Intervista con il cantautore Michele Pecora: “La vita torna sempre, anche quando tutto sembra andare male”

Dopo il grande successo della seconda edizione di Ora o mai più, fortunato programma di Rai1 condotto da Amadeus, in cui ha presentato l’inedito “I Poeti”, Michele Pecora ha pubblicato il nuovo singolo “E la vita torna”, che lancia un messaggio di speranza rivolto ad ognuno di noi, perché la vita torna per tutti, anche quando ti toglie qualcosa.

La canzone è stata scelta per un’iniziativa che sarà dedicata alle Case di Riposo della Valle del Fiastra di Macerata, grazie all’idea dell’imprenditore Giorgio Longhi.

Il cantautore, dal 1977, anno del suo esordio, ha saputo attraversare una lunga pagina di storia della musica, crescendo e rimanendo al passo con i tempi senza però rinunciare alle sue ballate ricche di sentimento e poesia, alla sua musica e allo stile inconfondibile.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Michele Pecora, parlando del nuovo singolo, del disco che uscirà prossimamente e del futuro della musica dopo la pandemia.

copertina Michele Pecora (1)

Michele, è uscito il tuo nuovo singolo “E la vita torna” che porta un messaggio di speranza in un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo. Ci racconti com’è nato?

“E’ stato scritto a settembre 2019 ed è nato dalla consapevolezza, che ho riscontrato personalmente, che la vita ci mette di fronte a prove importanti e a volte difficili, però ci offre spesso anche delle opportunità. Non sempre ce ne accorgiamo perché magari in quel momento abbiamo problemi e sofferenze ma di lì a poco forse nascerà una nuova strada per rimettere le cose a posto. Quindi la vita torna sempre, anche quando tutto sembra andare male”.

C’è un verso della canzone in cui dici: “Le cose importanti cominciano quando pensavi che tutto stesse finendo”. Ti è mai capitato che arrivasse qualcosa di importante dopo un momento negativo?

“Sì, nel 1995, l’anno in cui sono andato a Sanremo come direttore d’orchestra e autore, un’edizione molto bella condotta da Pippo Baudo. Arrivavo da un periodo difficile sia nel lavoro che nel privato e un giorno mi hanno chiesto di scrivere un pezzo per un’artista giovane che sarebbe andata al Festival. Mi sono fatto forza e in un momento di ispirazione ho composto il brano “Rivoglio la mia vita” che è stato interpretato da Lighea, e da lì si sono aperte tante strade, si è capovolta la situazione”.

Cosa ci racconti invece riguardo il video di “E la vita torna” in cui sono presenti danzatrici e un’artista di sand art?

“Paola Saracini è una bravissima artista di sand art e ha sviluppato questa tecnica del disegno con la sabbia. Ci siamo conosciuti in occasione di una serata a teatro in cui aveva fatto un’esibizione straordinaria disegnando alcuni momenti della kermesse musicale. Era già presente nel video de I poeti e anche questa volta ho pensato a lei perchè riesce a raffigurare perfettamente lo stato d’animo di quello che sto raccontando nella canzone attraverso il disegno con la sabbia”.

La canzone è stata scelta per un’iniziativa che sarà dedicata alle Case di Riposo della Valle del Fiastra di Macerata. Com’è nata questa collaborazione?

“Giorgio Longhi, un mio amico imprenditore, dopo l’ultima puntata di Ora o mai più mi scrisse un bellissimo messaggio chiedendo di mandargli il brano I poeti. Siccome ero molto preso gli ho risposto che lo avrebbe trovato su youtube e sulle altre piattaforme digitali, ma ha insistito dicendo: “questo brano è un’opera d’arte e se me lo mandi tu ha un significato diverso”. Mi ha colpito molto quella frase così gli ho inviato in anteprima anche “E la vita torna”. Giorgio mi ha chiamato dicendo che voleva realizzare un’iniziativa per gli anziani che sono stati i più colpiti dal coronavirus e che avrebbe voluto che la mia canzone fosse la colonna sonora del progetto. Ho accettato immediatamente perché mi è sembrato bello che un brano potesse essere un sostegno diretto o indiretto per le persone che sono più fragili ma che ci hanno anche insegnato tutto quello che sappiamo, a sorridere, ad avere speranza nel futuro”.

Cosa ti ha lasciato l’esperienza a “Ora o mai più”?

