Dal metal alla trap: il Trapcore di ‘Nfernu

‘Nfernu nasce alla fine del 2019 a Ragusa, in Sicilia, ed e’ il nuovo progetto di Alessandro Nicolini dopo anni passati a suonare in vari gruppi e collaborazioni in ambito metal (solo per il semplice gusto di suonare). Dopo un periodo di fermo durato due anni, Alessandro, accumula nuove influenze come rap, trap e industrial e decide di provare ad unire tutti i suoi ascolti in un solo genere con lo scopo di creare qualcosa di funzionale ma che sputasse arrogantemente in faccia il suo mondo all’ascoltatore. Le sue influenze in particolare sono tante. Alcune vengono dai Metallica, Slipknot, Cannibal Corpse, Mayhem, Aborym, Vader  e altri ascolti fatti in adolescenza quando appunto iniziò a suonare nelle band, altre invece da artisti legati al mondo rap/trap come Ghostemane, Suicide Boys, Pouya, Bill $aber, 2pac, Eminem, Fabri Fibra, Marracash, Noyz Narcos ed il Truceklan. Il tutto, con l’aggiunta di un abbondante ascolto di musica elettronica; Dance, Tekno, Dubstep,drum n’ bass, ecc. Grazie al sostegno di Yung Reaperz e della sua etichetta (la Blackwood Production) con la rispettiva crew (la Bloodcompany), Alessandro ha trovato il modo di sostenere il tutto e, tra una quarantena e tanti scleri, a far uscire a settembre il suo primo Ep (Hellcoming), un concentrato di violenza e novità stilistica che continuerà a far evolvere.

L’EP dura poco meno di 20 minuti e si differenzia totalmente dal resto della scena trap mainstream in Italia. In quasi tutti i pezzi c’è la chitarra aggressiva e cazzuta “suonata in stile metal”, e ovviamente, oltre ad aver dato il nome “Mayhem” ad un pezzo, i richiami al metal non si fermano qui. Le contaminazioni infatti sono piuttosto evidenti e ben chiare. ‘Nferno, a partire dal logo, sembra un cantante di una band metal; capelli colori, lo stile e le parole veloci che si mescolano con le tendenze aggressive del metal, sfoderando un growl perfetto e ben duraturo che ricorda lo stile di Corey Taylor, di Ghostemane e del cantante dei Combichrist.

Non è sicuramente facile da ascoltare ma e’ assolutamente interessante e innovativo per quello che c’è in Italia adesso. Ho conosciuto Alessandro lo scorso agosto per proporgli di lavorare insieme e per uno come me che viene dal punk hardcore e da assaggi di metal è inutile dire che è stato amore a primo ascolto. Come detto prima, Alessandro ha iniziato la sua carriera di artista proprio negli ambienti della musica estrema e si è portato questo bagaglio di esperienze anche nella sua nuova avventura nella trap, come si può ben sentire in tutto l’EP.

È un viaggio nella testa di ‘Nfernu, un viaggio malato, crudo musicalmente e oscuro per quanto riguarda i testi. Siamo davanti ad un disco impossibile da classificare: dentro c’è il black metal, la trap, la drum n bass, l’industrial metal e la tekno massiccia e d’altronde, già dal titolo, ci da un chiaro indizio di cosa ci troverete dentro.

I testi sono uno schiaffo in faccia; un viaggio introspettivo nella vita e nella mente di questo eclettico artista.
Testi e musiche sono strettamente legati: non si può immaginare le liriche di questo album senza le produzioni di Yung Reaperz e viceversa, entrambi danno il loro contributo a creare il clima perfetto che completa l’altra parte e ti portano dentro un mondo parallelo, poco colorato e per niente felice ma che è giusto che qualcuno lo faccia specialmente nei giorni d’oggi.

Con questo lavoro ha raggiunto un nuovo gradino nella sua nuova carriera artistica arrivando ad realtà più matura e coerente rispetto al passato. È un album che deve impressionare. Sono convinto che per questo a molti non piacerà e anzi verrà additato come un album di soli rumori e urli ma sono proprio questi che fanno capire a fondo il progetto e l’artista.

Non so se consigliarvelo come album, a me ha colpito molto, Hellcoming (traccia a parer mio bellissima dove all’interno c’è di tutto) mi ha quasi destabilizzato, motivo per cui adesso ho un progetto in collaborazione con lui. Di sicuro, è un lavoro di qualità, ed è tutto fuorchè un “easy listening”.

di Salvatore Alfieri

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