato la sua vita lavorando, crescendo 4 figli, senza mai far mancar nulla alla sua famiglia. Vacanze, viaggi, benessere, una bella casa. Ha lavorato finché è riuscito e ha guidato finché ha potuto. Negli ultimi anni ha rallentato, è diventato più schivo e solitario. Ai pranzi di famiglia ascolta silenzioso la conversazione, sembra essere con la testa da un’altra parte ma poi, quando meno te lo aspetti, lancia una frase d’effetto che zittisce tutti. Il nonno c’è, è presente e apre la bocca solo al momento giusto. “Fa finta di non sentire”, dice la nonna, “li sculta chel che ga oia” (ascolta quello che ha voglia). Ad oggi mio nonno è ricoverato nella clinica Gavazzeni a Bergamo, positivo al Coronavirus. Da qualche giorno aveva un po’ di raffreddore e quindi, seguendo le indicazioni del medico, è rimasto tranquillo sul divano. Durante la notte però è caduto, rompendosi il femore, obbligando cosi la nonna a chiamare l’ambulanza. Non so se i miei nonni si sono salutati in quel preciso momento e non sappiamo come andrà a finire. So che mio nonno ha 84 anni, è ricoverato ed è SOLO. Nessuno può andare a trovarlo, nemmeno la nonna o i figli ( tutti in quarantena ora). Non vedo mio nonno da 3 settimane e spero di poterlo vedere ancora. Spero che il suo cuore e i suoi polmoni siano più forti di questo Virus, spero che tenga duro. Penso a tutti quei nonni che sono in questa situazione. Mariti e mogli divisi, senza potersi abbracciare o salutare per un’ ultima volta. Penso ai figli, ai nipoti ed ai pronipoti. I nonni sono lì da sempre. Hanno vissuto le guerre, la fame e cose che noi neanche sappiamo. Sono come dei grandi alberi secolari : diamo per scontato che ci siano, ma poi, quando li tagliano, ci mancano. Lasciano un vuoto. Questo è quello che questo virus ci sta facendo: ci mette in ginocchio lasciando il vuoto ovunque e dentro di noi. Non avremmo mai pensato che tutto questo sarebbe successo a noi. ⬇️⬇️⬇️

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L’augurio è che Michela Moioli possa presto rivedere il suo amato nonno e festeggiare insieme questo nuovo trionfo.

F.M.

credit foto Fisi

 

 

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