Intervista con Judith Owen che ci presenta il nuovo singolo “Hold My Hand”: “In questo periodo così difficile siamo tutti vulnerabili e abbiamo bisogno di qualcuno che ci dia forza”

“Hold My Hand” è il nuovo singolo della pianista e cantante di fama mondiale Judith Owen.

Il brano è una rivisitazione della pluripremiata canzone di Jess Glynne del 2015, è stato prodotto dalla stessa artista gallese insieme a John Fischbach e a Christian Lohr, registrato all’Esplanade Studio di New Orleans in una sessione live, con Leland Sklar al basso, Pedro Segundo alle percussioni e lo stesso Lohr all’organo Hammond.

La cantante ha annunciato inoltre che tutti i proventi di “Hold My Hand” saranno devoluti alla Clinica dei Musicisti di New Orleans, a sostegno di una comunità la cui esistenza è stata devastata dall’emergenza Covid-19.

La canzone sarà contenuta nel prossimo album della Owen, “Both Things Are True”, in uscita a fine 2020 a due anni di distanza dal precedente album RedisCOVERed.

Oltre ad essere una musicista poliedrica capace di abbracciare rock, pop, classica, jazz e blues, Judith ha rivelato più volte, nel corso della sua carriera, spiccate doti di attrice comica e storyteller. In questo momento delicato, in cui il mondo è alle prese con l’emergenza Covid-19, Judith Owen ha deciso di dare il suo contributo anche in questo senso, intrattenendo il suo pubblico con uno show casalingo, in onda sui suoi profili Facebook e Instagram, ogni mercoledì e domenica.

Nelle scorse settimane ha inoltre scritto e pubblicato sul suo canale YouTube un brano dedicato all’Italia, intitolato Italy Unbroken, che omaggia la forza e la capacità di resistere dimostrati dagli italiani in questo periodo di estrema difficoltà.

Cover Hold my hand

Judith, “Hold My Hand” è il tuo nuovo singolo. Perché hai scelto questa canzone di Jess Glynne?

“Amo questa canzone e le parole mi rispecchiavano perfettamente, non in senso romantico, ma in quanto sono stata sempre orgogliosamente indipendente e non ho mai voluto mostrare la mia vulnerabilità chiedendo aiuto a qualcuno. Ti accorgi poi che ci vuole più coraggio ad ammettere che non puoi fare tutto da sola che a nasconderti dietro la tua ‘armatura’. Sentivo mia questa canzone quando l’ho registrata alla fine dello scorso anno, ma ora durante questa pandemia ha significato molto di più, per questo motivo ho deciso di pubblicarla. Parla davvero dell’aiuto metaforico di cui tutti abbiamo bisogno. Nessuno può farcela da solo, e l’onestà e la verità emotiva che derivano dall’ammettere questa cosa sono incredibilmente liberatorie”.

Questa canzone ha anche uno scopo benefico e tutti i proventi saranno devoluti alla Clinica dei Musicisti di New Orleans…

“Sì, vivo a New Orleans, la città in cui è nato il jazz, fonte di tanta musica odierna, credo sia importante sostenere questo tesoro musicale e questa comunità molto vitale. Purtroppo è anche una città che si basa interamente sul turismo e poichè non potrà contare su di esso per un tempo molto lungo, vive un periodo di grande difficoltà. La maggior parte delle persone non può permettersi l’assistenza sanitaria, quindi questa clinica è vitale per mantenere la gente sana e sostenerla in questo momento. Naturalmente essendo una città afroamericana, oltretutto povera, è stata colpita più duramente dal covid-19. La gente pensava che New Orleans non si sarebbe rialzata dopo l’uragano Katrina, invece continua a risorgere dalle ceneri, e ad essere più che mai ispiratrice”.

Potresti darci qualche anticipazione sul tuo nuovo album Both Things Are True?

