Prix Italia 2020: tutti i vincitori

Il racconto di un sistema di sorveglianza di massa, supportato dalle nuove tecnologie 5G: è il tema del doc di ITV che si aggiudica due dei dodici premi del 72° Prix Italia, la rassegna internazionale promossa dalla Rai per premiare il meglio di Radio, Tv e Web da tutto il mondo.
Il doc “Sotto copertura: nel gulag digitale della Cina” è un ritratto della regione preclusa dello Xinjiang che sottolinea le attuali minacce alla libertà e alla democrazia liberale nel suo complesso. Con queste motivazioni vince sia il Premio nella sezione Tv Documentario che quello nella Sezione Speciale Signis.
All’Inghilterra va anche il Premio Speciale in onore del Presidente della Repubblica italiana, vinto dal doc “Per Sama” di Channel 4 e la menzione speciale Tv performing arts per “Grayson’s Art Club” della stessa emittente.
Menzione speciale del Premio in onore del Presidente della Repubblica per “Labanof. Corpi senza nome dal fondo del mediterraneo”, una produzione Rai Radio3 che si aggiudica anche il Premio come miglior Radio documentario e reportage.
Alla Rai anche il Premio della sezione Web Fiction per “La mia jungla”, una produzione Rai Fiction e la Menzione speciale del Premio Signis per “Senza Respiro” di Rai Documentari.
Resta in Italia la menzione speciale Tv Documentario che va a “Benvenuti a casa mia” di Tv2000.
Premiata anche l’emittente tedesca ARD che si aggiudica il Premio Radio Musica con “Quando il tempo era la natura” e le Menzioni speciali Web Fiction per “Iam.meyra” e Web Interactive per “Blautopf VR – Exploring Cave Worlds/ The Secret of Lau”.
Doppio riconoscimento per “A thousand Women murdere” di RTVE: il prodotto spagnolo vince il Premio Speciale Giuria degli studenti e la Menzione speciale nella sezione Web Factual.
Nella categoria Radio drama vince “Vita e morte di Yuanli” di Radio France e si aggiudica la menzione speciale il musical “Magnitsky” della BBC.
L’emittente France 3 si impone nelle sezioni Tv performing arts con “Ballano libere” e Tv fiction con “La Maldestra”. Alla Francia anche la menzione speciale del Premio Giuria degli studenti per République di France Télévisions.
Due premi della 72esima edizione del Prix Italia superano i confini europei: sono la menzione speciale della sezione Radio documentario e reportage che va a “Aurukun: bianco, nero e sfumature di grigio” della australiana ABC e il riconoscimento come miglior prodotto Web Interactive che va alla giapponese NHK per “Experience Tokyo Megaquake”.
Vincono, infine, l’emittente NPO dei Paesi Bassi con “La realizzazione di un’opera”, Menzione speciale Radio Musica, la danese DR con “Secrets, Death, Instagram”, premiato come miglior prodotto Web Factual e il broadcaster pan-europeo HBO Europe con “I dormienti” che riceve la menzione nella categoria Tv fiction.

