Intervista con Simone Tomassini: “Con “Quando tutto finirà” vorrei regalare a tutti un po’ di speranza in questo difficile momento”

In questo momento storico così complesso e incerto, la musica può portare un messaggio di speranza e regalare qualche minuto di serenità. E’ quello che ha fatto Simone Tomassini con il nuovo singolo “Quando tutto finirà” (Cello Label), ispirato dalle parole della figlia Charlotte e scritto di getto insieme all’autore Fernando Coratelli, cantato in casa e arrangiato, sempre a distanza, da Alessandro Cirone.

Una canzone emozionante che racconta con grande poesia la malinconia e la tristezza per quello che sta accadendo in Italia e nel mondo ma anche la voglia di non arrendersi per tornare non appena sarà possibile a fare quelle piccole cose che oggi assumono un valore diverso.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con il cantautore comasco, scoperto dalla Bollicine, la storica etichetta di Vasco Rossi, parlando del brano “Quando tutto finirà” e dei prossimi progetti.

Cover Tomassini quando tutto finirà

Simone, è uscito il tuo nuovo singolo “Quando tutto finirà”, una canzone di speranza che fotografa perfettamente il momento difficile che stiamo vivendo. Ci racconti com’è nato questo brano?

“E’ nato in un modo strano, ero in Argentina per il tour sudamericano con il featuring degli Amaro Lucano, avevamo 12 date in calendario ma alla sesta abbiamo dovuto fermare tutto per l’emergenza coronavirus. L’Ambasciata e il Consolato, di cui si parla poco ma che sono fondamentali quando sei all’estero, si sono subito attivati, ci hanno aggiornato sulla situazione e ci hanno dato modo di rientrare immediatamente in Italia. Una volta a casa ho abbracciato mia figlia Charlotte e tra le varie cose mi ha detto “Papi, quando tutto finirà prendiamo il camper e andiamo al mare?” e io le ho risposto di sì. All’inizio questa frase non mi ha colpito ma poi mi sono svegliato durante la notte, mi sono messo al pianoforte nel piccolo studio creato dentro la sala in modo da restare a casa con la mia famiglia, e ho iniziato a scrivere. Non riuscivo però a mettere insieme il testo. Erano le 3,30 e ho chiamato un amico autore che si chiama Fernando Coratelli con cui sto collaborando a diverse iniziative. Gli ho detto che avevo in testa questa frase: quando tutto finirà torneremo a far l’amore, e lui ha continuato dicendo “con la figlia del dottore ambarabaciccicoccò”, è stata la chiave di volta da cui è partito tutto. Abbiamo scritto il testo, io ho composto la musica e alle 7 di mattina ho chiamato la discografica perchè dovevamo pubblicare un altro singolo, piu’ rock e radiofonico rispetto a “Quando tutto finirà” che è piano, voce e archi ma abbiamo deciso di far uscire questo brano. E la scelta è stata esatta perchè tutte le radio lo stanno trasmettendo, quindi significa che se una canzone è bella funziona anche senza arrangiamenti fantasmagorici”.

Cosa ci racconti invece riguardo il video in cui alla fine si vede la copertina del singolo disegnata da Charlotte?

“Il video è stato girato in casa molto velocemente, all’inizio dovevo suonare il pianoforte ma l’idea non mi convinceva, così ho mimato la canzone mostrando alla fine la copertina del singolo realizzata da mia figlia che ha disegnato noi due, ma la cosa fondamentale, che lei mi ha fatto notare, è che le nostre mani non si toccano perchè c’è l’emergenza covid-19, quindi la canzone è di buon auspicio perchè quando tutto finirà si potrà tornare alla normalità. Questa è la visione dei bambini che è la piu’ bella, poetica e artistica che ci possa essere”.

Ascoltando il brano traspare il fatto che sia nato di getto, non costruito, perchè anche attraverso la tua voce passa l’emozione…

“Non c’è niente di pensato, è come se avessi scritto la canzone in quel momento, raccontando quello che mi passava per la mente, emozioni, tristezza, malinconia. C’è anche un attimo in cui ho avuto un cedimento emotivo e mi sono commosso, quando dico “adesso stiamo chiusi in casa”. Ho chiesto ai miei discografici se fosse il caso di cambiare la voce in quel punto del brano ma mi hanno detto di lasciarla così. Una delle cose che ho imparato dall’esperienza con Vasco Rossi è che una canzone va cantata quando c’è l’emozione giusta, e soprattutto quando c’è quella della prima volta, perchè non è mai come le altre. Le sensazioni che provi quando conosci una persona, quando nasce il primo figlio, sono irripetibili. “Quando tutto finirà” rappresenta la prima volta in cui ho esternato in modo amplificato lo stupore, l’emozione, il pianto, l’energia, il coraggio, la spensieratezza e la voglia di ricominciare perchè questo maledetto virus non ci dà tregua in questo momento e non riusciamo a venirne a capo ma confidiamo in chi ha studiato e ha le capacità per portarci fuori da questo disastro mondiale”.

Come stai trascorrendo queste giornate?

“Sto lavorando perchè con Paolo Meneguzzi abbiamo creato questa scuola, la Pop Music School, che ha sede a Mendrisio ma fortunatamente, avendo questa piattaforma online che ci aiuta ed essendo una scuola interattiva, possiamo gestirla da casa, facendo lezioni online con i ragazzi. Anche perchè andare in Svizzera al momento è impossibile. Poi interagisco con i miei fan, faccio le dirette sui social e con Paolo abbiamo lanciato “Cuando todo se termine”, la versione per il mercato sudamericano di “Quando tutto finirà” che sta andando molto bene”.

“Quando tutto finirà” è stato accolto benissimo anche dalle radio e sta riscuotendo un grande apprezzamento…

“Sono sincero, non me lo aspettavo. E’ una canzone nel mio stile, non c’è nulla di costruito e sta avendo una popolarità come accaduto per “E’ stato tanto tempo fa”. Ci sono radio che negli ultimi anni hanno passato di meno i miei pezzi, anche perchè ho sempre cercato di stare lontano da certi meccanismi, ma se ora questa canzone sta spopolando mi fa piacere perchè, ascoltandola, tante persone magari troveranno una speranza per uscire da questa difficile situazione”.

Secondo te la musica che ruolo può avere in un momento come questo?

“Ho ricevuto messaggi in cui tanti mi scrivono che sono disperati, che hanno perso il lavoro e hanno dei bambini da crescere, che non riescono a tirare la fine del mese. Certo la musica non risolve i problemi ma può alleviare le tensioni giornaliere, fare in modo di regalare alle persone un po’ di tranquillità. Noi italiani siamo un popolo di risparmiatori, di gente che ha sempre cercato di rialzarsi, abbiamo insegnato a tutti come si sta al mondo ma a volte siamo pasticcioni, creiamo cose incredibili e poi le distruggiamo. E’ il momento di far vedere quello che sappiamo fare. Credo che, nonostante tutto, la nostra Italia ce la farà”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Quando l’emergenza finirà e si ripartirà vorrei fare un concerto-evento per ringraziare tutte le persone che in queste settimane ci aiutano e sostengono. E poi mi piacerebbe tornare in Argentina per un nuovo tour, perchè non amo lasciare i progetti a metà”.

di Francesca Monti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...