“Nelle mie canzoni racconto come vedo il mondo, meraviglioso e terribile allo stesso tempo. Alla gente piace semplificare, vedere le cose bianche o nere, invece ci sono anche dei grigi in mezzo, delle sfumature. Quindi questo album sarà composto per metà da cover e per metà da inediti, i due lati di me, entrambi veri. In questo momento stiamo vedendo uno dei tempi peggiori in assoluto ma anche alcuni dei più grandi atti di gentilezza ed eroismo, c’è l’aria pulita, un ritorno alla natura, e queste sono tutte cose buone di fronte alla pandemia. Penso che queste canzoni saranno tutte emozionanti alla luce dei nostri tempi. Da ‘Eye of the Tiger’ che parla del riaffacciarsi al mondo, a “September” della band Earth,Wind e Fire, reimmaginata come una canzone incentrata sul ricordo e sulla perdita della passione in una relazione a lungo termine. La mia versione di SOS degli ABBA riassume certamente la vita di molti di noi durante l’isolamento! I miei inediti rispecchiano i tempi, come sono solita fare. Scrivo di quello che so, che stiamo tutti attraversando e cerco di farlo con empatia, arguzia e onestà”.

Hai dedicato una canzone, “Italy Unbroken”, alla forza degli italiani…  

“Ho trascorso molto tempo in Italia da bambina, a Siena, e mi sono innamorata dell’arte, dell’architettura, della campagna e, naturalmente, del cibo. Inoltre sono cresciuta nel mondo dell’opera con mio padre che è stato tenore alla Royal Opera House Covent Garden (Londra), quindi l’opera italiana, e in particolare Puccini è stata la musica che ho ascoltato e che ho amato. Ecco perché quando ho visto il video delle persone che cantavano sui balconi per farsi forza a vicenda con canzoni popolari e opere, il mio cuore si è riempito di emozione e ho scritto ‘Italy Unbroken’. Ho camminato sotto quei balconi e mi sono sentita immediatamente connessa a queste persone, attraverso il canto, la tradizione, con questo spirito di sfida di fronte a tali avversità. Come capita soltanto in Italia…”.

Come hai vissuto le settimane della quarantena?

“Ho cercato di essere incredibilmente creativa, come penso la maggior parte dei miei amici musicisti. Ho fatto un concerto live su Facebook due volte a settimana e ho scritto nuove canzoni, oltre a registrare video settimanali ‘a cappella’ con l’incredibile bassista Leland Sklar, il percussionista Pedro Segundo e il chitarrista Dave Blenkhorn. Ho anche girato sketch comici, quindi in realtà sono stata più occupata che mai e onestamente questo mi ha aiutato a mantenere sana la mia mente, oltre ad intrattenere tanti fan di vecchia data e nuovi. Questo è stato il centro dei miei pensieri, connettersi con gli altri e trovare conforto e condivisione nel fare tutto questo”.

JO 2020_3

Quanto è stata importante per te la musica di Joni Mitchell?

“Sono arrivata alla sua musica molto tardi, quindi l’ho conosciuta solo come la cantante dalla voce profonda che diceva quello che voleva nel modo in cui voleva, nello stile che voleva. È una donna coraggiosa che è stata un esempio per molti di noi. Ho spesso detto scherzosamente che dovrebbe diventare la santa patrona dei cantautori emotivamente intelligenti… e perché no!!!”.

Come vedi il futuro della musica dopo la pandemia?

“Non ci saranno tour per molto tempo, quindi penso che sia tutta una questione di streaming e donazioni fino a quando non sarà possibile viaggiare in sicurezza e stare di nuovo in mezzo alla folla, questo è spaventoso ma anche liberatorio, poiché devi essere fantasioso. È una nuova normalità per tutti, ma la gente ha disperatamente bisogno delle arti, e in particolare della musica in questo momento, quindi penso che sia più importante che mai essere creativi e connettersi con il proprio pubblico nel miglior modo possibile. Usare la tecnologia e come dico ai miei colleghi musicisti… non ci sono più regole, quindi godetevi questa libertà artistica. Rendiamo Joni orgogliosa!”.

INTERVIEW WITH JUDITH OWEN

Judith, “Hold My Hand” is your new single. Why did you choose this song of Jess Glynne?