“E’ stata un’esperienza molto importante, per la prima volta ho affrontato un programma televisivo diverso perchè a Ora o mai più metti in gioco non solo il tuo lato artistico ma anche quello umano. Questo comporta dei rischi perché ti esponi tanto. E poi lo scopo del programma è nobile in quanto va a ridare un’opportunità a chi aveva lasciato una traccia negli anni, costituisce l’occasione per proseguire lungo la strada intrapresa e presentare un inedito dando dimostrazione di poter avere ancora cose da dire. Cantare I poeti nella finale è stato un momento che non scorderò mai perchè è come se nello studio fosse scesa un’aura magica che ha creato un clima poetico, con un silenzio incredibile, quasi come se il pubblico non volesse perdere neanche una parola della canzone per esplodere in una straordinaria standing ovation. Credo sia stato uno degli istanti più belli della mia carriera, ho sperato che potesse accadere perchè il mio percorso nel programma è stato un po’ particolare. Essendo un cantautore sono meno competitivo per quel che riguarda le prestazioni vocali, quindi avevo bisogno di far conoscere alla gente quello che so fare e sono stato premiato”.

MICHELE PECORA 02 foto di Giovanna Gori

A Ora o mai piu’ avevi come coach I Ricchi e poveri. Con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?

“Mi sono trovato bene con I Ricchi e poveri perchè mi sono confrontato con un genere distante dal mio e questo mi ha permesso di imparare molte cose, per esempio l’armonizzazione delle voci. Mi hanno anche dato consigli preziosi sulle modulazioni. Nella mia carriera ho collaborato con Ron, Ivana Spagna, Riccardo Fogli, con Peppino Di Capri con cui ho fatto un duetto bellissimo, piano e voce, sulle note di Palomma ‘e notte, un brano di Salvatore Di Giacomo. Mi piacerebbe lavorare con Ron perchè è vicino al mio mondo musicale”.

Cosa puoi anticiparci riguardo il tuo nuovo disco?

“L’album conterrà brani inediti scritti in un anno e mezzo, un paio di pezzi sono stati ripresi da vecchie idee lasciate nel cassetto. Sarà un disco maturo, consapevole, con riflessioni legate al mio osservare il mondo in questi anni, a volte da spettatore, a volte da protagonista, affrontando temi attuali con la mia impronta, dalla vita che torna a quello che ci offre e che ci circonda, alla bellezza della natura di cui non ci accorgiamo e che a volte maltrattiamo, invece basta un prato fiorito per ridare respiro all’anima. Affronterò anche temi quali l’emigrazione, un fenomeno non solo sociale, politico ed economico ma anche storico e culturale perchè l’uomo migra da sempre, si è sempre spostato da una parte all’altra, la storia dovrebbe insegnarci che le migrazioni sono fenomeni naturali verso i quali dovremmo avere grande attenzione e soprattutto rappresentano un’opportunità nel senso di poter conoscere altre culture, modi, costumi senza spostarsi. Questo ci fa crescere, ci rende più ricchi culturalmente e spiritualmente con tutti i problemi annessi, ma credo che il gioco valga la candela. Per la prima volta poi ci sarà una canzone in dialetto salernitano perchè sono nato ad Agropoli ed è quindi un atto di amore verso la mia terra, che mi ha dato le radici e cresciuto musicalmente. Io sono appassionato di musica popolare perchè ritengo che da essa nascano tanti generi musicali. Ho anche fatto uno studio sulla ricorrenza nel pop, nel blues e nel rock della musica popolare e ci sono delle assonanze incredibili”.

Come vedi il futuro del mondo della musica?

“Spero in una ripartenza forte anche per il mio settore che è stato molto colpito dall’epidemia. Siamo fermi con i live e non credo se ne parli prima del 2021. Mi auguro che si possa ricominciare stando più attenti agli altri e a quello che ci circonda. Mi piacerebbe che questa esperienza ci avesse insegnato che possiamo essere i più potenti del mondo ma poi arriva un virus invisibile che ci mette tutti sullo stesso piano, ci chiude in casa, ricchi, poveri, bravi, meno bravi. Questo dovrebbe farci riflettere e portarci ad avere maggiore attenzione verso la natura, che ci dà dimostrazione della sua forza anche attraverso questi messaggi”.

di Francesca Monti

credit foto Giovanna Gori

 

 

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