GIORNATE DEGLI AUTORI 2020: 200 Meters Premio del Pubblico BNL – Oaza vince il Label Europa Cinemas

Il pubblico delle Giornate degli Autori ha scelto tra i dieci film in concorso 200 Meters di Ameen Nayfeh, che con il 68,9% delle preferenze ha conquistato il Premio del Pubblico BNL. Sul virtuale podio anche Tengo Miedo Torero (My Tender Matador) di Rodrigo Sepúlveda, a pochissima distanza dal vincitore (67,9%), e Spaccapietre (Una Promessa) di Gianluca & Massimiliano De Serio (57,2%).

Ameen Nayfeh ha dichiarato: “Credo nel potere del cinema e nella maniera in cui tocca le nostre esistenze in modo magico. È necessario raccontare questa storia. Quando si menziona la Palestina, probabilmente a venire in mente sono le immagini del muro, dei posti di blocco e dei soldati. Immagini, queste, che sono presenti anche in questo film. Tuttavia, l’attenzione è concentrata su quanto questa divisione influisca negli esseri umani, per fare luce su quei muri invisibili originati da una barriera fisica. Qui, in Palestina, siamo abituati ad adattarci a nuove situazioni, a fare come viene detto e a camuffare i nostri sentimenti. Ma questo non dovrebbe essere più accettabile. La libertà di movimento è un diritto umano fondamentale che appare come una favola in una realtà così brutale. Il protagonista Mustafa ha obbedito alle regole, ha sopportato l’umiliazione e ha fatto come gli è stato detto per garantirsi una piccola possibilità di stare con la sua famiglia, ma quando quelle stesse regole che lo hanno alienato mettono in pericolo i suoi cari e il senso della paternità, potrà ancora obbedire?”.

Mustafa e sua moglie Salwa provengono da due paesi palestinesi distanti solo duecento metri ma separati dal muro. Questa strana situazione sta influenzando in negativo un matrimonio che altrimenti sarebbe felice. La coppia comunque fa il possibile per farlo funzionare. Quando è buio, Mustafa accende una luce nel suo balcone per augurare la buonanotte ai figli che sono dall’altra parte e che, a loro volta, rispondono con un segnale. Un giorno Mustafa riceve la telefonata che ogni genitore teme: suo figlio ha avuto un incidente. I duecento metri si trasformano in un’odissea di duecento chilometri, alla quale si uniscono altri viaggiatori determinati a oltrepassare quella barriera.

Ameen Nayfeh (Palestina, 1988) ha trascorso i suoi anni formativi tra la Giordania e la Palestina. Nonostante l’interesse per il cinema, nel 2010 si è laureato in infermieristica presso l’Università Al-Quds di Gerusalemme Est. Due anni dopo, ha conseguito un Master in produzione cinematografica presso il Red Sea Institute of Cinematic Arts in Giordania. Ha scritto, prodotto e diretto cortometraggi premiati nei festival internazionali.

Sin dalla loro nascita nel 2004, le Giornate degli Autori sono state sostenute da BNL Gruppo BNP Paribas che ha appoggiato e avvalorato tutte le iniziative portate avanti in questi diciassette anni di collaborazione. Presente alla Mostra di Venezia anche con la Settimana Internazionale della Critica, BNL sostiene il cinema e ne favorisce la diffusione con un premio il cui unico giudice è il pubblico. Con questo riconoscimento BNL, insieme alle Giornate, intendono premiare sia la qualità dell’opera sia la sua capacità di attrarre e intrattenere il pubblico generalista.

Il Label Europa Cinemas è stato invece assegnato aOaza (Oasis) di Ivan Ikić.

Dedicato ai film di produzione e co-produzione europea, il Label, creato nel 2003 con il sostegno della Programma Media dell’Unione Europea da un network di esercenti di qualità (oltre 3.123 schermi in 43 Paesi), con il sostegno del Programma MEDIA dell’UE, consiste in un contributo economico alla distribuzione e alla promozione, nonché alla permanenza del film vincitore nelle sale aderenti al network.

Questa la motivazione: “Un film poetico realizzato magistralmente, che si è distinto all’interno della selezione dei film delle Giornate di quest’anno, e l’abbiamo dichiarato all’unanimità vincitore del Label Europa Cinemas qui a Venezia. Oaza di Ivan Ikić è delicato e profondamente toccante, ma offre anche uno sguardo crudo e brutale sulle vite e gli amori di un gruppo di giovani con disabilità in un centro di accoglienza statale in Serbia.  Il regista tratta i suoi attori non professionisti in maniera delicata e totalmente rispettosa e ne riceve in cambio interpretazioni realistiche particolarmente intense. La sceneggiatura ha una struttura perfetta e la fotografia offre immagini splendide e memorabili. È un film che va visto sul grande schermo. Non vediamo l’ora di rivederlo, e questa è forse la migliore testimonianza del nostro grado di apprezzamento del film”.

Il premio è stato consegnato alla Villa degli Autori da Octavio Alzola (Cines Renoir, Madrid, Spagna), Silke Bomberna (Sphinx Cinema, Gand, Belgio), Gabriele Ciglia (Cinema Nuovo, Varese, Italia), Mirona Radu (Cinema Muzeul Taranului, Bucarest, Romania).

Oaza racconta la storia di Maria, che al suo arrivo in un istituto per persone con disabilità mentali diventa presto amica di Dragana, con la quale condivide la stessa impetuosità. Ma la loro relazione è sconvolta quando scoprono di essere entrambe innamorate del più introverso Robert. Le due ragazze trasformano il loro giocare a nascondino in qualcosa di sempre più pericoloso. Estromessi per sempre dalla società, i tre bramano indipendenza e contatti umani. Spinti da sentimenti mai provati, tra desideri e invidie, le loro azioni impulsive rompono il delicato equilibrio imposto dalle asfissianti regole dell’istituto e si riversano in una serie di conflitti e misure disperate alla ricerca di una qualsiasi via d’uscita.

“Quando ero studente di cinema – ha dichiarato il regista – ho avuto l’opportunità di visitare uno di questi istituti per girare un documentario. E mi sono trovato alle prese con un triangolo amoroso dai toni melodrammatici, e con un finale quasi fatale, tra un ragazzo e due ragazze. La storia, che andava ben oltre i limiti del lavoro che stavo realizzando all’epoca, è diventata invece la parte principale di questo film. Oaza è stato girato in un vero istituto e i protagonisti sono i pazienti che ho incontrato in questo posto.”

Ivan Ikić (Belgrado, 1982) ha studiato regia cinematografica e televisiva alla Facoltà di Arti Drammatiche presso l’Università di Belgrado. Nel 2008, durante la Berlinale, ha partecipato sia al Talent Campus sia al Dox Clinic. È il regista di Varvari, opera prima con la quale si è aggiudicato il Premio speciale della Giuria al Festival di Karlovy Vary e altri premi nelle numerose manifestazioni internazionali dove il film è stato selezionato. Nel 2016 è stato uno dei sei registi invitati alla Résidence della Cinéfondation di Cannes, dove ha sviluppato Oaza, il suo secondo lungometraggio.

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