Intervista con Valeria Bilello, protagonista della serie “Liberi Tutti”: “La parola libertà per me significa essere se stessi e poter portare avanti le proprie idee a testa alta, senza farsi calpestare da nessuno”

Valeria Bilello è tra i protagonisti della serie “Liberi Tutti”, in onda il sabato sera alle 22  in prima tv su Rai 3, creata da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo e già interamente disponibile su Rai Play.

“Liberi tutti” è la cronaca dello scontro tra due concezioni di vita, quella di Michele Venturi (Giorgio Tirabassi), avvocato d’affari, che tiene conto solo delle necessità egoistiche e concepisce la vita come una guerra di tutti contro tutti, e quella del cohousing Il Nido in cui è costretto agli arresti domiciliari, un modello di coabitizione solidale ed ecosostenibile, che invece si oppone decisamente a questa visione del mondo e la considera anzi come la strada maestra verso il baratro.

Nella serie Valeria Bilello, poliedrica attrice siciliana che ha debuttato al cinema con Pupi Avati e Gabriele Salvatores e che è molto apprezzata sia in Italia che all’estero tanto da essere scelta dalle sorelle Wachowski per far parte del cast di “Sense8”, interpreta Nicoletta, una gallerista che proviene da una famiglia borghese, una donna eterea e dalla bellezza sofisticata. Laureata in storia dell’arte, con leggerezza sostiene tutte le cause nobili, ma non ha né l’aggressività né la caratura ideologica di altri cohouser.

In questa piacevole chiacchierata Valeria Bilello ci ha parlato di “Liberi Tutti” ma anche dei prossimi progetti e del suo esordio in tv come vj a Mtv.

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credit foto ufficio stampa Rai

Valeria, in “Liberi tutti” interpreti Nicoletta. Ci puoi presentare il tuo personaggio?

“E’ tra le fondatrici di questo cohousing chiamato Il Nido, è la migliore amica di Eleonora (interpretata da Anita Caprioli), ex moglie di Michele, e insieme hanno creato questo posto in cui credono fermamente portando avanti nobili battaglie. Nicoletta, diversamente dagli altri, ha una vocazione artistica, lavora in una galleria d’arte ed è anche un po’ leggera ma non superficiale, è carina ma non è una gatta morta, è furba, in gamba, a tratti determinata e indipendente anche per quanto riguarda le dinamiche che si svilupperanno nel corso della storia relativamente a questa amicizia romantica che ha con Michele. Infatti ci mette poco a conquistarlo ma anche a definire che non c’è nessuna storia tra di loro. Nicoletta è una creatura libera”.

Una serie nata prima del lockdown, infatti è andata in onda a dicembre su RaiPlay, ma che in questo momento risulta comunque in qualche modo attuale perchè affronta, seppur con una accezione diversa, il tema della libertà…

“Il titolo è completamente casuale perchè la serie è uscita su RaiPlay a dicembre ma effettivamente se pensiamo al periodo che stiamo vivendo è attuale. Certo l’isolamento degli inquilini del cohousing non ha niente a che vedere con il lockdown per la pandemia, perchè loro decidono di vivere al Nido per motivi di libertà e legati alle cause che portano avanti”.

Nella serie si scontrano due modi di vivere, quello di Michele, incentrato su una visione egoistica e in guerra contro tutti, contrapposto a quello degli abitanti del cohousing, improntato sulla condivisione e sulla solidarietà…

“Michele Venturi è un avvocato disposto a passare sopra qualunque cosa pur di ottenere quello a cui aspira e per questo si scontra frontalmente con gli altri abitanti del Nido che hanno una concezione della vita basata sulla consapevolezza, sui valori. Michele farebbe qualunque cosa per andarsene da lì però poi si deve abituare e sottostare alle regole di quel posto per poter sopravvivere”.

Cosa rappresenta per te la libertà?

“La libertà in generale è essere se stessi, poter portare avanti le proprie idee a testa alta senza farsi calpestare da nessuno. In questo momento è ovvio che abbia un’altra accezione, piu’ fisica nel senso di potersi spostare da un posto all’altro, potersi abbracciare, ma rimango dell’idea che la libertà piu’ importante sia quella di pensiero, di parola, che poi determina l’uguaglianza tra le persone”.

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credit foto ufficio stampa Rai

Come ti sei trovata sul set dove hai ritrovato Giorgio Tirabassi con cui avevi già avuto modo di lavorare nella serie “Squadra Mobile”?