I love this song and the words really rang true about myself, not in a romantic way, but of how I’ve always been proudly self sufficient and never wanted to feel vulnerable in needing anyone. Turns out that it takes more courage to say that you can’t do it all alone, than it does to hide behind your ‘armour”. This song was personal to me when I recorded it at the end of last year, but now during this pandemic it means so much more which is why I released. It really speaks about the metaphorical helping hand we all need to get through. No one can make it alone, and the honesty and emotional truth that comes with admitting that is incredibly liberating.

This song is for charity too and all proceeds will benefit at New Orleans Musicians’ Clinic…

Yes I live in New Orleans and as the birth place of jazz and the source of so much of the music in the world today and , I feel it’s important to support this musical treasure and the very vital musical community. Sadly it’s also a city that relies entirely on tourism and being that there won’t be any of that for a very long time, they’re truly suffering. It’s a hand to mouth existence there and most can’t afford health care so this clinic is vital to keep these people healthy and supported, and the legacy strong. Of course being an African American city, and a poor one, it’s been hit harder by covid-19. People thought NOLA wouldn’t come back after Katrina but she keeps rising from the ashes, more inspirational than ever!

Could you give us some anticipations about your new album Both Things Are True?

It’s a line I say a lot and it’s how I see the world… wonderful and awful at the same time. This is always a theme in my songs too. People like to pigeon hole and simplify, see things as one thing or another, but it’s all about the greys in between. So this album will be half covers and half originals, both sides of me, both true. Right now we’re seeing the worst of times and some of the greatest acts of kindness and heroism, clean air, a return to nature, and these are all good things in the face of the pandemic, and I think these songs will be all the poignant in the light of our times. Whether ‘Eye of the Tiger’ about facing the world again, Earth Wind and Fire’s ’September’, reimagined as a torch song about remembering and missing the lost passion in along term relationship. My version of ABBA’s SOS certainly sums up life for a lot of us in lockdown! My originals mirror the times, but that’s what I do… I write about what I know we’re all going through and try to do it with empathy, wit and honesty.

You had dedicated a song “Italy Unbroken”, to the strength of Italians…  

I spent a lot of time in Italy as a child, in Sienna actually, and fell in love with the art, the architecture, the beautiful countryside, and of course the food. Also I was brought up in the world of opera with my father being a tenor at Royal Opera House Covent Garden (London), so Italian opera, and particularly Puccini was the music I grew up loving. That’s why when I saw the video of the balcony singers serenading each other with folk songs and opera, my heart filled up and I wrote ‘Italy Unbroken’. I’ve walked under those balconies and I was instantly connected to these people, connecting with each other through song, tradition, with this spirit of defiance in the face of such adversity. Only in Italy….

How did you live theweeks of quarantine?

Being incredibly creative, I think most of my musician friends have been feeling the same. I’ve been doing a FB Live show twice a week and write new songs for that, as well as recording weekly ‘acapella’ videos with the incredible bass player Leland Sklar, percussionist Pedro Segundo and guitarist Dave Blenkhorn. I’ve also been filming comedy sketches, so actually I’ve been busier than ever and honestly it’s helped keep me sane, as well as entertaining a lot of loyal and new fans. That’s the point of it all though, to connect with others and find comfort and community in doing so.

How much important was for you the music of Joni Mitchell?

I came to her music very late so I only knew her as the deep voiced chanteuse who said what she wanted the way she wanted, in the style she wanted. She’s a ballsy woman who opened the doors for many of us. I’ve often jokingly said that she should be made the patron saint of emotionally intelligent singer songwriters…and why not!!!

How do you see the future of the music after covid-19?

There won’t be touring for a long time, so I think it’s all about streaming and donating until its safe to travel and be in crowds again, which is scary but also liberating as you have to be inventive. It’s a new normal for everyone, but people desperately need the arts, and particularly music right now, so I think it’s more important than ever to be creative and connect with your audience the best way you can. Use the technology and as I tell my fellow musicians…there are no rules anymore so enjoy this artistic freedom. Make Joni proud!

di Francesca Monti

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