I VINCITORI DELLA SEZIONE RADIO
“Un’opera straordinaria d’arte radiofonica”: è il commento della giuria del Prix Italia che ha premiato “Quando il tempo era la natura” della tedesca ARD nella sezione Radio Musica. È toccante e arricchente, secondo i giurati, l’esperienza offerta agli ascoltatori dall’opera che è caratterizzata dalla “commistione di poesia, registrazioni sul campo e musica originale”. Un vero e proprio capolavoro nel quale “i suoni provengono dalla radio come da un buon disco, con testi accuratamente scelti, voci e musicisti oltre ad un insieme di suoni ben intrecciati tra loro ed importanti affermazioni sul cambiamento climatico”.
È l’attualità della drammatica situazione vissuta da molti operatori delle arti dello spettacolo al centro del podcast “La realizzazione di un’opera” di NPO dai Paesi Bassi, che si aggiudica la menzione speciale della sezione Radio Musica.
Il 72° Prix Italia, nella categoria Radio Drama, premia “Vita e morte di Yuanli” di Radio France: “Una storia molto toccante – sono le motivazioni della giuria – resa in forma brillante che a tratti assomiglia a un documentario”. A dimostrazione del ruolo fondamentale che tutt’ora riveste il mezzo radiofonico nelle storie dirette di natura personale, secondo i giurati, la produzione francese espande i confini del radio dramma.
Una menzione speciale ad un’opera del tutto originale che, attraverso la comicità e la musica, racconta la Brexit: è il musical “Magnitsky” della BBC, Menzione Speciale della sezione Radio Drama.
Il premio al miglior Radio documentario e reportage parla italiano: la giuria del Prix Italia 2020, all’unanimità, ha premiato “Labanof. Corpi senza nome dal fondo del Mediterraneo”, una produzione Rai Radio3 che ha saputo trattare un tema universale e senza tempo come la tragedia dei migranti. Secondo i giurati “Man mano che la narrazione si dipana, al freddo impatto iniziale della realtà di un corpo senza vita si sostituisce un calore sempre crescente, che proviene dalla compassione e dall’umanità di cui l’intero documentario è permeato”.
La Menzione Speciale della giuria del Radio Documentario e Reportage va ad “Aurukun: bianco, nero e sfumature di grigio”, dell’emittente australiana ABC: una storia forte che “può essere interpretata come il ritratto relativamente semplice di una famiglia, di un amore, di uno smarrimento, di chi si trova a vivere una vita tra due culture”.

I VINCITORI DELLA SEZIONE TV
Un ritratto intimo e accattivante di un gruppo del tutto particolare di donne delle cui storie personali, così complesse, lo spettatore diventa partecipe in maniera sorprendente: nella sezione Tv Performing Arts del 2020 vince “Ballano libere”. La produzione di France3 racconta come, attraverso la danza, un gruppo di donne “recluse” conquista la liberazione delle loro anime.
Per i giurati “l’opera sa combinare in maniera elegante la dura realtà della vita in carcere con il gioioso accelerare del tempo in vista della messa in scena”. Menzione speciale per “Grayson’s art club” dell’inglese Channel 4, che “celebra la creatività e la comunità, incoraggiando il pubblico a ricorrere all’arte per esprimere se stessi durante un periodo di sofferenza e smarrimento”.
Anche nella sezione Tv Drama si impone una storia di sofferenza: quella raccontata dal film “La Maldestra”, altra produzione di France3.
Al centro della storia il tema dell’abuso sui minori. La regista Eléonore Faucher dà infatti vita al personaggio struggente di una bambina, il cui destino viene svelato in una modalità tale da obbligare lo spettatore a rimanere incollato allo schermo fino alla fine. Per i giurati, è “con sapiente regia ed abile narrazione che il film affronta un argomento molto importante dal punto di vista sociale. Caratteristiche che, a pieno titolo, rendono questo programma il vincitore nella sua categoria”. 
Gli ultimi tempi del blocco orientale sono invece al centro della serie tv di HBO-Europe, “I Dormienti”, che si aggiudica la Menzione speciale nella sezione Tv Drama.
L’atmosfera così accuratamente ricostruita della ex Cecoslovacchia sembra quasi farci sentire il fumo della sigaretta uscire dallo schermo. “La regia, l’esecuzione da parte degli attori, le ambientazioni e la scenografia sono – nelle motivazioni della giuria – un grande supporto all’avvincente narrazione, inquadrata in un periodo storico che non è poi così distante da noi come vorremmo tutti credere”.
Nella sezione Tv Documentario del 72° Prix Italia vince il doc “Sotto copertura: nel gulag digitale della Cina”, dell’inglese ITV che, con i realizzatori sotto copertura, svela in maniera coraggiosa l’esistenza di un laboratorio umano nel quale le aziende tecnologiche cinesi hanno creato lo stato di sorveglianza più invasivo al mondo. Il film, dunque, manda un messaggio sulla minaccia alla libertà umana e alla democrazia liberale nel suo complesso, che derivano dal sistema di sorveglianza supportato dalle nuove tecnologie 5G, nella regione preclusa dello Xinjiang.
Menzione speciale per TV2000 (unico vincitore italiano nelle sezioni Tv) e il suo “Benvenuti a casa mia”.

