Quattro ore di musica e parole, in una versione inedita, senza il pubblico che canta e salta in Piazza San Giovanni, distanti ma uniti dal potere delle canzoni. Il Concerto del Primo Maggio di Roma, in onda venerdì sera su Rai 3, organizzato da Cgil, Cisl e Uil, ha visto la conduzione di Ambra Angiolini dal Teatro delle Vittorie, tra performance registrate nelle varie piazze d’Italia, vuote e ancora piu’ intense e suggestive, come Milano, Bologna, Firenze, collegamenti in diretta e il live registrato nella Sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma.
La serata si è aperta con il sentito discorso di Ambra, da sola in una Piazza San Giovanni deserta al tramonto: “Tutti abbiamo bisogno di ripartire, non possiamo fare a meno del lavoro, dei diritti e delle tutele. Siamo in Piazza per proteggere quelli che non ci stanno, le domande sono le uniche certezze che abbiamo. Lasciamo la piazza con la volontà di tornarci il prossimo anno con musica e risposte. Non si tratterà di una festa quest’anno perché ci siamo accorti che tanti operatori sanitari non hanno lavorato con la giusta tutela, ci siamo accorti che è partita la campagna elettorale immediatamente, e di come le falle siano state coperte dai risparmi della gente comune, quella stessa gente che ora sta rischiando il lavoro, ci siamo accorti che troppo dire fa male, soprattutto se confuso. Ma ci facciamo un applauso perché ci siamo accorti tutti di quanta forza siamo capaci. Una domanda che ci facciamo spesso ma che questa volta ha un significato diverso: Come state?“.
Sono state quindi proiettate le testimonianze di lavoratori che hanno raccontato come stanno vivendo queste settimane di pandemia: infermieri, medici, commesse, autisti di bus, insegnanti, cassintegrati, rider, braccianti.
Ad aprire il Concertone è stato Vasco Rossi con un videomessaggio: “Sono qui per abbracciarvi tutti virtualmente, per colpa di questo distanziamento sociale che è una formula brutta perché fa pensare alla disgregazione sociale. Non possiamo festeggiare tutti insieme e così sono qui per un saluto e spero di abbracciarvi presto fisicamente”, ha detto il rocker lasciando spazio a immagini di suoi concerti e alla canzone “Un senso”, particolarmente adatta a questo periodo dove cerchiamo di dare un senso a quello che sta accadendo.
La serata è proseguita con Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale che si è collegato dalla sua casa a Bologna e ha detto: “Sono passato attraverso tutti gli stati d’animo e ho capito che non ne uscirò migliore”.
Quindi ci si è spostati a Milano, dove Gianna Nannini ha cantato piano e voce dalla Terrazza Martini “Notti senza cuore” e un medley di sue hits come “Donne in amore”, “Meravigliosa creatura”, “Sei nell’anima”. Al termine Gianna si è alzata e ha fatto il gesto di un abbraccio per stringere simbolicamente tutta la città di Milano, che dall’alto e completamente vuota è apparsa ancora piu’ maestosa del solito.
La linea è passata poi all’Auditorium Parco della Musica di Roma dove Alex Britti ha cantato “7000 caffé”, mentre Francesco Gabbani ha proposto “Viceversa” e “Il sudore ci appiccica”.
In una sorta di staffetta musicale che ha attraversato l’Italia, da Bologna, in piazza Maggiore, Lo Stato Sociale ha intonato una versione riarrangiata di “Una vita in vacanza”, e “La canzone del pane” con i Camillas che a causa del coronavirus hanno perso da poche settimane uno dei due fondatori, Mirko Bertuccioli.
Zucchero, dopo un medley con le immagini dei suoi concerti, ha cantato al piano “La canzone che se ne va” e ha detto: “Per uno come me che è sempre in giro è dura. Io sto a casa al massimo due o tre mesi all’anno. Ma non voglio parlare di me, parliamo di quante persone fanno parte del mio tour, da 60 a 80 persone almeno. Sono ragazzi che hanno famiglie da mantenere e non sanno cosa succederà”.
