Intervista con il doppiatore e narratore Andrea Piovan, voce dei documentari BBC e dei servizi di Live Non è la D’Urso

Andrea Piovan è tra i piu’ bravi doppiatori e narratori italiani, è la voce dei documentari BBC, tra cui l’evento Planet Earth 2, e dei servizi di Live Non è la D’Urso, ma anche di CR4 La repubblica delle donne, Giallo Zafferano e di molte pubblicità.

In questa piacevole chiacchierata Andrea Piovan ci ha parlato di come si è avvicinato al mestiere di doppiatore, ma anche dei nuovi progetti e dello spettacolo teatrale “Sospesi” dedicato alla sua città, Venezia.

Andrea Piovan (1)

Andrea, ci racconti com’è nata la tua passione per il doppiaggio?

“E’ nata da piccolo. Quando andavo alle superiori dopo la scuola facevo il deejay, poi con un amico, Franco, ho iniziato a costruire fisicamente con gli amplificatori le prime radio private negli anni Settanta, dopo essermi avvicinato al mondo radiofonico grazie a mio zio che è perito elettrotecnico. Mi piaceva anche leggere i testi ad alta voce e le storie alle mie zie quando in estate passavo intere giornate a casa loro in campagna, a Padova. Mio zio e mio nonno avevano anche la stalla con le mucche e amavo stare in quei luoghi, ero molto attratto dai quattro elementi della natura, acqua, fuoco, terra e aria, che sono ritornati nel corso della mia vita in particolare quando leggo i testi, in quanto legati al ritmo, al movimento. Poi ho iniziato a fare lo strillone nei centri commerciali Panorama a Venezia, la mia città, negli anni Ottanta, e col microfono invitavo i clienti a comprare dei prodotti. Un giorno è passato un signore e mi ha detto che avevo un bel ritmo e una bella voce e che sarei potuto andare a lavorare da lui per alcune pubblicità e così è stato. Successivamente un amico mi ha proposto di recarmi a Londra per fare dei provini per doppiare i cartoni animati per Boomerang e Cartoon Network, nel frattempo facevo lo speaker del campionato del mondo di beach volley. Arrivato in Inghilterra ho conosciuto altri colleghi di vari Paesi e ho cominciato a lavorare per la CNN, Discovery Channel, National Geographic, canali che ancora non c’erano in Italia perchè venivano trasmessi sulla piattaforma Telepiu’. Sentivo però che mancava ancora qualcosa. Un giorno Matilde che è stata anche la mia direttrice a teatro, mi ha detto di fare dei corsi teatrali di approfondimento ed è stata la svolta della mia vita perchè ho imparato le tecniche, le pause, il ritmo per leggere e interpretare il testo nel migliore dei modi e ho lavorato diversi anni con maestri quali Philippe Gaulier e e Jacques Lecoq”.

Come sei arrivato a diventare narratore italiano dei documentari BBC, tra cui  l’evento Planet Earth 2?

“Oggi vanno di moda i podcast dove si narrano storie su Amazon Alexa, su queste piattaforme dove puoi selezionare un racconto. La voce è molto importante nella vita di tutti i giorni e i documentari sono sempre stati legati alla narrazione. Io ho iniziato a lavorare alla BBC per caso, avevano sentito la mia voce e forse è piaciuto il mio modo di narrare, perchè avendo fatto la scuola di teatro ho imparato ad ascoltare il ritmo dell’acqua, degli animali, dei colori, lasciando spazio all’immaginazione dello spettatore. Anche quando faccio dei corsi con i bambini dico loro di guardarsi attorno, di osservare come cammina una lucertola, come vola una farfalla e di mettere i ritmi nel testo perchè associati alla fantasia, all’immaginazione, alle pause, possono creare mondi e situazioni diverse”.

Sei anche la voce ufficiale dei servizi di Live Non è la D’Urso…

“Mi ha sempre affascinato la voce dei trailer americani. Io leggo i palinsesti di Retequattro, lavoro con il canale 34, con Focus, Canale 5, Italia 1 e un giorno è arrivato un produttore di Live non è la D’Urso e un fonico mi ha detto che stava cercando una voce per presentare i servizi del programma in stile americano. Abbiamo fatto un provino e sono stato preso. Da lì è nata quella particolare voce che sembra da inquisitore e che piace tanto al pubblico ma che ora abbiamo abbandonato, vista la situazione”.

Come hai costruito questa voce?

“Nella costruzione di questa voce mi sono ispirato ai trailer americani ma anche al Capitano della commedia dell’arte, questa maschera che parla con una vocalità molto impostata e che ho conosciuto tramite i Sartori, maestri mascherai di Abano Terme con cui collaboro per la creazione delle maschere della commedia dell’arte come Arlecchino, Pulcinella, Pantalone”.

Cosa ci racconti invece di Alpacarl The Alpacop?

“Alpacarl The Alpacop è ideato da questi bravissimi ragazzi di Catania, ed è un cartone  ambientato a Mirrorville, una cittadina con uno specchio enorme che separa i belli e ricchi con i brutti e poveri. Io presto la voce al capitano Drebin e al sergente Foxtrot e insieme a Pietro Ubaldi, che è il piu’ grande doppiatore italiano, doppiamo questo cartone che andrà in onda su Boing o su Cartoon Network”.

E poi c’è Feel Good, il format televisivo di Edoardo Stoppa e Juliana Moreira…

“Lavoro da molti anni con Edoardo e Juliana. Feel good è un format dedicato al benessere in cui vengono dati consigli sull’alimentazione o sul tipo di ginnastica che le persone devono fare per tornare in forma”.

Che consiglio daresti ad un giovane che vuole diventare un doppiatore?

“Gli consiglierei di avere stupore, fantasia, conoscere il ritmo, osservare la natura, essere nel qui e ora, avere un animo aperto, saper ascoltare, tutte queste cose si costruiscono un po’ alla volta, insieme allo studio delle tecniche vocali e del ritmo. Suggerirei inoltre vivamente di fare un percorso pedagogico-teatrale, e poi di andare in uno studio di doppiaggio e ascoltare chi fa questo mestiere, facendo attenzione a come gli attori doppiano i film e a come pronunciano le frasi o fanno le pause”.

In carriera hai fatto tantissime cose diverse, c’è un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?

“Lo sto realizzando ed è uno spettacolo scritto da Marilisa Capuano che si chiama “Sospesi” ed è dedicato alla mia città, Venezia. La storia descrive la vita di un gruppo di ragazzi da quando erano bambini fino ad oggi che sono cinquantenni, e vedono ad esempio le navi che stanno creando grandi problemi alla città o l’acqua alta. E’ un viaggio introspettivo ed emozionale in cui Venezia viene mostrata attraverso i loro occhi. E’ un monologo e lo porteremo nei teatri di Milano”.

di Francesca Monti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...