I VINCITORI DELLA SEZIONE WEB
È per il “senso esemplare e profondo della comunicazione dei social media nell’affrontare temi difficili e delicati” che la giuria del Prix Italia 2020 – Sezione Web Factual – premia “Secrets, death, Instagram” della danese DR che è incentrato sull’autolesionismo e il suicidio tra gli adolescenti. Nella stessa sezione una menzione speciale per “A thousand women murdered”, della spagnola RTVE che “ha dato visibilità a vittime invisibili e accesso a storie particolari sul modo in cui si instaurano meccanismi devastanti di aggressione nei confronti delle donne”.
La produzione RaiFiction “La mia jungla”, nata durante il lockdown, si aggiudica il premio Web Fiction, “per la forza della commedia – sono le motivazioni della giuria – che dà sollievo e trasmette la voglia della ‘vita che va avanti’, in un modo succinto, semplice, eppure estremamente coinvolgente”.
Menzione speciale a “Iam.Meyra”, dell’emittente tedesca ARD che, secondo i giurati, si è distinta per “l’uso innovativo e in tempo reale della narrazione su Snapchat e Instagram”.
La giapponese NHK vince il Prix Italia 2020 – nella sezione Web Interactive – per “Experience Tokyo Megaquake”, che riesce a far interagire “i social media, la forza della televisione, le simulazioni scientificamente testate e la formazione di schemi comportamentali al servizio della sicurezza della società, di fronte ad una catastrofe naturale”.
Un’esplorazione immersiva nelle grotte è al centro di “Blautopf vr – Exploring cave world/the secret of lau” (ARD, Germania) che si aggiudica la menzione speciale nella sezione Web Interactive.

I VINCITORI DEI PREMI SPECIALI
Due menzioni speciali per le produzioni Rai: “Labanof”, di Rai Radio3 e “Senza Respiro” di Rai Documentari  
È l’inglese Channel4 ad aggiudicarsi il Premio Speciale in onore del Presidente della Repubblica italiana della 72esima edizione del Prix Italia. La giuria ha infatti apprezzato “Per Sama”, un doc che racconta il legame tra madre e figlia nei cinque anni della rivolta di Aleppo, che si è evidenziato per “la rilevanza sociale e l’attualità dell’argomento, per la qualità estetica e la capacità di sensibilizzare un vasto pubblico con il linguaggio audiovisivo”.
Il primo podcast interamente prodotto da RaiRadio3 si aggiudica la menzione Speciale: è “Labanof. Corpi senza nome dal fondo del mediterraneo”, che racconta il lavoro svolto dall’omonimo Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense dell’Istituto di Medicina legale dell’Università Statale di Milano, impegnato a ridare la voce a chi l’ha persa per sempre.
Trentacinque studenti provenienti da sei Università italiane hanno premiato la produzione della spagnola RTVE “A thousand women murdered”, assegnandole il Premio Speciale Giuria degli Studenti: “Un lavoro degno di nota – sono le motivazioni dei giurati – un progetto di attualità dal grande valore sociale che funziona sia in quanto pezzo di giornalismo investigativo, condotto da un team di molti diversi professionisti uniti da uno scopo e una passione comune, sia come progetto di counseling”. Menzione speciale ad un prodotto di storytelling non lineare che racconta la storia di tre persone comuni che si trovano ad affrontare lo shock di un attacco terroristico: è “Republique”, di France Télévisions.
Il Premio Speciale Signis va invece al racconto del distretto cinese di Xinjian fatto da “Sotto copertura: nel gulag digitale della Cina”, dell’inglese ITV: un programma che, secondo la giuria, “non solo documenta le condizioni repressive cui le minoranze Uigure sono sottoposte, ma prende anche in esame le grandi problematiche sulla privacy riguardanti l’utilizzo e la diffusione di tecnologie avanzate”.
È italiano, infine, il doc che si aggiudica la Menzione speciale: si tratta di “Senza respiro”, la prima produzione della direzione Rai Documentari, un racconto della vita e delle emozioni di medici, infermieri e pazienti e della potenza traumatica dell’esperienza del Covid19 in Italia.

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