Si è tornati quindi all’Auditorium con Paola Turci che ha proposto le emozionanti “Fatti bella per te” e “Bambini” con cui nel 1989 ha vinto il Festival di Sanremo nella categoria Emergenti, quindi da Bassano del Grappa Francesca Michielin ha cantato piano e voce “Cheyenne”.
Il Concertone è proseguito con i fratelli Edoardo ed Eugenio Bennato che da Napoli hanno regalato “L’isola che non c’è” e “La realtà non può essere questa”, il cui ricavato sarà devoluto all’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli.
Da Firenze Irene Grandi con la sua band ha cantato “La cometa di Halley” e “Finalmente io”, chiudendo l’esibizione con queste parole: “Mai quanto ora capiamo quanto siamo interconnessi e interdipendenti. Se succede qualcosa lontano da noi ci riguarda lo stesso. Spero che questa sia una ripartenza e che una politica intelligente sul lavoro rimetta al centro il rispetto per l’uomo e per il pianeta”.
A seguire un altro momento emozionante dall’Auditorium di Roma: Tosca ha intonato una splendida versione personale di “Bella Ciao”, chiusa con la frase: “La rivoluzione è un lavoro poetico”, quindi accompagnata al piano da Danilo Rea ha cantato “Ho amato tutto”.
Ermal Meta ha invece presentato il nuovo singolo “Finirà bene” mostrando in anteprima le immagini del video, mentre Bugo ha cantato “Sincero” con Nicola Savino e “Mi manca” con Ermal.
La sacerdotessa del rock Patti Smith con un video registrato ha cantato “Grateful” chitarra e voce, accompagnata al piano da sua figlia Jesse e ha mandato un messaggio all’Italia: “Happy Labour Day to everyone, happy Labour Day to Italy”.
Il secondo artista internazionale della serata, Sting, ha cantato da Londra “Don’t stand so close to me”, rivolgendo un ringraziamento agli operatori sanitari e a tutti i lavoratori in prima linea: “Vorrei celebrare tutti i lavoratori, i guidatori di bus e treni, i corrieri e i postini, gli insegnanti e in particolar modo gli infermieri e i medici. Siete tutti bravissimi”.
Il concerto è proseguito dall’Auditorium di Roma con Niccolò Fabi che ha cantato “Una buona idea” e “Costruire”, con Noemi che ha proposto “Sono solo parole” e “Vuoto a perdere”, con Leo Gassmann che ha portato sul palco “Vai bene così” con cui ha vinto il Festival di Sanremo 2020 tra le Nuove Proposte, con Fulminacci che ha cantato “San Giovanni” e Fabrizio Moro che ha proposto “Pace” e l’intensa “Portami via”.
Quindi è stato proiettato in anteprima il video di “Assenza”, il nuovo singolo di Gianna Nannini. Si sono poi esibiti Margherita Vicario con “Mandela”, Dardust e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz.
A seguire Ambra Angiolini si è collegata con Michela Marzano e Carla Signoris per parlare delle donne che si sono particolarmente distinte in questo periodo ma il cui lavoro eccezionale è stato poco sottolineato, come ad esempio quello della dottoressa Maria Rosaria Capobianchi che è stata la prima ad isolare all’ospedale Spallanzani il Sars-cov2.
Rocco Papaleo ha cantato “Azzurro” con una sua versione riarrangiata, l’Orchestra di Santa Cecilia ha omaggiato Ennio Morricone con alcune sue celebri colonne sonore, quindi dopo i saluti e l’appuntamento in piazza nel 2021, Alex Britti da Piazza San Giovanni con Hey Joe di Jimi Hendrix ha chiuso il Concertone.
Su RaiPlay potete rivedere tutto il Concerto:
Su RaiPlay l’after show del Concerto del Primo Maggio Roma 2020:
di Francesca Monti
