Intervista con il duo electro-pop Diamine che ci presentano il disco d’esordio “Che diamine”

“Che Diamine” (Maciste Dischi/Sony Music Italy) è il titolo dell’album d’esordio del duo electro-pop romano Diamine.

“Una voce umana immersa nell’oceano della tecnica, un album dello stupore e del contrasto, di relazioni per ascoltatori dal futuro”, così gli stessi Andrea e Niccolò hanno definito il progetto che è stato anticipato dai singoli “Via del macello”, immerso in un’atmosfera dal gusto noir che si alterna ad una psichedelica esplosione di colori fluorescenti, “Bolle di sapone” con un testo criptico e a tratti visionario, “Ma di che”, una finestra aperta sull’assurdo che mette in discussione tutti gli standard di comunicazione, e “Isolamento”.

DIAMINE - Che Diamine COVER_B

“Che diamine” è il vostro disco d’esordio. Ci raccontate com’è nato?

“Eravamo seduti io e Nico sulla schiena di un rinoceronte a fumare e discutere di musica già da parecchie ore quando arrivò Diamine dal nulla e ci disse: “Ma che cosa state facendo? Niente!”. Il vecchio con i baffi colorati aveva ragione, tornammo subito a casa e cominciammo a scrivere brani di cui la maggior parte andò cestinata. Tuttavia questo ci ha permise di infilarci nella realtà strappandoci al sogno e così cominciammo a mischiare le carte e ripetere il gioco all’infinito”.

Come avete lavorato al sound dell’album?

“Basandoci sul piacere fisico del suono e secondo i mezzi a disposizione. Un esercito di strumenti virtuali comunque ti porta ad una sperimentazione infinita e se non hai un’immagine del suono pre-definita rischi di diventare tu il servitore del servo, correndo in eterno dietro alla tecnologia. La produzione è stata principalmente opera di Niccolò, il mio socio e amico, lavorata poi in parte da Federico Nardelli a Roma e in parte da Ivan Antonio Rossi a Milano”.

Ascoltando “Che Diamine” mi hanno colpito in particolare due brani: “Chiunque tu sia” e “Così via”. Cosa ci raccontate a riguardo?

“Sono due brani dalle larghe braccia, scritti nello stesso periodo: “Chiunque tu sia” è una canzone che vive di grandi salti nel vuoto e, consapevole del rischio, si gode la cortesia che la follia dell’amore concede. La musica di Nico e il mio testo erano da subito complementari, siamo spesso in sintonia, soprattutto quando parliamo poco.

“Così Via” è figlia di una sessione in cui la voce è stata fatta senza avere un testo, lasciandosi libero nella musicalità delle parole. In quel periodo leggevo “Il mestiere di vivere” (il diario di Cesare Pavese) e c’era ad un certo punto una sua tragica riflessione che finiva ironicamente con: “e così via”. Evidentemente mi colpì. Ridere delle disgrazie è una grande risorsa, lo sanno bene gli infermieri e noi siamo un popolo che non ha rivali in questo. Solo noi abbiamo prodotto così tante vignette sul Corona in così breve tempo. Abbiamo trasformato subito il virus in un “meme” su cui ridere, è un bel modo per affrontare le cose”.

Una delle tracce si intitola “Isolamento”, un tema molto attuale. Come state trascorrendo queste giornate?

“Come tutti: puoi leggere, scrivere, suonare, correre, disegnare, cucinare, costruire, fare meditazione, ascoltare musica, vedere film, ecc… ma in realtà non ti sembra mai di vivere davvero perché manca la cosa che più di tutte è fondamentale per la nostra vitalità: le relazioni umane”.

Come si è formato il vostro duo?

“Con l’aiuto di qualche reazione, come i composti chimici.  Siamo due amici dalle scuole medie ma non avevamo mai avuto un progetto comune, ci vedevamo solo per parlare di musica. Nico suonava la batteria e io il basso in due band diverse. Ricordarci bene dei nostri visi da bambino ci ha permesso di tenere in vita una buona parte di noi anche da adulti. Non ci siamo dimenticati”.

A cosa vi ispirate per scrivere le vostre canzoni?

“Nico di solito scrive la musica e io il testo poi, in secondo luogo, io critico la musica e lui il testo. Si avvia così una battaglia artistica dove ne esce soltanto quello che è essenziale per tutti e due portare avanti. Qualche volte ci siamo aiutati e altre ostacolati ma dai rapporti c’è da imparare. Tutto nasce dall’entusiasmo, la meraviglia per qualcosa o qualcuno”.

Quale pensate possa essere il futuro della musica dopo la pandemia?

“Non lo so, una dilatazione di questo presente, le cose cambiano ma meglio non farsi idee e tenere la mente libera da quello che ci crediamo capaci di calcolare. Teniamo gli occhi aperti e dedichiamoci all’unica vera dea: Sua Maestà Realtà”.

Questa la tracklist dell’album, disponibile in streaming e in digitale:

  1.  Supersonica
  2.  Ma di che
  3.  Via del macello
  4.  Bolle di sapone
  5.  Da qualche parte
  6.  Chiunque tu sia
  7.  Isolamento
  8.  Niente di personale
  9.  Così via
  10. Diamine

di Francesca Monti

Rispondi