La “Domenica con” di Matteo Garrone su Rai Storia

Grande regista, sceneggiatore e produttore: a raccontarlo bastano titoli come “Gomorra” o “Pinocchio”. E ora, dal cinema, Matteo Garrone passa a “dirigere” una rete tv, scegliendo e commentando per i telespettatori – domenica 11 ottobre dalle 14.00 alle 24.00 – il palinsesto di “Domenica Con”, il programma di Rai Cultura firmato da Enrico Salvatori e Giovanni Paolo Fontana. Un palinsesto in cui trovano spazio la storia dell’avanguardia teatrale degli anni ’70, realizzata da suo padre Nico, ma anche il mondo delle fiabe e di Pinocchio, con la riproposizione del capolavoro di Comencini, e la Napoli raccontata da Garrone stesso nel suo “Reality”.
Si comincia, alle 14.00, con le tre puntate di “L’altro teatro”: un ciclo trasmesso nel maggio 1981 dalla neonata Terza Rete e dedicato al teatro sperimentale a Roma tra gli anni ‘60 e i primi anni ’80, da Piero Panza, – pioniere del teatro di avanguardia – ai “teatri di cantina”. A firmarlo, Nico Garrone (critico teatrale di Repubblica fin dal primo numero), Giuseppe Bartolucci (critico teatrale de L’Avanti, e in seguito animatore teatrale e sostenitore dell’avanguardia teatrale) e Maria Bosio, regista del ciclo.
A intervallare le puntate, brani dal reportage di “Videosera” su una giornata romana nell’estate 1978; e “C’era una volta. La necessità della fiaba”, un’inchiesta del 1971 firmata da Riccardo Fellini, fratello di Federico, che racconta come sia cambiato il modo di raccontare le fiabe ai bambini dalle nonne alle celebri “Fiabe sonore”. Un’occasione per “incontrare” scrittori come Italo Calvino, Gianni Rodari, Dino Buzzati e il designer Bruno Munari. 
Alle 18.25 Matteo Garrone propone “Le avventure di Pinocchio”, il grande classico firmato da Comencini nel 1972, interpretato tra gli altri da Andrea Balestri (Pinocchio), Nino Manfredi (Geppetto), Gina Lollobrigida (la Fata). Subito dopo, due interviste – prima e dopo il suo debutto nel film – all’interprete di Lucignolo: Domenico Santoro, un ragazzino napoletano orfano di padre che lavorava come meccanico balestraio. 
In prima serata è la volta di “Reality”, diretto da Matteo Garrone nel 2012: il napoletano Luciano ha una moglie e due figli, e vivacchia gestendo una pescheria col cugino e mettendo a segno piccole truffe insieme alla moglie. Ma ha un sogno: partecipare al Grande Fratello, nella speranza di un miglioramento economico e di vita per tutta la famiglia. Un sogno che diventa presto un’ossessione.
Ancora Napoli per chiudere il palinsesto firmato dal regista, alle 23.10: Garrone sceglie “Sciuscià80”, un reportage di Giuseppe “Joe” Marrazzo per Tg2 Dossier, trasmesso a chiusura dell’Anno del Fanciullo, nel 1979. Un impressionante affresco sulle condizioni dell’infanzia nei bassi di Napoli, con migliaia di bambini costretti a una vita di strada fatta di espedienti e piccoli crimini, a fronte delle carenze della scuola pubblica e del fallimento di varie iniziative per aiutarli. 

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