“Mi sono trovata bene, conoscevo sia lui che Anita Caprioli, abbiamo passato un’estate molto bella insieme sul set. E’ stato divertente lavorare di nuovo con Giorgio in queste dinamiche pseudo-romantiche perchè avevamo trascorsi polizieschi, in cui facevamo appostamenti e ritrovamenti di corpi, ora invece parliamo di arte con bottiglie di vino da stappare. C’è una grande confidenza tra noi e una bella amicizia che va avanti da qualche anno”.

Quali progetti hai in programma?

“Dopo Liberi tutti, uscirà ad agosto negli Stati Uniti un film inglese che verrà distribuito nei cinema che saranno aperti, nei drive-in e in contemporanea mondiale in streaming. Poi ho girato un’altra serie per Netflix che esce in autunno e si chiama Curon”.

Come vedi invece il futuro del cinema in Italia dopo la pandemia?

“In Italia il vero punto interrogativo secondo me non è tanto la distribuzione dei film ma come tornare sul set. So che stanno organizzando dei protocolli ma bisogna capire come metterli in pratica, gli attori vanno testati e poi devono vivere una sorta di quarantena, c’è anche una parte assicurativa legata agli interpreti che recitano in un film che ora diventa complicata. Il problema è la produzione, rimettere in piedi i set e ricominciare a girare. Fino al 2020 possiamo vedere film e serie già pronte, ma alcuni progetti sono stati interrotti a riprese non ancora ultimate e hanno bisogno di riprendere la lavorazione. La vera domanda è come faremo a produrre nuovi film fino a quando non si troverà un vaccino”.

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A proposito di produzioni estere, hai preso parte alla serie italo-spagnola “Lontano da te” e a quella americana “Sense8” delle sorelle Lana e Lilly Wachowski e di J. Michael Straczynski. Che esperienze sono state?

“Lontano da te è una serie molto carina, avevo già avuto modo di lavorare con il regista Ivan Silvestrini in occasione della sua opera prima e ho interpretato Francesca, la compagna del protagonista Massimo (Alessandro Tiberi). E’ stato buffo avere a che fare con apparizioni e sparizioni. “Sense8″ invece è stata una pietra miliare nel mio percorso, un momento di grande cambiamento nella mia vita e nel mio lavoro, una tappa importantissima. Ho avuto la possibilità di prendere parte due volte a questa serie, nella seconda stagione girata a Berlino nel 2016 e poi nell’episodio finale nel 2017 con le riprese a Napoli e a Parigi. E’ stata un’esperienza magnifica perchè Lana Wachowski è strepitosa, ha un suo modo particolare di lavorare. Mi sono trovata benissimo con i miei colleghi e ho legato molto con Brian J. Smith e con Doona Bae”.

Come ti sei preparata per interpretare Lila Facchini?

“La difficoltà è stata preparare il personaggio per i provini che sono stati tantissimi, però con il passare dei giorni mi ero fatta un’idea chiara di come dovesse essere. All’inizio Lana ha voluto che leggessi i libri di Elena Ferrante perchè era rimasta colpita dalla figura di Lila de L’amica geniale, che è poi diventata un riferimento fondamentale nella costruzione del personaggio. Tra l’altro era la prima volta che interpretavo una cattiva ed è stato molto divertente. I villain si sentono come bambini feriti quindi basta andare a pescare l’emozione che provano e capire quale sia il giocattolo che è stato loro tolto per innescare il meccanismo della cattiveria che emanano”.

Hai esordito in tv come vj a Mtv conducendo diversi programmi di successo, da Hitlist Italia a Mtv Select e On The Beach. Che ricordo hai di quel periodo?

“E’ stato un bellissimo periodo. Dopo Mtv e Nonsolomoda su Canale 5 mi sono allontanata dalla tv e nel frattempo sono arrivati i film “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati e “Happy Family” di Gabriele Salvatores ed è iniziata la mia carriera cinematografica. E’ come se fosse stata un’altra persona a fare quei programmi. Lavorare a Mtv è stata una sorta di liceo prolungato con una grande spensieratezza e incoscienza e mi ha dato la possibilità di accedere al mondo della musica con un braccialetto al polso nel senso che potevamo toccare con mano delle meravigliose realtà, intervistando popstar famose. Essendo molto giovane da un lato è stata una responsabilità dall’altra il sogno di ogni teenager”.

Un sogno nel cassetto…

“Ce ne sono diversi ma non si possono dire altrimenti non si avverano (sorride). In generale vorrei continuare a fare il mio lavoro con la stessa passione e lo stesso entusiasmo e interpretare altri ruoli belli come mi è capitato quest’anno”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Alessandro Pizzi

Si ringrazia Other Srl

 

 

 

 

 

 

 

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